GAVINO MURGIA, SASSOFONISTA E POLISTRUMENTISTA NUORESE: DA “CORTE ‘E SUSU” AL PALCOSCENICO DEL MONDO

ph: Gavino Murgia

di LUCIA BECCHERE

Le note vibranti del sassofono di Gavino Murgia, accompagnato da una delle sue band, hanno riempito la suggestiva piazza di Sebastiano Satta in Nuoro per poi diffondersi lungo i vicoli circostanti fino a via Grazia Deledda dove è ubicata la casa natale della scrittrice.

Reduce da numerosi concerti in giro per l’Europa, Gavino Murgia, nuorese d’oc di “corte ‘e susu”, a due passi da quella piazza, in via Paganini 9, si trova la casa dove è nato e a ridosso in via Roma 47 è situata l’antica bottega artigiana dove il padre Bustianu ha lavorato tutta la vita, dove ancora oggi sono custoditi intatti gli attrezzi di “mastru ‘e linna” e dove era solito accogliere i numerosi amici con i quali amava attardarsi ogni sera.

“Enfant prodige” e figlio d’arte, Gavino Murgia a cinque anni suona già il flauto dolce. Cresce nutrendosi di jazz e musica classica grazie alla collezione discografica del padre che lo attrae verso quella nobile arte tanto che a soli dodici anni inizia a suonare il sax alto.

Un giorno, frugando in un armadio trova ben custodito un vecchio sassofono con il quale il padre suonava nella banda musicale cittadina, e catturato dal mondo magico e misterioso della musica comincia a suonare di nascosto. Bustianu accortosi della passione del figlio è ben felice di impartirgli i primi rudimenti ma Gavino che ha fretta di imparare, vuole fare da solo e suona fino a fondersi con l’armonia di quello strumento da cui non si separerà mai più. Comincia così la sua affascinante avventura musicale che lo porterà a calcare i palcoscenici più famosi del mondo.

Tutto ha inizio a Nuoro, quando il grande direttore d’orchestra Bruno Tommaso, da Roma in città per un concerto, lo nota e lo incoraggia a partecipare ad un concorso che si terrà a Siena per una selezione di talenti che faranno parte dell’Orchestra Giovanile Italiana di jazz. Gavino, autodidatta e benché privo di qualsiasi attestato di diploma in strumento, vince il posto in orchestra come primo sax tenore distinguendosi fra tutti i concorrenti.

Da quel momento in poi ha la possibilità di approfondire le sue competenze e di conoscere dei bravi musicisti con i quali darà luogo a diverse formazioni musicali quali il duo, il trio, il quartetto ecc. A Nuoro frequenta i seminari di Paolo Fresu mentre il ruolo di “Bassu” praticato in adolescenza nel canto a tenores e lo studio delle launeddas nel suo percorso musicale si fonderanno in maniera inedita ed originale con la musica afroamericana, al sax Soprano e Tenore affianca il sax Baritono, flauti e Duduk, famoso strumento armeno. E’ dalla Sardegna comunque che attingerà sempre linfa vitale per le sue creazioni musicali.

A Sassari ha frequentato i seminari tenuti da Pietro Sassu, grande ricercatore di etnomusicologia, e ancora dei corsi tenuti dal prof. Renato Morelli dell’università di Trento e regista Rai e proprio da questi incontri nasceranno delle fruttuose collaborazioni di ricerca in tutta la Sardegna ed oltre Tirreno.

Fra le sue collaborazioni musicali può vantare quella con Rabih Abou Kalil, Boby McFerrin, Steve Swallow, Al Di Meola leggende viventi nel mondo del jazz ed ancora con Massimo Ranieri, Noa, Gianna Nannini e tanti altri ancora.

Quando i numerosi impegni glielo consentono va in giro in tutta l’isola per portare avanti delle ricerche sul campo etnomusicale da cui trarre voci e canti della tradizione orale per poi pubblicarli in cd. E’ anche grazie a questo suo lavoro che un così ricco patrimonio storico-musicale non scomparirà nell’oblio ma si conserverà per essere tramandato alle future generazioni.

Numerosa inoltre la sua produzione in musica, i progetti e i concerti in atto, le sue collaborazioni con numerose orchestre italiane ed estere, le partecipazioni a numerosi festival di jazz nazionali ed internazionali: Russia, Cuba, Cina, Germania, Finlandia e Norvegia per citarne solo alcuni.

E’ stato direttore artistico, consulente e protagonista di video e documentari compresi gli itinerari Deleddiani. Autore di musiche per il cinema e per il teatro, ha composto colonne numerose sonore per la poesia e la letteratura, sonorizzazioni live e web.

Ha tenuto corsi formativi e seminari sulla musica jazz a Nuoro, Firenze e Helsinki, è stato direttore artistico nel festival delle rocce e jazz e nella Rassegna Traiettorie dal 2005 al 2009 per il Museo d’Arte Man di Nuoro.

Chiediamo a Gavino Murgia Maestro, sassofonista, polistrumentista, musicista, ricercatore, etnomusicologo quali sono i suoi impegni futuri e come ci si sente a dover calcare i più grandi teatri d’Europa e del mondo.

“Nell’immediato ho in programma nuovi dischi sul jazz perché ho creato tutta una serie di sonorità inedite che traggono origine da quella sarda e proprio prendendo spunto da essa ho creato una nuova sonorità jazzistica.

Per rispondere al secondo punto della domanda dico che mi sento solo molto fortunato e mai arrivato in quanto consapevole che tanta strada mi rimane ancora da percorrere.

Davanti a me la casa di “cort’e susu” dove sono nato, la mia famiglia, il mio rione e la mia infanzia. Tutto questo mi riempie più di ogni altra cosa e mi dà la forza per continuare.

per gentile concessione de L’ORTOBENE  https://www.ortobene.net/

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