LE SUE TRADIZIONI OLTRE IL MARE: COSA SIGNIFICA VIVERE LA SARDEGNA DA LOSANNA CON GLI EMIGRATI DEL CIRCOLO «NURAGHE »

di ROBERTA PILIA

Anche quest’anno il Circolo Nuraghe di Losanna ha registrato un “en plein” per la sua tradizionale serata annuale, nella bellissima Salle des Spectacles di Renens, centro del Grand Lausanne, da sempre aperto e sensibile alle culture del mondo, come testimonia FESTIMIXX, che ci aveva visti ospiti a giugno.

Patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Federazione dei Circoli sardi in Svizzera, abbiamo potuto contare anche sulla presenza di sostenitori e amici, quali l’Associazione sarda di Ginevra e Grazia Tredenari, Presidente dei COMITÉS VD/FR.

Abbiamo avuto modo in diverse occasioni di precisare e raccontare il percorso organizzativo delle attività di un Circolo: mantenerlo vivo, non è cosa da poco, né da pochi. È come mettere su’ uno spettacolo musicale: tutto deve essere abilmente orchestrato, menù, animazione, scelta dei vini, persone addette al servizio, noi volontari. Perché il risultato sia quanto più armonioso possibile, occorre trovare il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione, tra pubblico giovane, sicuramente più difficile da coinvolgere, e persone più mature. Il più piccolo passo falso può mettere in pericolo questo evento fondamentale per il Nuraghe.

Pur continuando nella tradizione, cena tipica accompagnata da vini di qualità, il Nuraghe cerca di mostrare e diffondere le diverse realtà della nostra terra e i diversi aspetti artigianali, artistici ed eno-gastronomici.

Con il tema di quest’anno, “La Sardegna, le sue tradizioni oltre il mare”, volevamo mettere in evidenza gli sforzi e l’impegno che i sardi d’oltremare, e d’oltralpe come noi, dispiegano per far conoscere, per mantenere vive cultura e tradizioni sarde.

In quest’ottica, il gruppo Amedeo Nazzari di Cornaredo, ospite di quest’anno, formato da persone provenienti da diversi paesi della Sardegna, dei quali indossano i costumi,  illustra alla perfezione questa continuità, questo legame che CI lega tutti alla nostra terra, e che supera i confini, riesce ad andare oltre la diaspora, “oltre il mare”, per continuare le tradizioni sarde e materializzare così il nostro evento.

Dopo aver vissuto i soliti momenti di panico legati all’organizzazione, grandissima è stata la nostra soddisfazione quando abbiamo dovuto chiudere le prenotazioni: significa che ancora una volta abbiamo risposto positivamente alle molte e diverse aspettative dei nostri amici non solo sardi.

Quest’anno è stato anche l’anno in cui i nuovi membri del Direttivo si sono misurati, non senza una certa apprensione, con l’organizzazione della serata.

È sempre estremamente gratificante ritrovare giovani e più maturi, spesso di altre regioni d’origine, che decidono di trascorrere con noi e da noi questa lunga serata. E poi, arrivano i momenti delle risate, dei piedi che non senti più, dei balli e ci sembra che i mesi passati a mettere su il tutto, in fondo siano volati, cominciano i primi bilanci informali, ci si racconta quello che gli ospiti hanno vissuto, come ci hanno vissuti…

E quando, un ragazzino di 13 anni, alla fine delle sue riflessioni sull’organizzazione della serata si lasciascappare “ma dove le trovate ogni anno le idee per poter far venire la gente alle vostre attività?”, capiamo che siamo pronti per un altra nuova, tradizionale serata annuale.

 

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