LO SCANDALO “D’ORO” DI FURTEI: HANNO INQUINATO, SACCHEGGIATO E GUADAGNATO LASCIANDO UNO SCEMPIO AMBIENTALE

di Claudia Aru

Lo conosco bene lo scandalo di Furtei. Una volta, a Sanluri organizzai un dibattito sul tema e l’allora sindaco si mise a urlare dicendo che non c’ era alcun problema ambientale. Lo faceva per difendere quella manciata di posti di lavoro. Ma l’allarme c’era. E c’è. Un fiume di denaro pubblico per sostenere un progetto ambizioso che doveva far diventare questa porzione di campidano, la nuova Eldorado. Si sono avvicendati nomi illustri in questa sciagura, uno, è l’ex governatore Ugo Cappellacci che continua indisturbato a farsi i selfie mostrando il suo ritrovato fisico scolpito, impunito. La Sardinia Gold Mining s.p.a. era, infatti, la società mineraria titolare della concessione di estrazione aurifera Santu Miali, le cui azioni vennero in gran parte cedute al partner estrattivo di rilevanza internazionale, e giunsero alla multinazionale Buffalo Gold ltd (Canada). Per diverso tempo presidente del Consiglio di amministrazione della S.G.M. è stato proprio il nostro big Jim Ugo Cappellacci. Con l’esaurimento dello scarso filone aurifero, hanno abbandonato il cantiere minerario senza preoccuparsi minimamente delle operazioni di messa in sicurezza e di bonifica ambientale. 47 dipendenti si ritrovarono sulla strada. E ci si accorse, finalmente del problema ambientale. Io ho visto quella diga, drammaticamente vicina a quella per l’irrigazione dei campi. Ricordo un paesaggio lunare, con colori incredibili: blu, giallo verde, rosso acceso. E neanche un filo d’erba.  Ma non è finita qui.  Ben 10 km. dell’attuale strada statale 131 “Carlo Felice” sono stati realizzati negli anni scorsi con l’utilizzo di scarti di lavorazione tossici dell’ex miniera d’oro di Furtei. Il risultato è agghiacciante, nel tratto nei pressi di Sardara sono visibili, a occhio nudo, i veleni tossici che trasudano dalla strada e dal cemento del cavalcavia, come giganti lacrime gialle e rosse, ci ricordano ancora una volta, le nostre sciagure e le nostre scelte sbagliate ai danni di una terra meravigliosa che, probabilmente, non ci meritiamo. Accusati di traffico illecito di rifiuti il legale rappresentante della miniera, l’australiano Garry Johnston, si è defilato. Hanno inquinato, saccheggiato, guadagnato e noi tutti dobbiamo pagare per lo scempio ambientale e il costo per mettere tutto in sicurezza. Roba da pazzi, anzi, roba da sardi. Alla fine dopo 10 anni in cui il territorio intorno a Furtei è stato annaffiato con arsenico, cianuro e cadmio, hanno estratto 4 tonnellate e mezzo d’oro, poi argento e rame, in totale un valore di 80 milioni di euro. Per la bonifica la Regione ne spenderà molti di più. E tutti contenti a rivendicare quest’ultima beffa come “un grande risultato”. E gli “indipendentisti al governo”, muti sul tema ma parlano di alleanze alle prossime elezioni. Questa è l’ennesima triste storia che è giusto ricordare, e lo faccio oggi, che venendo qui nel nord, ho rivisto quelle giganti lacrime rosse sulla strada, rinforzate e rinvigorite dalle piogge. E una è scesa anche a me, per l’ennesima volta, nel vedere la mia terra abusata e maltrattata da una classe politica incapace e impunita che non pagherà mai per i suoi errori e per un popolo sordo e cieco che non riconosce i suoi nemici e per un tozzo di pane rancido, vende il suo voto, o, peggio ancora, ignora tutto questo e a votare manco ci va. Siamo il popolo del gioco d’azzardo, lo dicono i dati, queste cose non ci interessano abbastanza. E si alternano giunte disastrose che ci impoveriscono in tutti i sensi.  Destra e sinistra, senza distinzione. Miserere .

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