AVANTI CON L’AMPLIAMENTO DELLA FABBRICA DI BOMBE: LA RWM DI DOMUSNOVAS NON LASCIA MA RADDOPPIA. SCAMBIO D’ACCUSE REGIONE/GOVERNO

di PAOLO SALVATORE ORRU'

Chissenefrega, prima il lavoro. E’ stato spesso denunciato quello che sta accedendo a Domusnovas, il piccolo e ridente paesino di una delle zone più povere d’Italia, il Sulcis- Iglesiente, dove si costruiscono le bombe che poi l’aviazione miliare dell’Arabia Saudita sgancia sullo Yemen. Inutile criminalizzare le maestranze, loro di lavorare lì ne farebbero anche a  meno, ma i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni non sono mai riusciti a offrire loro un’alternativa migliore. Di fronte al nulla, non resta che una scelta: accettare quel che passa il convento. Così ben venga (dunque) l’intervento per l’ampliamento della fabbrica di bombe: gli uffici dell’Assessorato Ambiente hanno concluso l’istruttoria relativa al campo prove R140 presentato da Rwm Italia nel territorio di Iglesias e, in applicazione della vigente normativa, hanno escluso un’ulteriore procedura di valutazione di impatto ambientale.

La Giunta regionale, riunita in seduta, ne ha preso atto e ha recepito in delibera le prescrizioni ambientali che condizionano gli interventi del progetto che comunque andrà sottoposto all’autorizzazione delle amministrazioni territoriali competenti. “Gli Uffici lavorano secondo le disposizioni di legge e nell’autonomia dovuta a una struttura tecnica che abbiamo sempre rispettato. Sul piano politico però resta ferma la posizione già espressa dal presidente Pigliaru e da tutta la Giunta al Governo italiano nella nota inviata al presidente Conte”, afferma l’assessora della Difesa dell’ambiente Donatella Spano. “Siamo assolutamente convinti che i diritti umani siano una priorità non negoziabile e il Parlamento europeo ha più volte evidenziato l’adozione dell’embargo di armi da parte dell’Europa nei confronti di un Paese come l’Arabia Saudita – aggiunge – La Germania ha già bloccato la vendita di armi al Paese e chiediamo al Governo italiano di fare altrettanto. Identificare la nostra meravigliosa Sardegna come luogo da cui partono le bombe è quanto di più negativo possiamo auspicare per la nostra popolazione. Riguardo ai posti di lavoro – conclude – abbiamo ripetutamente sollecitato, e continueremo a farlo, il Governo italiano e il Parlamento per una riconversione dell’intera produzione localizzata in Sardegna che tenga conto del mercato difensivo dei Paesi europei e dai nostri più stretti alleati”.

La titolare della Difesa aveva spiegato su facebook di aver «allertato il collega Moavero, che sono certa si interesserà quanto prima dell’argomento». Al stato delle cose, dal ministero degli Esteri non si è espresso, ma la dichiarazione della Trenta evidenzia un’attenzione, finora inedita, da parte di un organo governativo. Ed è in effetti la prima volta che questo accade. I nuovi interventi a Domusnovas consistono – spiega Osservatorio Diritti –  nella realizzazione, all’interno del campo prove, di un’area scoperta di circa 150 metri quadri protetta da terrapieni dell’altezza di 4 metri e di un piccolo locale esterno all’area terrapienata, destinato a postazione per l’operatore. Occupazione, patria mia. Nonostante si continui a dichiarare un numero di occupati pari a 200 unità nel solo stabilimento di Domusnovas, i numeri dicono ben altro. Intanto i costi. Nel 2016 i salari e stipendi hanno raggiunto i 6.580.981 euro (erano 5.776.499 nel 2015).

L’organico medio della RWM  (nr.) anno nel 2015 era pari a 132, passato nel 2016 a 138 (4 dirigenti, 87 impiegati e 47 operai). Al 31 dicembre 2016 si trovavano in servizio (tra Ghedi e Domusnovas) 152 persone, di cui 12 con contratto a tempo determinato. Ai lavoratori di Ghedi viene favorevolmente applicato il Contratto dell’Industria Metalmeccanica, mentre quelli sardi di Domusnovas si devono accontentare del contratto dell’Industria Chimica. Non si capisce perché. Nello stabilimento di Domusnovas nel 2016 si è fatto ricorso al lavoro su due o tre turni, avvicendati 7 giorni su 7. I numeri del personale indicano 83 dipendenti a Domusnovas (erano 74 nel 2015) e in 69 quelli in Ghedi. Costo del lavoro. Il rapporto è il seguente: Ricavi 71.184 euro/migliaia – Costo del Lavoro 9.065 euro/migliaia. L’incidenza percentuale del costo del lavoro sui ricavi è pari al 12,7%. I ricavi per dipendente sono pari a 468 euro/migliaia a fronte di un costo lavoro per dipendente pari a 60 euro/migliaia. I numeri evidenziano, ancora una volta, che a fronte dell’ingente utile conseguito la spesa del personale continua a rimanere bassa, come il numero delle assunzioni. Lo scorso settembre il ministro del Lavoro Di Maio aveva detto: «Non vogliamo, ad esempio, continuare ad esportare armi verso Paesi in guerra o verso altri Paesi che, a loro volta, potrebbero rivenderle a chi è coinvolto in un conflitto bellico».

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