IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SARDE IN ITALIA A MILANO: LA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI DEL VI CONGRESSO F.A.S.I.


di Massimiliano Perlato

“La situazione dell’emigrazione sarda nel mondo si è modificata nel tempo e oggi siamo qui a Quartu Sant’Elena a parlare di cosa abbiamo fatto, di cosa abbiamo creato in questi anni e di cosa vogliamo e possiamo fare nel futuro. Ci sono nel mondo 130 circoli di sardi emigrati: la F.A.S.I. ne comprende ad oggi 68, attivi in 10 regioni d’Italia, operanti in 43 province. Abbiamo creato una rete di solidarietà, di cultura, di progetti, di iniziative economiche che ‘parlano’ di Sardegna oltre il mare, partendo da un rapporto stretto con la nostra gente che vive ed è rimasta nell’isola. Nel tempo questa situazione si è evoluta, come si evolvono tutte le cose: è in corso un grande cambiamento nell’economia, nel lavoro, nei modi di incontrarsi, di stare insieme, di comunicare. Sono cambiate le modalità e le ragioni dell’emigrare e, insieme, sono cambiati i concetti di cittadinanza e di identità. La crisi degli ultimi anni ha segnato pesanti sofferenze per la nostra isola, ma ha riguardato anche la vita di tutti noi, ovunque, nei luoghi della nostra esistenza. Ma è proprio dalla crisi che occorre ‘ripartire’, per una nuova progettualità, ritornando sui territori, ritornando alle realtà che conosciamo, con le quali, anche se ce ne siamo allontanati, abbiamo mantenuto un legame sia di tipo istituzionale, sia di tipo ‘emozionale’, fatto di affetti, di amicizie, di legami familiari e parentali. Quello che abbiamo imparato anche dai giovani sardi di ‘nuova emigrazione’, ma anche di quelli di seconda e terza generazione, è che l’identità e l’appartenenza rimangono e sono il punto di forza, ma possono intrecciarsi con altre identità e altre culture, in uno spirito di apertura e di accoglienza. Noi portiamo la nostra economia, portiamo la nostra cultura, i nostri valori e abbiamo creato una sardità che non è più legata al territorio, che non è residente in Sardegna, ma è sparsa nel mondo.” Serafina Mascia – Presidente F.A.S.I.

Le parole sopra riportate compaiono nella quarta di copertina del libro che, in occasione del Consiglio Direttivo Nazionale della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia svoltosi a Milano, è stato distribuito in 5 copie (una per il presidente, tre per i tre delegati, una per la biblioteca) ai  68 rappresentanti dei circoli degli emigrati sardi presenti sul territorio nazionale. Un corposo volume di 280 pagine che racchiude gli atti del VI Congresso F.A.S.I. che si è positivamente realizzato a fine ottobre 2016 a Quartu Sant’Elena.  Il volume “Continente – Sardegna, la rete degli emigrati sardi patrimonio dell’isola. Solidarietà, cultura, progettualità: risorse per un nuovo sviluppo” è stato pubblicato a tempo di record per le cure redazionali di Paolo Pulina, che della Federazione è vice Presidente e Responsabile dell’Informazione e della Cultura. Il libro riporta integralmente gli interventi dei partecipanti al Congresso: dai contributi dei membri del Comitato Esecutivo guidati dalla Presidente Serafina Mascia, ai responsabili delle associazioni presenti nella penisola (una trentina di essi ha preso la parola o ha consegnato uno scritto) e delle federazioni estere che hanno illustrato le loro rispettive valutazioni alla luce dell’ esperienza maturata sul territorio di appartenenza. Le posizioni delle istituzioni regionali sono state argomentate dall’Assessore del Lavoro della Regione Sardegna, Virginia Mura; da Raffaele Paci, vice Presidente della Giunta regionale sarda; da Massimo Deiana, Assessore regionale ai trasporti; da Gian Nicola Saba, Responsabile del Settore Integrazione immigrati ed emigrazione; da Michele Cossa, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Sardegna; la voce del Governo è stata rappresentata da Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia. Oltre il saluto di Marzia Cilloccu (assessore a Cagliari), vanno ricordati gli interventi di Stefano Delunas, padrone di casa in quanto sindaco di Quartu Sant’Elena,  e di  Mario Tendas (consigliere regionale e  sindaco di Solarussa), nella circostanza portavoce dei Comuni colpiti dall’alluvione del novembre 2013 ai quali i circoli della F.A.S.I. hanno dato cospicue risorse raccolte con una eccezionale catena di  solidarietà e finalizzate al ripristino di opere danneggiate o distrutte, all’aiuto a famiglie e imprese.

Presenti nella pubblicazione,tra gli altri, gli interventi di Gianni Filippini, direttore editoriale dell’ “Unione Sarda”; di Franco Marras, Presidente regionale ACLI; di Giorgio Carta, ex Assessore del Lavoro RAS; di Franciscu Sedda, Segretario Nazionale del Partito dei Sardi; di Mauro Pili, deputato Unidos; di Mario Carai del Movimento Pastori Sardi; di Elena Centemero, della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.Spazio hanno anche i membri della Consulta per l’Emigrazione Gianni Garbati, Jan Lai, Franco Siddi, Domenico Scala,Elio Turis. All’interno del volume è riprodotto il resoconto completo del Convegno sui trasporti coordinato da Tonino Mulas, Presidente Onorario della F.A.S.I. e amministratore delegato di Eurotarget FASI Viaggi, e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle compagnie di navigazione.

In questo primo incontro del Consiglio Direttivo Nazionale F.A.S.I. dei due previsti nell’anno 2017, dopo la relazione della Presidente Serafina Mascia, la quale ha sottolineato gli ampi risultati positivi del sesto Congresso senza nascondere qualche piccola, inevitabile, lacuna organizzativa, è stato preso  in considerazione  il bilancio economico della Federazione e si sono annunciate le  attività previste per questo anno. Focus sui rapporti con l’Assessorato del Lavoro della Regione Sardegna soprattutto in riferimento alla gestione delle risorse, dopo il Congresso F.A.S.I. di cinque mesi fa e dopo la recente riunione della Consulta dell’Emigrazione che si è svolta a Cagliari. I progetti culturali per il 2017 sono stati illustrati da Paolo Pulina: realizzazione dei progetti regionali “ereditati” dall’anno 2016 (si spera che i nove  ammessi a finanziamento lo siano nel maggior numero possibile); continuazione delle iniziative collegate al Progetto relativo al centenario della Grande Guerra; focalizzazione dell’interesse a livello internazionale, anche per il pronunciamento unanime in merito da parte della Consulta nella citata recente riunione,  su due personalità culturali della Sardegna conosciute in tutto il mondo:  Grazia Deledda (90° della consegna del premio Nobel per la Letteratura riferito all’anno 1926)  e Antonio Gramsci (80° della morte). Senza trascurare due figure come lo scrittore Giuseppe Dessì (40° della morte) e il teorico dell’autonomia Attilio Deffenu (centenario della morte).

Spazio e voce hanno avuto anche Francesca Concas per il Coordinamento nazionale Donne e Mattia Lilliu per il Coordinamento nazionale Giovani: ciascuno ha annunciato i programmi per questo 2017. Il movimento femminile si propone di  ricordare alcune donne di grande valore recentemente scomparse (Nereide Rudas, Clara Gallini, tra le altre) e il ruolo pubblico svolto dalle donne nella storia della Sardegna. I giovani continueranno il loro impegno nell’ambito della comunicazione attraverso i social network, nella formazione, nell’ innovazione e nella compartecipazione ai progetti culturali.

Dello sviluppo del progetto “Sarda Tellus”, che riguarda la promozione dei prodotti sardi e dei territori di produzione, si sono occupati il vice Presidente vicario della F.A.S.I. Maurizio Sechi (sul tema eCommerce) e i componenti del Comitato Esecutivo Bastianino Mossa e Antonello Argiolas (sui rapporti con i produttori in Sardegna e sulle  campagne promozionali).

Chiusura con il rinnovo del Consiglio d’amministrazione di Eurotarget Viaggi F.A.S.I.

24 risposte a “IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SARDE IN ITALIA A MILANO: LA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI DEL VI CONGRESSO F.A.S.I.”

  1. Non mi voglio esprimere in maniera negativa per il lavoro che svolge la FASI da tanti anni. Da generazioni. Non mi permetto. Ho rispetto e ringrazio alle persone che ci hanno messo tempo libero, energie e anche soldi di tasca, come sappiamo tutti.
    Però … Grazia Deledda, Antonio Gramsci e Giuseppe Dessì ecc… come progetto per il futuro?
    Credo che tutti i circoli abbiano già manifestato questi personaggi sia con serate, presentazioni e addirittura dando i loro nomi alle proprie associazioni.
    Con tutte le eccellenze artistiche della nostra terra che addirittura vivono ancora, si poteva fare veramente una cosa molto più moderna, giovanile e attrattiva per le nuove generazioni.
    Veramente. Questo è venuto in mente all’incontro per promuovere la nostra bellissima terra, piena di musicisti, pittori e scrittori giovani?
    Veramente, un programma all’antica.
    Ps. Età media delle persone coinvolte?

  2. Il movimento giovanile all’interno della F.A.S.I. esiste ed è ben strutturato. Mattia Lilliu è il responsabile nazionale. Così come il movimento femminile guidato dalla giovane Francesca Concas vede al suo interno tantissime giovani.
    Ora, il problema dei trentenni qual è? Hanno il tempo necessario a disposizione per fare a tempo pieno i dirigenti all’interno dei circoli e delle Federazioni? Rispondiamo con sincerità.
    Ci sono passato anch’io a trent’anni nel circolo. E ho fatto un passo indietro di fronte ad una possibilità di diventare Presidente perché non potevo dare la totale disponibilità ad essere sempre presente.
    Il problema semmai è un altro e noto con dispiacere che è ben radicato nelle realtà che conosco. Ed è quella “difficoltà” da parte dei presidenti-padroni ad accompagnare le nuove leve nell’inserimento nelle realtà associazionistiche in modo che possano in prospettiva diventare futuri dirigenti.

  3. Alexandra, la struttura F.A.S.I. è ben solida. Tu vivi una realtà come quella tedesca che ha tantissime lacune. E lo sai bene. Ne abbiamo già parlato. I progetti con i personaggi storici sono quelli che in fin dei conti la Regione Sardegna è disposta ad appoggiare. E come poi dice Giovanni, ogni realtà associazionistica porta avanti il proprio programma in basa al proprio “bacino d’utenza”.

  4. Gramsci e Deledda sono storia e cultura che vanno amorevolmente curate e tramandata la conoscenza.Far conoscere il nuovo spetta a voi. Proponete ne avete la possibilità. Posso solo dire che ip non più giovane ho proposto ad un direttivo di
    giovani,di far suonare un gruppo sardo rock che fa nuova musica anche in lingua.
    La risposta è stata vogliamo i tenores e l’organetto.Dov’è l’originalità delle scelte?

  5. Io credo che la FASI debba dare delle linee guida come ha giustamente fatto indicando la Deledda e Gramsci ma che, poi, sia compito di ogni circolo gestire in autonomia tutte le ulteriori iniziative sulla base delle proprie capacità e richieste dei consociati

  6. Io a differenza di Max il ruolo di presidente l’ho accettato, a 38 anni. Ho dovuto poi retrocedere per i motivi che spiegava bene nella sua risposta: il tempo, per uno studente o per un lavoratore, non basta mai. E spesso vale l’equazione Circolo=Direttivo= Presidente. Ma vedi Alessandra, il problema non è il “contenuto” dell’attività, ma l’angolo con cui lo si approccia. E credo che si possa affrontare anche il tema Deledda, o Gramsci, o Satta, con un taglio più “accattivante” come giustamente dici. Io da Presidente proposi delle cose variegate, tra la “tradizione” e il “nuovo”. Ho proposto il tema dello scudetto del Cagliari (ormai vecchio purtroppo) “vestendolo” anche dell’aspetto dell’emigrato. Ecco, come giustamente disse Serafina a Quartu, la sfida è interpretare la nuova realtà degli emigrati e usare approcci più moderni anche per i temi tradizionali.

  7. Io da “Giovane” Presidente sono a favore di questi progetti su Grazia Deledda e Antonio Gramsci, figure che a parer mio i giovani conoscono a livello veramente Lacunare. Noi abbiamo deciso di proporre al nostro pubblico il Nuovo film “Nel mondo grande e terribile”, che consiglio, avendone preso visione ed essendoci proposti per i sottotitoli in spagnolo. Una cosa non deve necessariamente escludere l’altra. È anche vero che la Sardegna culturale sta avendo un vero fiorire in tutte le arti e anche di questo bisogna tener conto..

  8. Claudia rappresenta con il suo dinamismo, la voglia di fare e di essere aperte a tutte le possibilità di promozione della Sardegna. Per di più vivendo una realtà complicata come quella di essere comunque a capo di un sodalizio sardo fuori dall’Italia. Lei è a Barcellona.

  9. Come qualcuno ha già sottolineato, credo che alla FASI- Federazione delle Associazioni Sarde in Italia spetti il compito di individuare delle lineee guida, di dare degli imput. E’ compito, poi, dei singoli circoli recepire tali stimoli che possono essere raccolti in termini tradizionali o con proposte innovative. Su Deledda, Gramsci, Dessì (e tanti altri grandi personaggi sardi) si può lavorare con iniziative di vario livello senza mai rischiare di essere banali o ripetitivi. Molto dipende, ripeto, dalle intelligenze coinvolte e dalla capacità che hanno i circoli di elaborare e sviluppare proposte, indipendentemente dall’età dei soggetti coinvolti. Intanto salutiamo con piacere la “discesa in campo” di Mattia Lilliu e Francesca Concas che, come hanno illustrato alla riunione FASI di Milano, hanno idee e proposte, a breve e a lungo termine, da sviluppare e realizzare.

  10. A Mi stuzzica parecchio il dibattito aperto da Alexandra, nel quale leggo un monito al rinnovamento. Giusto, giustissimo ma difficilissimo da tradurre in realtà nel mondo dell’emigrazione sarda dove la componente giovanile spesso é assente ai vertici. Sono presidente da qualche mese del Circolo Bruno Cucca di Portoferraio (Isola d’Elba), che in 10 anni di vita ha sempre dato spazio a volti giovani del panorama culturale e musicale sardo, ciononostante i nostri associati ci chiedono sempre e continuamente gruppi di balletto in costume e tenores. Penso sia dettato dal fatto che in questo tipo di offerta culturale c’é quel mondo che si sono lasciati alle spalle. Immergersi nelle sonorità tradizionali, nella bellezza e ricchezza dei tessuti e dei gioielli dei costumi, rivivere abitudini e consuetudini di famiglia, anche solo per un istante, é un’emozione immensa e commuovente ogni volta che accade. E io sono poco meno che cinquantenne e cresciuta di fatto all’Elba, anche se nata a Lanusei. Non immagino neppure lontanamente cosa, tutto questo, possa significare per chi in Sardegna ha respirato a pieni polmoni.
    Quanto alla Deledda e a Gramsci, ben vengano progetti su questi due giganti dell’Italia. Non fosse altro perché la Deledda é l’unico Nobel donna della letteratura italiana e questo é un bello spunto di riflessione. Quanto a Gramsci, non sarà mai abbastanza parlarne, visti i tempi che corrono.
    Poi sta ai singoli Circoli entrare nell’universo di questi due grandi della Sardegna con interpretazioni innovative e inusuali. Una gran bella sfida.
    Certo, anche anche a me sarebbe piaciuto, nell’elenco delle figure femminili legate ai progetti del coordinamento Donne della Fasi, il nome di Annarita Buttafuoco, che per i diritti delle donne ha speso l’intera sua esistenza. La storia dei nostri giorni, per quanto riguarda le violenze di cui la donna è vittima, ha bisogno estremo di ricordare l’esempio fulgido e straordinario di certe figure.

  11. Eh allora non stupiamoci del fatto che i giovani non frequentino i circoli, se quei pochi che ci sono cerchiamo.di fargli terra bruciata( ovviamente è un discorso generico e non riguardante, mi pare di capire, il tuo circolo)

  12. La FASI giustamente nel proporre progetti segue anche il criterio degli anniversari. Nn credo che esistano argomenti e personaggi che siano a priori ” vecchi o attuali”.
    Dipende da come li si affronta; la retorica e la mera “celebrazione” può essere esercitata anche verso personaggi o eventi attuali.
    Per quanto riguarda Grazia Deledda, nonostante sia l’unica scrittrice di lingua italiana ad avere vinto un nobel, è sempre stata emarginata dal canone letterario italiano. Durante un recente evento presso la biblioteca italiana di Roma Marcello Fois spiegava questo con il fatto che Grazia Deledda è una donna ma io credo che sia necessario aggiungere anche sarda e che , come ha scritto in un recente commento Simone Pisano è difficile farla rientrare nella carta millimetrata della accademia italiana. Leggendo ottimi e recentissimi lavori su di lei è possibile apprezzarne la grande modernità nn solo come scrittrice ma anche come donna.
    Per quanto riguarda Gramsci, studiato e conosciuto più all’estero che in Italia, guarda caso, il suo pensiero è così ricco e articolato che ha molto da insegnare ancora a tutti. Prendiamo x esempio la sua posizione sulla lingua sarda, aspetto poco conosciuto del suo pensiero, ciò che scrive in una lettera alla sorella anticipa alcuni risultati scientifici della attuale ricerca psico e neurolinguistica sul bilinguismo.
    Parla anche del matrimonio alla sardisca ( vedi periodo giudicale e Carta De Logu ) e dice che in Sardegna era praticato sino agli inizi del 900 e che era una unione di fatto, delineando una istituzione sociale e una posizione della donna nella società sarda estremamente moderna; come si sa la legge sulle coppie di fatto nello stato italiano è stata approvata meno di un anno fa.

  13. Ringrazio Maria Vittoria e Alexandra per la stima. Credo che valga la pena approfondire la figura della Deledda a 90 anni dal Nobel proprio perché come diceva Baldacci (non io per carità!) la Deledda nella carta millimetrata del novecento non collima mai, e troppo spesso si è cercato di rimuoverla fondamentalmente perché non la si capiva o si sarebbe dovuto ammettere che il suo far dialogare codici linguistici differenti la rendeva incredibilmente e, inaspettatamente, più moderna di tanti suoi contemporanei. Di Gramsci penso tutto il bene possibile, e penso che non se ne parla mai abbastanza. Poi sono d’accordo anche sul valorizzare altre figure e trattare altri temi, nella massima libertà e nella totale coesistenza! È cosa buona e giusta. W noi, W Berlino, W Alexandra, W Maria Vittoria, e W Marco!

  14. Mi permetto di inserirmi in questo costruttivo dibattito per cercare di portare un piccolo contributo. Sappiamo che i nostri circoli fanno attività diverse , diversificate, a seconda della propria vocazione. C’è chi privilegia il culturale e chi la parte ludico folkrorizzante, e chi entrambe.Penso che tutte le vocazioni siano importanti, puchè non tendano a celebrare loro stesse.La FASI in questi ultimi anno ha compiuto passi da giganti per il rinnovamento, per lo meno nei ruoli dirigenziali. E lo possiamo constatare,anagraficamente e qualitativamente. Abbiamo al vertice e responsabili di alcuni settori, donne ed icompetenti e con un vissuto associativo di valore, che vengono da esperienze fatte sul campo. Io stesso appoggio e condivido ulteriori passaggi che la stessa deve are a breve,anche suggerendo, personalmente l’innesto di altri giovani in settori che permettano alla stess FASI di avere ritorni positivi, visibilità e condivisione.
    A Milano ho visto un esecutivo, vivo, coeso unito attorno a progetti. Ho visto un assemblea nazionale che ha condiviso i progetti della presidenza e ha visto condividere progetti promosse dal coordinamento donne e coordinamento giovani di "spessore" che personalmente non ricordo di aver notato da tempo.Ho visto i coordinatori delle nostre aree attenti, vigili e inclusivi…reattivi e disponibili in una abnegazione che da tempo non vedevo e a cui dobbiamo rendere atto per la grinta disponibilità e metodologia….Inoltre ho visto una Presidente, donna, sensibile e forte, determinata ed inclusiva. Questa è la mia FASI. Aiutiamola a crescere…

  15. Caro Elio , condivido in toto il tuo pensiero,non come si dice “chi si loda si imbroda ” ma è cosi ,poi qualcuno non è d’accordo ,ve pazienza ce ne faremo una raggione.ciao

  16. Non perdiamoci dietro alle mode, i giovani devono essere il motore nuovo e propulsivo e i diversamente giovani le retroguardie, pronte ad incitare e ad aiutare nei momenti di difficoltà. la polemica dei giovani contro i vecchi e viceversa, la rottamazione,portano solo al dissolvimento delle istituzioni, ed i circoli sardi sono un’istituzione nazionale, Preserviamoli, non pensando a dei trampolini di lancio per effimere carriere. preserviamoli per il valore morale ed effettivo che essi hanno da circa 50 anni.

  17. Ciao Massimiliano Perlato non ho Mai pensato a una Cosa di questo tipo Forse perche sono troppo presa dal lavoro.. Lo potrei fare anzi MI metto subbito a lavoro qua in irlanda ce una bellissima comunita di sardi, certi di noi importano food, wine, o anno agenzie turistiche da poco in una scuola elementare qua a dublino (ti mando IL video) Hanno imparato su ballu tundu… E devo dire che in questi anni ho constatato con grande orgoglio che tutti gli irlandesi sono affascinati Dalla nostra isola comprese le nostre traditional.

  18. In consulta c’ero anch’io.
    Vedete, i fondi per i progetti dedicati alla promozione della cultura sarda prevedevano stanziamenti, nel prossimo triennio, solo per il 2018 e il 2019. In considerazione degli anniversari che riguardano la Deledda e Gramsci (90 dal Nobel e 80 dalla morte, anni tondi che non è che tornino con la frequenza degli anni bisestili) tutti i consultori hanno chiesto all’assessorato di correggere il piano triennale includendo somme per celebrare degnamente queste ricorrenze. Quindi, in alternativa, i fondi per questo capitolo (ripeto: promozione della cultura sarda) nel 2017 sarebbero stati pari a zero €. E poi concordo con Simone e Claudia, non è mai abbastanza il lavoro che si fa per colmare le lacune nella conoscenza delle due menti forse più prestigiose nella nostra storia.
    Certo Alexandra ha ragione a chiedersi se non esistano altre possibilità nel promuovere anche la cultura contemporanea della Sardegna, ma devo dire che la FASI non si può certamente tacciare di "conservatorismo", attiva com’è con tantissime altre iniziative. Solo che queste erano le priorità concordate per il 2017 in sede di Consulta per evitare di lasciare il capitolo vuoto. E non vuol dire che commemorare Gramsci o la Deledda debba per forza essere incompatibile con la istanze più moderne del nostro patrimonio culturale. Basta essere creativi.

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