LE ANTICHE RADICI DELLA CIVILTA’ NURAGICA: LA RISCOPERTA DELLA SUA DIFFUSIONE E IMPORTANZA


di Gian Piero Pinna

Sempre più spesso si parla con rinnovato interesse della Sardegna e delle popolazioni nuragiche, ma nell’indagare la nascita e l’evoluzione di questa civiltà, gli studiosi hanno sempre tralasciato di prendere in considerazione la consistenza numerica degli abitanti dell’Isola. Un fattore, questo, che potrebbe rivestire un’importanza notevole, negli studi sulla Sardegna antica. Nel periodo nuragico, la seconda Isola del Mediterraneo non era spopolata e indifesa, ma era  sicuramente popolata da potentissime e temibili tribù ben organizzate, dove operavano bravi architetti, ottimi lavoratori di metalli e provetti marinai, che con le loro agili e veloci navi scorrazzavano per tutto il Mediterraneo. Le popolazioni nuragiche, erano certamente guidate da valenti capi e con un’organizzazione tribale ben suddivisa, formata da sacerdoti, sacerdotesse, guerrieri e popolo minuto. Anche nelle scienze, dovevano avere conoscenze all’avanguardia e di recente, il concetto è stato rinforzato dalle considerazioni che ne ha fatto l’ingegnere aeronautico, Nicolino De Pasquale, che nel corso di una conferenza tenuta nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari, che riguardavano una serie di lezioni su “La civiltà dei numero uno”,  ha affermato che nella Sardegna nuragica, si era sviluppata una grandissima civiltà che esprimeva concetti matematici molto complessi e ha fatto riferimento all’affinità che lui ha riscontrato tra la trigonometria egizia e quella dei sardi. Le sue convinzioni, sono suffragate dai riscontri che ha avuto analizzando le decorazioni degli scudi dei bronzetti nuragici, che dimostrano una conoscenza raffinata della matematica e ha azzardando l’ipotesi che le radici della trigonometria egizia siano nate in Sardegna.

Probabilmente, i Sardi nuragici dovevano avere anche un sistema di scrittura e in tal senso si stanno sviluppando interessanti ricerche e teorie.

Nella preistoria era molto importante anche la consistenza numerica di un popolo, fattore che ne determinava la potenza economica e militare e sicuramente la Sardegna di tremila anni fa, doveva essere intensamente abitata e a tal proposito, basta prendere in considerazione un dato incontrovertibile, come il numero dei nuraghi e dei villaggi nuragici. Quelli attualmente censiti, sono circa ottomila, ma sono stati certamente molti di più, se si tiene conto dei tanti che non sono mai stati individuati, o di quelli distrutti sin dall’antichità, pertanto, si può tranquillamente ipotizzare, che forse fossero  il doppio. Quindi, facendo dei semplici calcoli e considerando che nell’ambito di ogni complesso nuragico e annesso villaggio, ci potessero vivere dai duecento ai cinquecento individui, un numero abbastanza plausibile per giustificare la costruzione di quelle strutture poderose, probabilmente la nostra Isola, doveva avere dai due ai quattro milioni di abitanti e questo dato, dovrebbe fare riflettere chi studia la civiltà nuragica e alcune supposizioni fatte nel passato, forse andrebbero riviste. Siamo di fronte alla certezza, che i nuragici, nella preistoria, dovevano essere una vera e propria potenza, sia dal punto di vista militare e sia da quello economico e politico. Sicuramente, nello studio della Civiltà nuragica, non si potrà più prescindere dal tener conto dell’effettiva consistenza numerica degli abitanti, in quanto è evidente che l’antica Ichnusa, non era una terra in balia degli invasori, ma disponeva di un forte e numeroso esercito, agguerrito e ben armato, oltre che di adeguati sistemi di difesa e offesa.

La Sardegna, ha avuto sicuramente un ruolo importantissimo nella preistoria del mondo antico, poi è chiaro che qualcosa deve essere accaduto e che per motivi ancora ignoti, gli abitanti siano diminuiti drasticamente, provocando una lenta ma inesorabile decadenza. Certamente la potenza di un popolo, non si misurano solo considerando la consistenza numerica degli abitanti, ma utilizzando anche altri indicatori, tra i quali il livello culturale, sociale, organizzativo e altri ancora, sicuramente le navi sarde seppero tenere sotto scacco le coste dell’Egitto dei Faraoni.

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