PROFUMO DI SERIE A: LO SCONTRO DIRETTO CON IL PESCARA E’ VINTO DAL CAGLIARI PER 2 A 1


Che battaglia al Sant’Elia. E che vittoria per un Cagliari la cui forza d’animo e il carattere è stata più forte di tutto. Anche di un Pescara brillante, partito in pratica con un gol di vantaggio. Contava solo questo: vincere e vittoria è stata. 2-1 che vale un +13 che è già una mezza sentenza. Mezza, appunto, perché il Cagliari si è aggiudicato una finale, ma ne mancano ancora 14 da qui alla fine della stagione e venerdì si va a Cesena. Intanto però si può festeggiare, eccome, in un Sant’Elia pazzo di gioia ed entusiasmo: partite come queste indirizzano un campionato. Valgono doppio perché ottenute a spese di un avversario eccellente, forse punito in modo eccessivo, oltre i propri demeriti; e da una sfortunatissima autorete del suo cannoniere scelto, Lapadula. Ma i suoi 3 punti il Cagliari se li è conquistati lottando pallone su pallone, contrasto su contrasto, tackle su tackle. Un gigante Salamon in difesa, un condottiero Storari, oltre il semplice ruolo di portiere, un gladiatore Melchiorri in avanti. I rossoblù allungano il passo, +6 sul Crotone (in campo domani a Salerno) e soprattutto quel +13 sul Pescara che fa sognare. Rastelli all’ultimo ha dovuto rinunciare a Ceppitelli e Munari. Giocano Krajnc e Cinelli. Pronti-via, il Cagliari va sotto. Calcio d’avvio, lancio in avanti sulla destra e fallo di Barreca un paio di metri fuori area spostato sulla destra. Tutti si aspettano il cross in avanti, invece Memushaj batte corto per Lapadula che tocca di prima per Torreira, scattato davanti a Storari, con la difesa rossoblù nettamente sorpresa: tiro di esterno e palla in rete. Una doccia fredda, uno schiaffo in pieno viso che il Cagliari fatica a metabolizzare. Il Pescara è padrone del campo, arriva per primo sul pallone, pressa senza sosta. Al 9’ Lapadula con una serpentina tra due difensori si libera al tiro e fortunatamente conclude di poco alto. Al 15’ cross di Zampano, Benali si inserisce in mezzo ma non controlla. Il Pescara colleziona angoli e sono dolori per i rossoblù: le traiettorie tagliate di Caprari, spinte dal vento, mettono in difficoltà i difensori. Al 23’ mischia paurosa proprio dopo un angolo di Caprari, nuovo tiro di Lapadula deviato ancora in angolo. Un minuto dopo, sempre sugli sviluppi di un corner di Caprari smanacciato da Storari, tiro di Lapadula nuovamente deviato in angolo. Al 26’ altra tegola sul Cagliari: Di Gennaro non ce la fa, gli subentra Colombatto. Al 28’ ennesimo angolo di Caprari, Lapadula sbuccia il tiro al volo. Al 40’ Lapadula pesca Caprari oltre la linea difensiva rossoblù, Storari è bravissimo a ritardarne l’azione, poi il cross dell’attaccante pescarese è raccolto dal portiere. Al 44’ cross di Verre per Lapadula, ancora Storari è magico nell’uscita tempestiva a chiudere lo specchio. Il Cagliari si vede soltanto all’ultimo minuto del tempo: rimessa lunga di Balzano che rimbalza in area, Joao Pedro si lancia sul pallone, lo colpisce di testa e costringe Aresti ad un balzo felino per mandare in angolo. Nella ripresa il Pescara si mantiene su altissimi livelli, ma finalmente c’è anche il Cagliari. La rabbia innesca Federico Melchiorri, che strappa la palla a Zuparic e fa partire un tiro fortissimo deviato dallo stesso difensore croato: traversa piena, controlla Farias, ma non riesce a tirare subito e viene chiuso all’ultimo. Al 52’ errore di Mandragora, scatta Joao Pedro, gran destro che lambisce il palo. Al 57’ Rastelli cambia: dentro Giannetti per Fossati. L’innesto dell’attaccante senese è una scarica di adrenalina, l’attacco rossoblù ha più peso e stavolta è la difesa del Pescara ad andare in difficoltà. E il Cagliari ha i suoi solisti che in un lampo possono prendere la partita e rivoltarla come un calzino. Al 61’ ecco il pareggio: Giannetti per Cinelli, tocco intelligente di prima per Farias, il cui taglio centrale disorienta la difesa abruzzese: controllo e destro radente, Aresti non ci può fare nulla. Il Pescara reagisce come una belva ferita: nuovo angolo e nuova mischia furiosa, risolve Salamon. Nell’occasione giallo per Storari: in effetti il fallo in attacco di Lapadula sembrava evidente. Al 64’ Melchiorri combatte gagliardamente con Mandragora, pur pressato tira, Aresti devia, arriva Giannetti, tiro deviato, poi Farias è anticipato al momento del tap-in. Al 68’ il Cagliari capovolge completamente la situazione. Angolo di Colombatto, Cinelli alza la palla a campanile, Giannetti salta e la devia verso la porta precedendo Aresti, Lapadula sulla linea di porta tocca in modo maldestro in gol. Due minuti dopo l’attaccante abruzzese potrebbe rifarsi, servito da Benali, ma il suo sinistro da ottima posizione scheggia la traversa. Al 73’ ancora Lapadula reclama un rigore per una carica di Salamon: l’arbitro gli fischia invece fallo contro. Oddo intensifica la forza d’urto, inserendo Cocco e Mitrita per Memushaj e Torreira, quindi Acosta per Mandragora. La contromossa di Rastelli è Deiola per Farias. I rossoblù soffrono, sfoderano il carattere. Lottano tutti da una parte all’altra del campo, contrastano ogni pallone come se fosse l’ultimo. Pian piano al Pescara viene meno la lucidità, Storari non corre altri pericoli, anche se sugli angoli di Caprari il pubblico del Sant’Elia trattiene il fiato. L’arbitro Abisso assegna 4 minuti di recupero: sfilano via scanditi dal battimani dei tifosi rossoblù, sempre vicini alla squadra, soprattutto nei momenti più duri. Che appartengono ormai al passato: il presente recita 61 punti, +13 sul terzo posto. Il futuro prossimo dice che la A è più vicina.

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