STIPENDI (DOVE CI SONO): OGLIASTRA E GALLURA FANALINO DI CODA DELL’ITALIA. RIMUNERAZIONI MEDIAMENTE PIU’ BASSE RISPETTO ALLE ALTRE REGIONI


L’isola felice della Sardegna è il Medio Campidano. L’ex provincia tra Cagliari e Oristano è l’unica in cui gli stipendi dei lavoratori dipendenti si avvicinano alla media nazionale. Un dato sorprendente, vista la non proprio florida economia di Villacidro e Sanluri, ma così risulta dal report dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro. Lo stesso che individua l’Ogliastra e la Gallura tra le province con i salari più bassi di tutta Italia. Peggio fanno solo Ascoli Piceno e Ragusa. Una posizione, soprattutto quella del nordest dell’isola, che stride con l’immagine di zona ricca e dinamica che riesce ad arginare la crisi. Eppure, secondo questa indagine, nella provincia di Olbia Tempio lo stipendio base è 1.099 euro. Oltre 200 euro in meno rispetto al salario medio nazionale, pari a 1.315 euro. Un risultato figlio probabilmente della forte stagionalizzazione del lavoro in un territorio che vive principalmente di turismo.

Un gradino più sotto della Gallura c’è l’Ogliastra, dove la retribuzione media è di 1.087 euro. Terza provincia d’Italia con la busta paga più leggera. Più poveri solo di Ragusa, dove il salario si ferma a quota 1.070 euro, e Ascoli Piceno, dove la retirbuzione media non supera i 925 euro. Ben 550 in meno di Bolzano, in vetta alla classifica.

Non sono solo Olbia e Tortolì a lamentare stipendi bassi. Neanche Nuoro può sorridere. In Barbagia lo stipendio medio è di 1.121 euro, ottavo peggior risultato d’Italia. Va leggermente meglio nel Sulcis Iglesiente, 92esimo in classifica, con un salario pari a 1.171 euro.

Con appena 14 euro in più pro capite si piazza Sassari, solo 90esima, ma con uno stipendio medio più alto di 98 euro rispetto ai residenti in Ogliastra e di 86 euro rispetto alla Gallura.

Supera la media dei 1.216 euro la busta paga dei dipendenti della provincia di Oristano, 82esima in classifica, mentre Cagliari si piazza al 65esimo posto con un salario di 1.258 euro pro capite. Il caso Medio Campidano. Ma la sorpresa arriva da Villacidro e Sanluri, inaspettatamente provincia sarda con gli stipendi più alti e seconda del Mezzogiorno. 56esima con1.279 euro ad abitante, più di Imperia, Terni e Pescara. Ma lo stesso report dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro indica il Medio Campidano come la seconda provincia d’Italia con il tasso di disoccupazione più alto e la prima in assoluto per numero di Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano né fanno corsi di formazione. Una classifica negativa in cui tutte le province sarde sono entro le prime 39 posizioni.

Anche in Sardegna, come nel resto della penisola, le lavoratrici dipendenti hanno stipendi più bassi rispetto ai colleghi maschi. Nel Sulcis Iglesiente addirittura il 31,7 per cento in meno, contro una media nazionale del 19,2. Un dato che fa guadagnare a Carbonia Iglesias il primato negativo in Italia. Le dipendenti delle province di Sassari e Ogliastra prendono invece un quarto in meno rispetto ai colleghi uomini, per l’esattezza il 24,7 per cento. Tutte al di sotto della media nazionale le altre 6 province. A Nuoro la differenza tra uomini e donne è pari al 18,3 per cento, a Cagliari al 18, a Oristano al 17,3, nel Medio Campidano al 15,2. Stipendi più simili tra uomini e donne in Gallura, dove il gap si attesta al 14,5 per cento, quasi cinque punti in meno della media nazionale

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