AL “GREMIO DEI SARDI” DI ROMA, ETTORE ANGIONI CON IL SUO LIBRO “UNA VITA IN MAGISTRATURA” E LA PIANISTA CLORINDA PERFETTO

nell'immagine da sinistra: Filippo Lubrano, Antonio Maria Masia, Clorinda Perfetto, Ettore Angioni, Franco Siddi

di Francesco Canepa

Quando una Napoletana, un Romano ed un bel po’ di Sardi …..

…..si ritrovano dietro lo zoo …pardon, “il bioparco” di Roma (là dov’è ubicato il Gremio) se ne sentono delle belle !

Le gentili Signore presenti sabato 14 gennaio mi vogliano perdonare, ma scrivere “un bel po’ di Sardi e di Sarde” è troppo anche per un Cittadino rispettoso delle supreme cariche dello Stato.

PrendeteVela con la mia maestra che mi insegnò che quando ci si riferisce a maschi e femmine è sufficente usare il plurale maschile …..intanto tutte\i capiscono ! Per lo meno allora !!

D’altronde, così la pensavano anche antiche\i : ”pronuntiatio sermonis in sexu masculino ad utrumque sexum plerumque porrigitur” ( un parlare al maschile in genere si riferisce ad entrambi i sessi ).

L’esordio del Presidente del Gremio Antonio Maria Masia deludeva una delle maggiori aspettative dei presenti, perché il Duo, preannunciato come “Perfetto”, aveva perso la sua dualità, in quanto il violoncellista Robert Witt era dovuto rientrare precipitosamente a Cagliari per rimpiazzare il primo violoncello dell’orchestra del “Lirico” ammalatosi improvvisamente.

L’ingresso in sala della pianista Clorinda Perfetto ci rinfrancava immediatamente, anche se non era bionda come quella conosciuta ai tempi del liceo dalle parti di Gerusalemme: dunque il duo non si proclamava “perfetto” perché “omne ( quasi ) trinum est perfectum” ( secondo l’antico adagio “tre” sarebbe il numero perfetto ), ma per mere ragioni anagrafiche.

E quando le note di Chopin, di Bach, di Beethoven ci avevano riconciliato persino con la matematica, si passava alla preannunciata presentazione del volume.

Solamente il nostro Antonio Maria Masia sa presentare un ospite con tale “maestria” che ci fa volare molto, ma molto, al di sopra della volgarità che si è oramai impadronita dei cd “salotti” televisivi, che siamo costretti a finanziare …se non vogliamo restare al buio!

Ettore Angioni : una Persona che dopo cinquant’anni di coraggiosa milizia nella Magistratura in Sardegna, sino al vertice della Procura generale a Cagliari, conserva un entusiasmo ed una limpidezza tali che noi del pubblico non abbiamo potuto fare a meno di ritornare con la mente al pascoliano “fanciullino”.

Ma forse erano gli incantamenti dialettici del Presidente Masia che ci facevano apparire tutto così bello e non potevamo neppure verificare se “La mia vita in Magistratura” fosse stata proprio così, perché l’editore Carlo Delfino non era potuto partire da Cagliari con le copie del libro.

Fortunatamente potremo trovarle in occasione della cerimonia del 28 gennaio (via Aldrovandi 16 alle 17:00 Gremio O636000208 ).

Il Romano del titolo è l’Avvocato Filippo Lubrano, professore di diritto amministrativo nella nostra “Universitas Studiorum Caralitana”, nella LUISS, fondatore della “Società italiana degli Avvocati amministrativisti”, direttore della “rivista amministrativa della Repubblica Italiana”; mentre l’altro presentatore del libro è Franco ( Francesco Angelo ) Siddi, di Samassi, valoroso giornalista de “L’Unione”, de “La Nuova” e di tante gloriose testate sarde, poi presidente della “Federazione nazionale della stampa” ed oggi nel cda Rai ( …..chissà che un “Angelo” non riesca a far qualcosa per mammarai ).

Tutto quello che l’Autore ha scritto nel libro trova puntuale ed ammirato riscontro nelle parole di Lubrano e Siddi : cinquant’anni fa era il 1965 e nel frattempo la Sardegna ha conosciuto il dramma del banditismo, dei sequestri di persona, di qualche visita dei brigatisti, del primo maxiprocesso contro la criminalità concluso con i richiesti ergastoli ed un altro centinaio di condanne, ma senza quello strepitus fori ( la vituperata spettacolarizzazione delle attività giudiziarie ) che troppe volte è stato seguito dal silenzio di troppi esiti insoddisfacenti di tanti maxiprocessi.

Da giornalista di vecchia e salda scuola, Franco Siddi, ha poi sottoposto il pretore ed il pubblico ministero di mezzo secolo di processi ad un piccolo interrogatorio sui problemi di oggi e la franchezza ed il coraggio delle sue affermazioni hanno portato all’unanime piena assoluzione dell’interrogato.

A sorpresa, prima di ritornare alla musica, un cagliaritano verace – forse memore di qualche anno vissuto nella Capitale – ha recitato  in perfetto simil-romanesco ) la “Bolla di sapone” : uno dei più delicati sonetti del romanissimo Trilussa.

E chi sarebbe il “cagliaritano verace” ? Ettore Angioni ! Ahjò !!!

Persino il pianoforte a quel punto, sotto le sapienti mani di Clorinda Perfetto, si è sciolto in un grande plauso con un emozionante excursus da Chopin a Beethoven con il famoso e bellissimo “Notturno al chiaro di Luna”, per finire con Gershwin.

E poi ?

Bhé poi, com’è oramai consuetudine, ci aspettava la signora Masia con la Sardegna in tavola !!! 

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