IL CORO “GAVINO GABRIEL” DI TEMPIO PAUSANIA E IL CANTAUTORE FRANCIS-Q (FRANCISCO GARAU): CON L’ASSOCIAZIONE “DELEDDA”, IL NATALE A CIAMPINO E’ ‘VOCI DI SARDEGNA’

Il coro Gavino Gabriel (tutte le immagini sono di Claudio De Petris)
di PATRIZIA BOI

Come ormai sappiamo dal 2015 le canzoni pastorali sarde sono un Bene protetto dall’Unesco, inserito nei patrimoni orali e immateriali dell’umanità. L’Associazione Culturale Grazia Deledda APS di Ciampino per questo Natale 2019 ha voluto ricordare questa espressione sociale del mondo agro-pastorale attraverso i canti eseguiti dal ‘Coro Gavino Gabriel’ di Tempio Pausania. Il 21 Dicembre nella Sala Consiliare Pietro Nenni e il 22 Dicembre nel corso della Santa Messa celebrata nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, Mario Ortu (Contra), Giuseppe Sotgiu, (Bassu/Boci), Antonio Ziruddu (Boci/Trippi), Mauro Mascia (trippi) hanno dato un saggio del canto a tenore eseguito con il sistema tradizionale gallurese “a tasgia”. L’accompagnamento musicale è stato di Antonello Pala alla chitarra sarda e di Piermario Pattitoni alla Cetara.

 ‘Sardinian Pastoral Songs’, note ormai in tutto il mondo, nascono da tempi lontanissimi per imitare i suoni della Natura: ‘sa contra’ riproduce il verso della pecora, ‘sa mesu boci’ il belato dell’agnello, ‘su bassu’ il muggito del bue, mentre ‘sa boci’ del solista interpreta l’uomo forte che è riuscito a dominare la Natura stessa. E nella sala è calato il silenzio durante l’esibizione del gruppo che ha interpretato i suoi canti seguendo armoniosamente il ritmo e la tonalità della voce solista. È stato un coinvolgente Festeggiamento Natalizio che affonda le radici nella tradizione sarda chiamando in causa un personaggio ecclettico come Gavino Gabriel, studioso di musica, tradizioni popolari, letteratura, nuove tecnologie di riproduzione del suono ed educazione musicale della collettività. Gavino Gabriel era un uomo straordinario, Giuseppe Prezzolini lo esaltava dicendo «La meraviglia di Gabriel è quella di essere un uomo preistorico insieme con uno moderno. Pare che venga direttamente dai Nuraghi: ma ci fa osservazioni prettamente attuali». Era molto stimato da Gabriele D’annunzio e da tanti altri che hanno avuto la possibilità di conoscerne la forte personalità nella sua lunga vita durata ben 99 anni, in perfetta linea con la longevità dei Sardi.

ph: Antonio Ziruddu

Francesco Alziator lo descrive da un lato come un uomo concreto che compone musica o scrive, dall’altro «Vi è un altro straordinario e imprevedibile Gabriel, non sai se mago o stregone, un po’ aedo, un po’ hidalgo; un complesso, inclassificabile miscuglio di Tiresia e Ipponatte, Mastersinger e cavaliere, voce e coscienza dei Sardi». Dalle sue parole emerge una figura che paragona ad una ‘forza elementare della natura’, oppure a ‘un personaggio come quelli che affollano la mente della Deledda’, insomma «Una creatura senza tempo, che perciò della sua terra poteva essere voce, fantasia, cuore e coscienza. Un antico dio marino, in doppio petto scuro, che parlava tra le tempeste che, forse, lui stesso poteva suscitare e placare».

ciampino, concerto di natale

L’Archivio Gabriel, custodito a Tempio Pausania presso la sede dell’Accademia popolare gallurese Gavino Gabriel, dopo il suo decesso, è stato rilevato, ormai da una trentina d’anni, da Giuseppe Sotgiu, attuale Presidente e Socio Fondatore dell’Accademia che ne cura la conservazione e l’arricchimento. Sono stati riuniti documenti scritti, spartiti, partiture, schizzi, abbozzi musicali, fotografie, varie raccolte musicali di tradizione orale della Sardegna e qualche incisione discografica di canti popolari interpretati dallo stesso Gabriel. Giuseppe Sotgiu ha raccolto l’eredità di questo grande studioso della Sardegna e attraverso il Coro ne diffonde le musiche, i canti e le tradizioni, specialmente della Gallura. Nell’opera più importante di Gabriel “La Yura (Il giuramento ordalico). Cinque quadri di vita sarda in Gallura”, i cantanti, l’orchestra e il coro sono affiancati da un coro ‘a tàsgia’, che esegue quest’antica pratica di canto improvvisato a cinque voci molto diffusa in Gallura, tradizione che il Coro Gabriel trasmette nei suoi Concerti.

Il repertorio che è stato proposto nel corso della serata, ha spaziato tra testi popolari come ‘Ottava’ – una poesia piena di “boschi, ruscelli e fontane”, di ninfe e sirene – canti di Natale come ‘Curri Cabaddhittu’ – un canto in versi liberamente tratto dalla poesia popolare sudamericana – canzoni d’autore della tradizione popolare sarda come ‘Nanneddu meu’ – un canto di protesta in cui, il poeta Peppino Mereu di Tonara, in forma di lettera all’amico Nanni Sulis, denuncia lo stato di miseria e oppressione in cui versavano gli strati sociali più bassi della società sarda verso la fine dell’Ottocento, in piena Rivoluzione Francese. Il pubblico presente in una Sala gremita, ha interagito con il coro ascoltando attentamente ed esplodendo in applausi dopo ogni pezzo. Il Sindaco Daniela Ballico è intervenuta portando i saluti delle Istituzioni, emozionata dall’intensità delle voci che dialogavano amplificando i loro discorsi.

ph: Francis – Q

Quando sembrava che lo spettacolo fosse al culmine, il Presidente del Circolo, Pierluigi Frigau, ha salutato il Sindaco aprendo la seconda parte del Concerto. Si è, quindi, esibito, il cantautore romano di evidenti origini sarde, Franciscu Garau, in arte Francis-q, la vera sorpresa della serata, non solo per la sua notevole personalità e fantasia, ma per i musicisti di eccezione che lo hanno accompagnato. Alla tastiera un superlativo Primiano di Biase, Pianista e fisarmonicista, compositore produttore, arrangiatore; attualmente tastierista della ‘reunion’ dei Dire Straits, suona e collabora con vari musicisti tra i quali Neri Marcorè e Renato Zero. Alle Percussioni, Simone “Federicuccio” Talone, musicista apprezzato da numerosi cantautori tra i quali Neri Marcorè, Edoardo De Angelis e Francesco De Gregori. Si sono esibiti interpretando alcuni brani del primo Album di Francis-Q, risalente a circa due anni fa e intitolato “Pintadera”, testi che il cantautore ha scritto per ricordare episodi storici o momenti della quotidianità sarda, in italiano e in lingua. Nel finale il trio ha interpretato l’ultimo singolo del cantautore, “Drommi”, scritto in sardo. Si tratta di una Ninna Nanna – prodotta e arrangiata da Primiano Di Biase -, dedicata a Gesù Bambino che intende far rivivere l’atmosfera rasserenante del Natale: “Dormi Bambino in questa culla d’oro, che ti ricorda da dove sei venuto”.

Alla fine della piacevole serata presentata dalla sottoscritta mi è sembrato interessante riunire il Coro di Tempio e il Cantautore di origini campidanesi, quel Nord e Sud della Sardegna, che di certo possono trovare un sostegno reciproco alla comunicazione attraverso la voce. Ho proposto che cantassero il “Deus ti salvet Maria” coinvolgendo anche il pubblico, ma è stato così suggestivo sentirli cantare che io stessa ho ascoltato in assoluto silenzio per evitare che ci fosse anche qualche minima stonatura.

La Messa si è svolta invece Domenica 22 con il Repertorio di Canti della Messa del Coro Gavino Gabriel – Regina Coeli (Ingresso); Kyrie; Alleluja; Offertorio; Sanctus; Agnus Dei; Ave Maria (alla comunione) che ha davvero avvicinato all’atmosfera Natalizia tutti noi.

ciampino, concerto di natale

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