ANDREA CAMILLERI E ANTONIO GRAMSCI ORA POSSONO RAGIONARE DI TEMI DI INTERESSE COMUNE: IL ROMANZO NAZIONALE POPOLARE, PIRANDELLO, LINGUA E DIALETTO

nell’immagine; sopra Andrea Camilleri, sotto Antonio Gramsci nella vignetta di Wiaz
di PAOLO PULINA

Come tutti sanno, Andrea Camilleri è sepolto nel cimitero acattolico di Roma a poca distanza dalla tomba di Antonio Gramsci. L’idea di questo ravvicinato incontro ultraterreno fra queste due eccezionali personalità isolane (una sarda, l’altra siciliana)  mi suggerisce qualche annotazione. 

La prima è questa. L’opera narrativa di Camilleri può essere definita la concretizzazione in Italia di una letteratura nazional popolare  di cui Gramsci aveva lamentato la mancanza nei suoi scritti su “Letteratura e vita nazionale”. Il filosofo del linguaggio Francesco Lo Piparo (siciliano, autore di diversi libri su Gramsci, il primo dei quali, del 1979, intitolato “Lingua, intellettuali, egemonia in Gramsci”) a questo riguardo, in un saggio del 2015, ha ricordato che in una intervista del maggio di quell’anno Camilleri ebbe a dichiarare: “La casalinga di Voghera … poi va a finire che la mia lingua la capisce meglio di certi siciliani” e ha commentato: “L’osservazione è ampiamente confermata dallo straordinario numero di lettori che i libri di Camilleri hanno fuori della Sicilia. Godibilità delle storie raccontate  e talento letterario-linguistico dell’autore ne sono indubbiamente la causa principale”. 

Il primo “incontro” con Gramsci da parte di Camilleri è avvenuto, dopo la Liberazione, quando (come ha raccontato) “il giovane,  che dal 1942 non crede più nell’Europa del fascismo”, maturata simpatia per il partito di Gramsci, riapre a Porto Empedocle la sezione del PCI.

C’è poi un libro di Camilleri del 2013 basato su rigorosa documentazione storica,  “La banda Sacco”, in cui compaiono Antonio Gramsci e Umberto Terracini in carne e ossa. Siamo negli anni Venti del Novecento: la  famiglia di Luigi  Sacco, aderente agli ideali del socialismo umanitario, a Raffadali (Agrigento) si schiera apertamente contro la mafia. Eppure, quando arriva in Sicilia il prefetto Mori, che pure dovrebbe combattere  i mafiosi, infierisce contro i socialisti  Sacco, che si danno alla latitanza, e che quindi vengono qualificati come banda di briganti e accusati  di delitti mai commessi per cui i cinque fratelli vengono condannati  (tre –  Salvatore,  Vanni e Alfonso – all’ ergastolo)  e rinchiusi in varie carceri. Dei fratelli, Alfonso incontrerà a Ventotene Umberto Terracini  che prenderà a cuore la causa dei fratelli Sacco e riuscirà  – ma solo agli inizi degli anni Sessanta –  a fare avere la grazia ai tre ancora in prigione. Vanni e Girolamo sono a Turi nello stesso carcere di Antonio Gramsci. “Nel carcere c’è un poveraccio di scarsa intelligenza, che assomiglia in modo impressionante a Gramsci, la stessa corporatura, le stesse deformità fisiche. Vanni scherza con Gramsci, gli prospetta un piano di fuga dal carcere basato sulla somiglianza fisica con l’altro detenuto. Ne ridono spesso insieme”. 

Ma io credo che sarà soprattutto sul tema della lingua e del dialetto che Camilleri sarà curioso di confrontarsi con Gramsci, che dei rapporti fra i due codici linguistici si è occupato sia in riferimento alla situazione linguistica della “sua” Sardegna sia  in relazione all’uso che il siciliano Pirandello ha fatto, nell’ambito della sua produzione letteraria/teatrale, dei due canali espressivi.

Camilleri si è occupato di Gramsci e Pirandello nella  Lectio Magistralis da lui  tenuta in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna, Chieti, 12 novembre 2007. A chiusura del suo intervento Camilleri, per dare dimostrazione della verità della tesi di Gramsci che il teatro dialettale di Pirandello è naturaliter popolare (non costruzione intellettualistica) racconta la vicenda familiare di un suo compaesano, uno scaricatore di porto, che  ignorava chi fosse Luigi Pirandello, ma che  riacquistò considerazione presso tutti con una spiegazione del suo comportamento  di puro spirito pirandelliano: http://www.vigata.org/laurea/lectio_ch.shtml

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3 commenti

  1. Eccellente riflessione.

  2. Grazie mille, Complimenti
    Attilio Mastino

  3. Antonio G. Pirisi

    Ottima, puntuale e stimolante riflessione di Paolo Pulina.

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