“TRE BICCHIERI”, 13 PREMI! SUCCESSO PER LE CANTINE SARDE NELLA GUIDA “VINI D’ITALIA” DEL GAMBERO ROSSO

Non è scaramantica, la Sardegna del vino, e si gode i suoi tredici premi “Tre Bicchieri” nella guida Vini d’Italia 2019 curata dal Gambero Rosso. Un record di riconoscimenti da parte della prestigiosa pubblicazione per un’isola che non finisce di stupire e che conferma di aver voglia di emergere: crescono infatti le presenze delle aziende nelle selezioni, così come crescono i premiati. Ma ci sono anche altre bottiglie che possono vantare l’accesso nelle finali o il premio “Due bicchieri”, comunque rilevante. A brillare per risultati tra i vini del 2017 sono stati soprattutto i bianchi, a dispetto del clima caldo: le produzioni isolane hanno ugualmente conservato un ottimo equilibrio nonostante la maggiore concentrazione. Ma anche le annate 2016 e (specie per i rossi e in particolare per il Cannonau) 2015 hanno avuto ottimi riscontri.

Sono sei le cantine che hanno assaporato per la prima volta la soddisfazione di vincere il “Tre Bicchieri”: ci è riuscito il Cannonau di Sardegna 2016 della “Antonella Corda” di Serdiana addirittura all’esordio assoluto nella pubblicazione. Prima volta sul gradino più alto anche per la Cantina Santa Maria La Palma (Alghero) col suo Cannonau di Sardegna R Riserva 2015, un risultato dal sapore particolare per un’azienda che punta soprattutto sul Vermentino. Da Alghero, sponda Sella&Mosca, c’è anche il Torbato Catore 2017 (Tenute Sella & Mosca), ultimo nato ma già vincente. Dalla Marmilla arriva un altro rosso, il Bovale 2016 di “Su Entu” di Sanluri. E per il Vermentino di Sardegna ecco il primo “Tre Bicchieri” per il Die 2017 di Delogu(Alghero) e Azzesu-Tenuta del Vulcano Pelao 2017 (“Andrea Ledda” di Bonnanaro): arriva da quota 700 metri, con vigne che affondano in un suolo vulcanico.

Questi gli altri sette vini sardi che hanno conquistato il massimo premio: Cannonau di Sardegna Cl. Dule 2015 (“Giuseppe Gabbas”, Nuoro); Carignano del Sulcis 6Mura Riserva 2015 (Cantina Giba); Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2014 (Cantina di Santadi); Semidano di Mogoro Superiore Puistèris 2016 (Cantina di Mogoro-Il Nuraghe); i due Vermentino di Gallura arzachenesi, il Superiore Sciala 2017 (Surrau) e il Vigna’Ngena 2017 (Capichera); infine il Vermentino di Sardegna Stellato 2017 (“Pala”, da Serdiana).

È il frutto del gran lavoro compiuto da tutto il settore, deciso puntare su innovazione e qualità, oltre che sulla capacità attrattiva della sua immagine e dei suoi profumi unici: oltre a farlo le piccole aziende guidate da giovani entusiasti e con tante idee, lo fanno anche le grandi cantine così come le cooperative, con qualche pecca sul piano della comunicazione e della capacità di marketing, nonostante qualcosa stia lentamente cambiando anche sotto questo profilo.

 

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