L’ULTIMA BATTAGLIA DI MINA PUDDU, "AMBASCIATRICE" DEI SARDI IN FRANCIA: CHIUDE A GRENOBLE, L’ASSOCIAZIONE “SARDINIA”

ph: Mina Puddu

di Mauro Pili

Cara Mina, ti scrivo ora e qui solo perchè non ho alcuna intenzione di riservare queste mie riflessioni ai cassetti della nostra pluridecennale amicizia. Ho letto ciò che non avrei mai voluto leggere: chiudi la tua, la nostra, la loro casa in Francia.

Chiudi, o meglio ti fanno chiudere, l’ultimo baluardo di resistenza Sarda d’oltralpe.

Ti costringono a chiudere. Perchè mai e poi mai lo avresti fatto di tua iniziativa. Ogni avversità l’hai combattuta con forza e coraggio. E oggi questa decisione dura e dolorosa, e nei tuoi confronti ingrata, è l’epilogo di una Regione lontana e vigliacca. Una Regione che non solo non difende ma svilisce un lavoro immane al servizio della Sardegna e di quei Sardi costretti a stare lontani dalla loro terra.

L’associazione Sardinia a Grenoble non è stata solo la casa dei Sardi in Francia. E’, ed è stata, la prima Ambasciata della Nazione Sarda in terra straniera.

E tu, cara Mina, ne sei, e ne sei stata la prima encomiabile Ambasciatrice.

Sì, un’Ambasciatrice anomala, certo.

Del resto non ho mai visto un diplomatico ricamare migliaia di culurgiones in una sera, cucinarli, condirli con ogni ben di Dio, servirli, togliersi il grembiule, prendere il microfono arringare la folla o porgere il saluto con grazia ed eleganza al ministro, al sindaco o al deputato di turno.

Farlo in tre lingue, in Sardo, in Francese e qualche volta in italiano.

Ambasciatrice capace di coniugare come poche cultura e tradizioni, amore e sentimenti, dedizione e abnegazione.

La prima volta che ho sentito la tua voce al telefono nel lontano 2002 ho capito che non parlavo solo con Mina Puddu di Loceri in terra di Grenoble. Ho percepito tutto ciò che tu rappresentavi per i Sardi in Francia e non solo.

Dalla famiglia disperata per un decesso improvviso di un congiunto alla sistemazione di un ragazzo che lasciava la sua terra per studiare o lavorare. Mina c’era e credo, per quanto ti conosco, continuerai ad esserci.

Certo il 27 gennaio prossimo, quella maledetta serranda si abbasserà.

E se qualcuno non userà il cervello, se non userà la burocrazia per far del bene piuttosto che del male, quella serranda sarà il simbolo del fallimento di una Regione ingrata.

Ogni volta che ci siamo incontrati tu hai dato a noi la forza di resistere, hai dato a me il coraggio di non arrendermi.

Ho cercato di non darti retta, quando l’ultima volta mi hai raggiunto da Loceri ad Ottana per dirmi: non ce la faccio più, devo chiudere.

Non ho mai pensato che quella tua frase potesse essere vera sino in fondo. Immaginavo lo sconforto nel sentire che da Cagliari non ti cercavano per darti medaglie, come sarebbe stato giusto, ma per romperti le scatole con tagli e burocrazia.

Tu impegnata a dispensare Sardegna al mondo, e dalla tua terra aggredita con burocrazia e indifferenza.

Non oso nemmeno ora chiederti di desistere. Non ho i mezzi che vorrei per chiedertelo e potertelo impedire.

Un fatto è certo dalla settimana prossima la Sardegna lascia la Francia. Dopo Parigi chiude la più prolifica e lungimirante associazione sarda in Francia, quella di Grenoble.

Come tuo costume, cara Mina, non verserai una sola lacrima di tristezza, rievocherai i fasti di quella tua, nostra, vostra, associazione e continuerai a ripetere a tutti: io, per voi, ci sarò sempre.

Mi sembra già di sentirti: abbassi un serranda e inauguri nuovi ponti.

E’ la verità. Mina continuerà ad essere per tutti i Sardi in Francia e non solo un punto di riferimento, sarà sempre l’Ambasciatrice della Sardegna, dell’Ogliastra e di Loceri.

Chi dovrà versare lacrime amare è, invece, chi ha perso l’occasione di tenere aperte quelle serrande al numero 8 di Place Edmond Arnaud a Grenoble.

Chi confonde un circolo sardo, un’associazione con un mero costo non ha capito niente, nè dei Sardi tantomeno degli emigrati Sardi nel mondo.

Aver dimezzato l’elemosina riservata a quei circoli, averli subissati di oneri di ogni genere non è un omicidio, è un suicidio.

Si sta abbattendo un pilone di quel ponte passerella tra la Sardegna e i suoi figli, si sta fermando il battito cardiaco dell’altra parte del Popolo Sardo.

Cara Mina tu non hai perso, hai dimostrato a tutti noi quanto è profondo il tuo amore per la tua terra e il suo Popolo.

Chi ha perso siamo noi, che non abbiamo fatto quanto avremo dovuto per difendere il tuo lavoro e la tua generosità.

Per quel poco che posso sono e resto al tuo fianco, grande Ambasciatrice della Sardegna, con la testa e con il cuore.

18 risposte a “L’ULTIMA BATTAGLIA DI MINA PUDDU, "AMBASCIATRICE" DEI SARDI IN FRANCIA: CHIUDE A GRENOBLE, L’ASSOCIAZIONE “SARDINIA””

  1. Anche se nella storia di tutte le crisi c’è sempre un momento di stallo, forse è venuto il momento di dire all`Assessore del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna , se ci sei batti un colpo!
    I sardi della diaspora non devono arrendersi all’ indifferenza , al silenzio, ed irresponsabilità di politici che non avvertono il pericolo di perdere il contatto con il mondo dell’ emigrazione organizzata, unica e vera risorsa economica, sociale e culturale fuori e dentro i confini regionali.

  2. Mi dispiace per il circolo. La lettera che ha scritto Mauro Pili è giustissima e meritata sia per Mina e sia per i burocrati a cui va il merito della chiusura. Sono d’accordo con quanto scritto da Pili!

  3. Grazie Mina , per aver saputo promuovere in terra francese momenti culturali e sociali che fanno grande onore a te e alla Sardegna reale.
    Sosteniamo e difendiamo i Circoli che sono costretti a chiudere.

  4. Sei una donna meravigliosa!!!! Quello che hai fatto è un esempio esemplare! Ti conosco da poco, ma per me sei importante ! Sei come una sorella …. la tua generosità , la tua bontà, la tua simpatia, fanno di te una grande donna. IO SONO CON TE SEMPRE MINA

  5. Ciao carissima Mina, ho avuto modo di dire la mia nel precedente articolo di Tottus impari in cui si annunciava la chiusura dell’associazione sarda di Grenoble che hai condotto in modo eccellente da Presidente, ma soprattutto da Grande Donna quale sei. Rinnovo i miei sentimenti di un profondo dispiacere per ciò che sta accadendo ( possiamo sperare ancora in un miracolo? ) Anni di lavoro e di sacrifici che si concludono come una bolla di sapone. Sono certa che un finale così si sarebbe potuto evitare se ci fosse stato l’occhio più vigile da parte degli organi competenti della nostra madre terra ed un minimo di collaborazione anche da parte di tutti i sardi della tua città adottiva. Portare avanti un’associazione nel modo ambizioso in cui lo facevi tu , da sola non è facile, eppure tu l’hai fatto per lunghi anni promuovendo la nostra isola a 360 gradi. Purtroppo non tutti colgono l’importanza dei circoli sardi in Italia e nel mondo… non tutti comprendono che siamo un ottimo investimento per l’isola. Ti auguro tutto il bene del mondo e un grazie personale per ciò che hai fatto e farai per la Sardegna e per i sardi..

  6. Grazie mina Puddu. La Sardegna te ne sara’ riconoscente. Sei una ambasciatrice con la A maiscola. Ad ogni modo puoi farti aiutare dalla Fasi Italiana. Loro prendono tanti bei soldini per mantenere dei circoli dove non ci va nessuno. ciao ciao

  7. Carissima Mina
    ci conosciamo da molti anni e riconosco l’impegno e sacrificio che hai profuso per mandare avanti il circolo.
    Mi dispiace per il tuo abbandono obbligato.
    La mancanza del tuo impegno sociale mancherà non solo agli emigrati e loro discendenti ma anche ai cittadini e istituzioni pubbliche locali.
    Rimane la delusione vedere cessare una realtà che tanto ha dato per gli emigrati e per tutta la Sardegna in generale.
    I tuoi sforzi per promuovere il prodotto Sardegna e conciliare il tuo tempo libero a favore degli emigrati, viene vanificato da un contributo esiguo ed erogato in perenne ritardo.
    Spero in un intervento di chi di dovere per porre una soluzione affinché il circolo continui la propria attività.
    Oggi purtroppo ci troviamo di fronte a situazioni paradossali, nelle quali giovani presidenti, con posizione economica precaria, devono anticipare le spese per l’affitto, il telefono, l’energia elettrica e quant’altro necessario per mandare avanti il circolo, pur in presenza di una legge regionale (7/91). Stante questa situazione, la fine dei circoli è scontata.

  8. Ancora unoschiaffo a noi SARDI del’estero se l’italia chiedesse dei SOLDI al governo SARDO sono sicuro che avrebero trovato subito i soldi SU SANTU CHI LOS ADA FATOSO ……….. UN GIORNO VERRA CHE CI RIPRENDEREMO IN MANO LA NOSTRA IDENTITA E AVENIRE SE NON PER NOI ALMENO PER I NOSTRI FIGLI anche loro hanno dirito di un fututo dignitoso delle loro origine… VIVA SA SARDINNIA PRO SOS SARDOSO

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