GIOVANNI CODA E I SUOI FILM AL CINEMA TREVI: A ROMA PER INIZIATIVA DEL GREMIO DEI SARDI A CURA DI FRANCA FARINA

da sx: Antonio Maria Masia, Giovanni Coda, Alessandro Boschi (Hollywood Party - Rai Radio 3), Gabriella Gallozzi (critico cinema), Claudio De Pasqualis (Hollywood Party - Rai Radio 3), Mauro Conciatori (regista e giornalista), Francesco Paolo Montini (produttore)

di Antonio Maria Masia

E’ stato seguito con particolare attenzione e interesse da parte di un pubblico numeroso (presenti Evelina Nazzari, Alessandro Pala, Francesco Madonna, Vanni Fois) l’ennesimo “Incontro con il Cinema Sardo”, a cura di Franca Farina, organizzato dal GREMIO dei Sardi di Roma e dalla Cineteca Nazionale, svoltosi ieri 17-2-2018 al Cinema Trevi. 
L’attesa per filmografia del regista cagliaritano Giovanni CODA non è andata delusa e gli spettatori si sono fatti coinvolgere e dalle immagini forti e significative e dal messaggio principale dei tre film proposti: l’omosessualità, la comunità Lgbt (persone lesbiche, gay, bisex e trasgender) e interazione con il resto dell’umanità. 
Con “Il Rosa nudo” abbiamo visto, provando orrore e sdegno, il folle, inumano atteggiamento nazista di repressione e sterminio nei confronti degli omosessuali. E’ stato ricordato che l’Olocausto ha colpito terribilmente oltre gli Ebrei (Shoah), i Rom, i Disabili e Oppositori politici anche gli Omosessuali. 
Con “Bullied to Death” il regista ha evidenziato gli irreparabili danni morali e fisici che producono il bullismo, specie in ambito scolastico, e il cyberbullismo reso facile, anonimo e impunito dai mezzi informatici e dai social, che spesso spingono le vittime al disperato gesto del suicidio . 
Con il brevissimo, appena 8 minuti, ma intensissimo e tenero “Xavier” abbiamo partecipato e condiviso le ricadute psicologiche e di vita che scaturiscono quando il Terrorismo, seppure casualmente, colpisce a morte uno dei due protagonisti di una coppia dello stesso sesso, che si amano profondamente. 
Storie vere, autentiche di questa umanità che ci appartiene e che dobbiamo indagare e guardare in faccia, anche quando ingiusta, infame e rivoltante, perché ne facciamo parte; consapevoli che all’inevitabile e purtroppo inestinguibile “Male”, a cui come umani siamo connaturati, occorra, come fa in questo caso Giovanni Coda, opporsi con il “Bene” dei propri mezzi. Giovanni Coda lo fa da artista, con classe, eleganza e qualità attraverso i suoi strumenti: il cinema, la fotografia, il racconto audiovisivo. 
Di ulteriore interesse il dibattito finale con il regista, giornalisti e critici cinematografici.

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