IL VI CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SARDE IN ITALIA: TRACCE DI DISCUSSIONE


L’importanza del sesto Congresso della FASI  è determinata  dal fatto che,  non solo si rinnovano, per il prossimo triennio, gli organi statutari della Federazione, ma anche dal fatto che esso, con la scelta di organizzarne i lavori in una sede congressuale prossima alla Regione Autonoma della Sardegna, ci permetterà di far conoscere meglio all’Istituzione, con informazioni  “di prima mano”,  l’enorme mole di iniziative che i nostri Circoli hanno realizzato e realizzano a favore della economia e della diffusione della cultura della Sardegna.

A questo scopo alla Regione Sardegna saranno presentate in forma scritta, e anche attraverso dei video, tutte le attività che le settanta associazioni della FASI hanno svolto negli ultimi cinque anni.

Rappresentanza della FASI

La FASI ha un ruolo fondamentale da svolgere quale interfaccia con il Governo della Regione Sardegna in rappresentanza di una buona parte dei circa 500 mila sardi che hanno lasciato la Sardegna (quasi la metà della popolazione attualmente residente).

Con il Congresso a Cagliari la FASI potrà dare un impulso forte al confronto con le Autorità Regionali per assicurare il mantenimento e il riconoscimento dei Circoli come veicolo per la diffusione della cultura nonché partner di una potenziale promozione dell’economia sarda fuori dalla Sardegna per il superamento della crisi e lo sviluppo.

Rapporti tra Emigrazione Sarda e Regione Autonoma della Sardegna

In generale il Congresso offrirà  l’occasione  per riflettere sull’impostazione  dei rapporti tra Regione Autonoma della Sardegna e “Mondo dell’Emigrazione Sarda” in relazione agli sviluppi che nel corso degli ultimi anni  sono emersi,  in particolare  per quanto  riguarda l’identità e la funzionalità dei Circoli, se si considera sia l’integrazione che essi hanno raggiunto presso diverse comunità “continentali” in cui operano sia le apprezzabili dimensioni del coinvolgimento degli appartenenti a questa comunità  nelle multiformi  iniziative dei Circoli.

Funzione dei Circoli

La scelta di Cagliari vuole quindi favorire  l’avvio  di un ragionamento  in comune, fra Regione e FASI,  riguardo alla funzione dei Circoli, nell’ambito del cosiddetto “Mondo dell’Emigrazione Sarda” e, dall’altra parte, riguardo all’orientamento della politica e dei  riflessi che questo orientamento può avere in termini di  legislazione regionale. Infatti dall’emigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento è passato più di mezzo secolo  e 25 anni dalla promulgazione della Legge Regionale su “L’Emigrazione” (15 gennaio 1991,  n. 7); troppo tempo perché le situazioni  dei gruppi come dei singoli non risultino profondamente mutate e non ci si debba, pertanto, chiedere quale ruolo può essere svolto da chi mantiene un rapporto non solo ideale con la propria terra, ma vuole volontariamente mettersi a disposizione di essa con le proprie energie, esperienze e professionalità.

Nel confronto fra Regione FASI non può comunque essere assente il tema delle risorse da destinare, sia pure in tempi di ristrettezze finanziarie, non per mantenere un sistema ma come investimento e progettualità.

La crisi economica in Sardegna e i Circoli

Tutti sappiamo che negli ultimi anni il  “Mondo dell’Emigrazione Sarda” è stato brutalmente investito dalla globale e drammatica crisi  che, sul piano essenzialmente programmatico e finanziario, si è abbattuta anche sulla Regione Autonoma della Sardegna, tanto che la riduzione drastica delle risorse e il calo di attenzione politica, oltre al pesante inasprimento degli adempimenti burocratici,  ha prodotto la crisi  e la chiusura di molti Circoli nel mondo. Ciò ha avuto ripercussioni anche in Italia: si tratta di una sfida che stiamo superando e vincendo grazie all’ iniziativa di autofinanziamento e alla rete ausiliaria dei servizi, ma che è più difficile vincere all’estero, per la legislazione diversa e per altre difficoltà e svantaggi oggettivi. 

 

I Circoli risorsa necessaria per l’isola

Nell’attuale situazione di difficoltà, non esiste altro rimedio che ridare vigore ai Circoli: lo richiedono la precaria situazione dell’Isola, che deve poter contare sul nostro apporto, oggi più che mai, per rivitalizzarsi e porsi alla pari delle Regioni italiane che godono di più  favorevoli condizioni economiche. 

Va da sé l’impellente  necessità di una coraggiosa, concreta e leale riflessione su persistenza e azione dei Circoli,  da affrontare,   alla luce delle nuove prospettive che si presentano, da parte di tutti i Soci, ma essenzialmente dalla parte più giovanile, che è  quella chiamata sin dall’immediato a prendere in mano il futuro.

La Sardità

I Circoli debbono conservare la caratteristica identitaria di “sardità” ma bisogna tener conto anche di queste nuove prospettive:

1)la raggiunta (almeno per la gran parte) maggiore incidenza dei Circoli nei rapporti col territorio ha avuto come conseguenza l’aumento delle richieste di adesione  da parte di non sardi; ciò è avvenuto anche in rapporto al fatto che,  come sappiamo, la FASI da anni si adopera con le Compagnie marittime ed aeree per l’ottenimento di condizioni agevolate sui trasporti da/per la Sardegna e per l’ estensione di queste facilitazioni anche ai soci dei Circoli che non hanno origine sarda ma che amano la nostra Isola e ne fanno  frequente meta dei loro viaggi.

 

Il volontariato

La ridefinizione di “volontariato” deve tener conto della necessità fondamentale di favorire l’apporto dei giovani, specie quelli “acculturati” protagonisti della “nuova emigrazione intellettuale”. Va rafforzata l’attrattività dei Circoli nei confronti sia dei giovani soci sardi di seconda generazione, sia dei giovani sardi che arrivano dall’Isola. In questa direzione,  oltre le auspicabili  innovazioni  per quanto riguarda le modalità di  presentazione  dell’immagine dei singoli Circoli, occorre verificare, alla luce della normativa del Terzo Settore,  la possibilità di   realizzare, anche nelle associazioni caratterizzate dal volontariato,  forme di redditività economica da investire nel Circolo e da utilizzare   per incentivare, con compensi anche minimi, i collaboratori, soprattutto quelli giovani,  privi di altre “entrate”, quando essi danno  non un generico, episodico apporto di volontariato ma mettono a disposizione le loro competenze specifiche con una certa frequenza e durata.

Progetto “Sarda Tellus”

Occorre adoperarsi fattivamente per la realizzazione del “Progetto Sarda Tellus”,  che intende agevolare la diffusione ed il consumo di prodotti sardi certificati  per qualità e garantiti per genuinità a prezzi concorrenziali concordati direttamente con i produttori. Questo ambizioso obiettivo di favorire un maggior incremento della distribuzione  dei prodotti sardi fuori dell’Isola non deve naturalmente tradursi nel risultato di  trasformare i Circoli  in   centri di mere attività  commerciali. In altri termini, l’aspetto economico non deve far passare in secondo piano l’aspetto identitario e culturale delle nostre Associazioni. Esistono forme nuove, come i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che sono dentro la logica del volontariato e del non profit.  

Da quanto si è detto conseguono alcune direttrici di azione.

 

Organo interassessorile

 

a)Le attività  dei Circoli spaziano  dalla solidarietà alle tematiche produttive, culturali,  turistiche e agroalimentari. Pertanto bisogna rivendicare che la struttura  organizzata dei Circoli dell’ emigrazione possa dialogare   con tutti gli assessorati  della Regione Sardegna. La Regione Sardegna deve abbandonare, in concreto, la logica assistenziale e creare  la possibilità che l’emigrazione organizzata si confronti con un organo interassessorile, dato che la FASI e i Circoli intervengono su diversi fronti promozionali: cultura, turismo, prodotto agroalimentare, ecc.

 

b)Soci dei Circoli

La legge regionale 7/1991 stabilisce giustamente che l’esistenza dei Circoli si basi su un ben preciso numero  di emigrati sardi. Sono considerati tali  “coloro che siano nati in Sardegna, che abbiano stabile dimora fuori del territorio regionale e che conservino la nazionalità italiana, nonché i coniugi ed i discendenti, anche se non nati in Sardegna, purché abbiano almeno un genitore sardo”.

Detto questo, va valorizzato  il rapporto di collaborazione con le istituzioni e  con i rappresentanti delle associazioni e della comunità locale del territorio: elementi essenziali per promuovere  la Sardegna in tutti i suoi aspetti.

 

c)Siamo a buon punto nel percorso  di formale riconoscimento della FASI come Associazione di Promozione Sociale Nazionale. Ciò comporta alcune modifiche statutarie e regolamentari. Ma su questo siamo già avanti.

 

d) I servizi erogati dai Circoli

devono essere sempre più professionali e garantire una significativa continuità, per assicurare la quale sicuramente non potrà  più bastare il lavoro volontario. La bigliettazione e la distribuzione dei prodotti enogastronomici sardi risultano fondamentali per  la vita delle associazioni, e devono trovare sempre più slancio e sbocco.

 

e) Le iniziative culturali

 

 devono essere portate avanti da ogni singolo Circolo (secondo le modalità organizzative del “decentramento”) perché è giusto e doveroso che ogni Circolo non si sottragga al compito fondamentale di far conoscere i grandi protagonisti della storia e della cultura sarda. Ciò non è evidentemente in contraddizione con la necessità di istituire  coordinamenti organizzativi tra i Circoli di una stessa zona. 

 

f) I nostri Circoli devono poter avere anche testimonials”  appartenenti   alla comunità dei residenti in Sardegna: pensiamo a  soci sostenitori in Sardegna,  a rappresentanti   del mondo della produzione, della cultura e del turismo  ed ex soci rientrati in Sardegna.  Questa viene ritenuta una condizione importante anche per il futuro dei Circoli.

I soci ex emigrati tornati in Sardegna possono essere i migliori testimoni della produttività delle azioni dei Circoli  soprattutto presso  i sardi residenti, che ignorano spesso l’ampiezza e la qualità delle nostre iniziative tese alla valorizzazione di tutto ciò che è “prodotto-Sardegna”.

g) Va ribadito che i Circoli e la FASI sono il movimento democratico, autonomo, indipendente degli emigrati che si organizzano. Non sono organi burocratici della Regione e con essa si confrontano e si rapportano per quanto riguarda il contributo finanziario seguendo le regole e la proposizione di idee e progetti, in libero confronto dialettico.

9 risposte a “IL VI CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SARDE IN ITALIA: TRACCE DI DISCUSSIONE”

  1. Auguro al Congresso un dibattito vigoroso e franco.
    Sono contraria alla trasformazione dei Circoli e Federazioni in “ Supermarket” . I Circoli nascono sotto la spinta ideale e culturale del “ non profit “ Chi è interessato a modificare la natura istituzionale del Circolo con operazioni di economia e commerciale, deve farlo a proprie spese e non con i contributi per l’ Emigrazione o della Regione Autonoma della Sardegna. L’ affarismo è l’ anticamera della fine e del nobile e storico volontariato dei Circoli.

  2. Anche il Circolo Culturale Sardo Raimondo Piras Di Carnate sarà presente al congresso di Cagliari con i propri delegati. Il sottoscritto Casu Gianni ha dato la propria disponibilità candidandomi per il nuovo esecutivo F.A.S.I. che verrà votato ed eletto nel congresso di Cagliari.

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