ESIBIZIONE DEI TENORES DI SANTU LUSSURGIU NELLA BASILICA DI SANTA MARIA NOVELLA A FIRENZE: SU CUNCORDU LUSSURZESU, LA MAESTRIA DEL CANTO SARDO


di Angelino Mereu

Tra le maestose pareti della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, si è levato alto il canto a tenores de Su Cuncordu Lussurzesu che ha avuto modo di esibirsi nell’ambito della messa cantata delle 10.30 celebrata dal Parroco don Antonio Idda. L’iniziativa, denominata “Missa Manna” per richiamare la vecchia tradizione sarda della messa cantata, è stata organizzata dall’ACSIT (Associazione Culturale Sardi in Toscana) in collaborazione con la Parrocchia di S.Maria Novella. L’esibizione ha toccato livelli di alta maestria generando momenti di pura commozione grazie alla sacralità del luogo e grazie al perfetto amalgama delle voci dei quattro cantori lussurzesi (Giovanni Mura, Cuntraltu; Gino Leoni, Bassu; Giovanni Meloni, Contra; Simone Riggio, Oghe). La cerimonia religiosa ha quindi assunto aspetti nuovi per la tradizione fiorentina è ha permesso alla moltitudine di persone intervenute di assistere a una celebrazione fuori dalla norma, arricchita dai canti religiosi in sardo, sempre più rari da ascoltare e sempre più spesso ridotti a semplice materiale di ricerca per gli studiosi. Plauso e apprezzamento, dunque, è giunto da parte dei numerosi fedeli ai quattro componenti del coro e tantissimi attestati di stima sono pervenuti all’ACSIT per aver organizzato un evento che, per oltre un’ora, ha permesso a tutti, e in particolare ai tantissimi sardi presenti, di rivivere sensazioni ed emozioni per molti custodite solo nella memoria e nei ricordi.
La messa ha trasmesso anche segnali di speranza visto che nell’ambito della celebrazione è stato battezzato il piccolo Daniel Cristian, figlio di una coppia di sardi residenti in Toscana: un momento di gioia, per una nuova vita che si affaccia al mondo, accompagnato dai canti antichi della terra sarda quasi a sottolineare il profondo legame del nostro presente che, per quanto si guardi al futuro, rimane fortemente e inscindibilmente legato alle belle cose che ci arrivano dal nostro passato.

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