FRATERNITA’ E AMICIZIA TRA SARDI E MARCHIGIANI: LA FESTA SOCIALE 2016 AL CASTELLO DEI BRANCALEONI DI PIOBBICO


di Luciano Zucca

Domenica 25 settembre nello scenario naturalistico di Piobbico, la corte del Castello dei Brancaleoni e il suo borgo, recuperati alla cultura e alla pubblica fruizione, hanno accolto i partecipanti all’annuale festa sociale “Sa Die de sa Fraternidade”  dell’Associazione Culturale Sarda “Eleonora d’Arborea”  di Pesaro.

Sardi e Marchigiani, oltre 350 persone, fin dalla prima mattinata hanno affollato le strade di Piobbico per trascorrere una bella giornata all’insegna dei valori della solidarietà e della fraternità.  Il programma: alle dieci la Santa Messa con Canti sardi, poi il corteo con costumi Sardi e rinascimentali, il pranzo sociale sardo/marchigiano, la visita al Castello, musiche e balli con il gruppo folcloristico Santa Barbara di Ulassai, immagini della Sardegna e tessuti artigianali della cooperativa “ Su Marmuri”, stand dell’Associazione con prodotti sardi e materiale informativo.

L’evento, un pezzo di Sardegna autentica, è stato gestito con molta economia grazie al lavoro di numerosi soci e dei sardi residenti a Piobbico, il prezioso supporto della Pro-Loco di Piobbico e l’indispensabile apporto all’evento dell’Amministrazione Comunale di Piobbico e del suo Sindaco Giorgio Mochi. 

Di particolare importanza è stato il messaggio pastorale di don Salvatore che nella omelia, partendo dall’artista di Ulassai Maria Lai, “acuta tessitrice di opere umane”, ha colto l’occasione per esaltare il profondo spirito di fratellanza che anima il popolo sardo e quello marchigiano.

L’Associazione ringrazia vivamente di tanta simpatia e ricorda che l’annuale festa di “Sa Die de sa Fraternidade” vuole essere anche un rinnovato omaggio per testimoniare i buoni rapporti tra marchigiani e sardi, risalenti ai flussi migratori degli anni trenta del secolo scorso. I marchigiani per lavorare nelle miniere di Carbonia e Arbus e i sardi nelle miniere di Perticara, Ca’ Bernardi e Pieve di Cagna e poi nel settore agro-pastorale negli anni ’60. 

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