“SEDICI PORTE”, UN LIBRO CHE RACCONTA UNA CAGLIARI CHE NON AVETE MAI VISTO


di Daniela Puddu

Sono proprio una bella brigata. E raccontano storie.

Quando arrivano tutti insieme, il vociare e le risate li precedono sempre, e incontrarli e conoscerli è stata proprio una bella sorpresa.

Sono un gruppo di fini artigiani, ciascuno con le sue caratteristiche e specialità. Ascoltarli dilata il tempo e ti trascina in un mondo fantastico.

Il primo che noti subito, dal nome che è meglio pronunciare in italiano, è un messere dai modi gentili e dai capelli candidi. Deve essere nato così, proprio non riesco a immaginarlo con i capelli di un altro colore, e credo che sul piazzale abbia nascosto anche il suo cavallo, forse anche lui con il manto bianco. Messere gentile e arguto, che racconta di storie delicate che svelano il suo animo poetico, smontando subito dopo l’idea di antico signore con racconti popolati da supereroi e ricordi d’infanzia turbati da mescolanze etniche. La dama che spesso lo accompagna, e che lui, nei suoi racconti, si diverte a farle indossare ruoli improbabili e scomodi, ha negli occhi il colore del mare, il riflesso di verdi fondali, profondi e affascinanti come la sua sensibilità. Le sue storie raccontano di fotografie che prendono vita, storie di mare e vecchie leggende.

A sostenere i due, uno strano ingegnere con un accento nordico, che non ama le piante e che smonta le sue griglie di calcoli riempendo pagine di excell con gialli ambientati a Ortacesus e racconti di fantasmi nell’orto. Da film. Anzi verrebbe da dire da Sticazzi!

La voce del gruppo, calda e suadente, appartiene invece a un coriaceo giovanotto dal cuore nascosto, che pare intrattenga relazioni misteriose con i mobili della sua camera, capace di scrivere di solitudini sconfinate, follie incomprese e amori negati. Con loro anche un delfino che arriva dai monti e affascina e cattura con il suo canto in limba, riuscendo a rendere delicata la quotidianità spesse volte grigia e basta. Il bello del gruppo, il “ragazzo immagine”, ha i riccioli neri e la passione per la musica. Racconta di storie vissute come un veterano e affida a un Errore il potere di ridimensionare una realtà distorta. La bella sportiva dall’eleganza francese, lega le sue storie con il filo sottile dell’amore, tra passi felpati e mazze da baseball. C’è anche un principe asburgico, biondo e barbuto che racconta storie di fantasmi riuscendo a farne sentire la presenza inquietante. Una bruna ed eterea janas ti porta invece dentro le sue storie con estrema delicatezza dipingendo nostalgie e dolori e donando voce alla musica e ai ricordi. Un giovane cavaliere disarcionato ma non arreso disarma invece con lo sguardo azzurro e le sue storie che non hanno paura di essere raccontate. Una rossa Gilda, che noti subito per la sua squillante risata, ti porta invece dentro le sue storie con un sorriso lasciandoti poi a riflettere su ciò che apparentemente sembra comico e invece non lo è. Una gatta dai lunghi capelli, con la passione per le streghe, si aggira sinuosa raccontando di angeli che raccolgono la pietà e riscatti di amicizia che passano attraverso il dolore.

Ci sono poi tre giovani fanciulle. Uno scricciolo rosso che racconta di bambole e di follie in storie da brivido, una bella collegiale dai lunghi capelli che nei suoi racconti evoca navi misteriose e squadriglie aeree, e la dolce e saggia fanciulla che porta il nome dell’innamorata di Abelardo che cattura la musica in un ricordo lontano.

Infine c’è un signore che sembra uscito da un quadro di Dalì, a cui non conviene mai offrire delle pere, anche se ne va ghiotto.

A guidare questa brigata nella fucina che profuma di mare, uno strano personaggio, che si divide tra il fuoco e l’inchiostro.

Instancabile e misterioso.

Tutti insieme hanno costruito sedici porte, una diversa dall’altra, pronte ad aprirsi e a catturare il lettore nel misterioso mondo della loro fantasia e bravura.

Se li avvistate in giro, con il loro carrozzone, non lasciatevi sfuggire un loro racconto, magari davanti a un bel fuoco e un bicchiere di vino. Ne vale veramente la pena!

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