"SURBILES”, LE DONNE VAMPIRO DI GIOVANNI COLUMBU PROTAGONISTE AL FESTIVAL DI LOCARNO


di Bruno Culeddu

Reduce dal successo dell’intenso “Su Re”, Giovanni Columbu  propone adesso “Surbiles“, un film documentario sulle inquietanti donne vampiro che popolavano le fantasie di una Sardegna non molto lontana.

E il film approda subito al Festival di Locarno.

“Surbiles” è infatti tra le cinque pellicole che la Rai porterà alla 70esima edizione del festival di Locarno nella sezione ‘Signs of Life’, dedicata alla frontiera della settima arte “tra narrazioni inedite e innovazioni di linguaggio”.

Columbu ha compiuto una vera e propria ricerca antropologica, raccogliendo in vari paesi le testimonianze di donne, uomini e bambini sul mondo leggendario delle surbiles, figure immaginarie prossime alle streghe e ai vampiri.

Secondo la fantasia popolare esse erano donne apparentemente uguali a tutte le altre che però di notte  penetravano nelle case per succhiare il sangue ai bambini.

Esse riuscivano a trasformarsi in ogni cosa: fumo, vento, acqua o addirittura in insetti come mosche; tradizionalmente venivano ritenute responsabili della morte improvvisa e inspiegabile degli infanti.

Per proteggersi da queste donne malefiche si doveva ricorrere a banali accorgimenti come mettere, ad esempio, semplici oggetti d’uso domestico in posizione rovesciata. Le surbiles si mettevano a contarli e così si incantavano perché non riuscivano a contare oltre il numero sette. Erano quindi costrette a ricominciare ogni volta da capo, fino all’alba, quando erano costrette a rientrare nel proprio corpo.
Tra le storie rappresentate nel documentario, vi è quella di una surbile che per entrare in una casa si rivolge agli oggetti affinché le aprano la porta o quella di un’altra che, per raggiungere velocemente la casa in cui c’è un neonato, si cosparge di un unguento magico.

Il film racconta inoltre di surbiles buone che proteggono i bambini da surbiles cattive.

Su queste storie attinte al mito, alla fiaba e alle leggende, Columbu ha confezionato un singolare documentario antropologico sospeso tra sogno e fantasia popolare.

Giovanni Columbu, oltre al soggetto, ha firmato il montaggio (assistito da  Elena Pietroboni), le riprese  e la sceneggiatura (con la collaborazione di Maria Grazia Perria ed Elena Pietroboni). Le musiche originali sono di Stefano Tore e  Jacopo Barbaccia. Altre musiche sono invece opera di Asmus Tietchens e di David Lee Myers. Effetti di Manuele Trullu. La fotografia è firmata da Paolo Negro.
Per il suono hanno lavorato Roberto Cois (Presa Diretta), Emanuele Contis (Montaggio) e Roberto Cappannelli (Fonico di Mix). Aiuto regista: Elena Pietroboni.
L’Organizzatore generale è stata di Juan Vicente Navarro.

Il film è stato prodotto da Luches FilmIstituto Luce Cinecittà e Rai Cinema. Produttori esecutivi: Giovanni Columbu e Daniele Maggioni.

L’opera, riconosciuta di interesse culturale e finanziata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è stata realizzata inoltre con il contributo di Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, della Fondazione Sardegna Film Commission e del Comune di Cagliari (Fondo Filming Cagliari).

La distribuzione in Italia e per l’estero sarà assicurata dall’Istituto Luce Cinecittà.

L’approdo di “Surbiles” all’importante festival svizzero è stato accolto con legittima soddisfazione dagli enti che ne hanno contribuito alla realizzazione.

Giuseppe Dessena, Assessore regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport ha dichiarato: “Il cinema isolano va in scena anche a Locarno grazie a Giovanni Columbu. È stato un anno davvero ricco e di straordinaria vivacità per il settore, abbiamo accompagnato con successo a tanti festival i film realizzati in Sardegna e sono orgoglioso – come rappresentante delle istituzioni e come cittadino sardo – di questi incredibili risultati. La Regione è presente e sostiene il settore con dei finanziamenti importanti, giusti ed efficaci, restituendo i racconti di un’isola non sempre ancora conosciuta nei suoi aspetti più interessanti”.

 

Nevina Satta, direttrice della Sardegna Film Commission, ha detto invece: ” Torniamo a Locarno come Fondazione  dopo il successo di ‘Perfida’ di Bonifacio Angius per sostenere e promuovere nei mercati esteri il talento di Giovanni Columbu, selezionato per un’opera poetica che combina l’immaginario ancestrale della cultura sarda e mediterranea con l’attualità dell’alta qualità realizzativa dei professionisti isolani“. 

Questo, infine, il commento di Giovanni Columbu: “Sono felice che questo lavoro sia stato accolto in una sezione del Festival di Locarno, Signs of Life, rivolta alle forme narrative inedite e all’innovazione del linguaggio cinematografico. Un film documentario nato come ricerca etnografica, e approdato a un modo di riscoprire e far rivivere leggende e storie fantastiche, attraverso il coinvolgimento dei testimoni nella messa in scena dei racconti, e dunque attraverso una rappresentazione del tutto cinematografica”.

Per vedere “Subirles” non ci resta che attendere il Festival di Locarno (2-12 agosto), dove sarà proiettato in anteprima mondiale.

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