REMIGIO MANDAS, DA ELMAS A QUITO: DALLA SARDEGNA ALL’OLANDA SINO ALL’ECUADOR PER APRIRE UNA PIZZERIA “MADE IN ITALY”

ph: Remigio Mandas con Marleny Gonzalez

di Luciano Cadeddu

Ho appuntamento nel tranquillo e piovoso pomeriggio domenicale con Remi  (all’anagrafe Remigio Mandas, di Elmas) e con sua moglie Marleny Gonzalez, nel loro ristorante/pizzeria nel quartiere di San Bartolo, al sud della capitale ecuadoriana, Quito.  Ho saputo casualmente durante un mio viaggio al sud dell’Ecuador, attraverso suoi amici, dell’esistenza in terra sud americana del conterraneo e, grazie ad un messaggio inviatogli attraverso le reti sociali, mi ha invitato ad incontrarci per presentarmi il suo nuovo  progetto. Sceso dall’autobus che copre una delle linee nord/sud della capitale trovo facilmente il locale grazie al segnale classico che contraddistingue i prodotti “Made in Italy”, una  bandiera italiana dipinta su un grande pannello insieme alla scritta “Da Remi”.  E come non poteva essere differentemente lui e lei mi accolgono con grande affetto (come un incontro tra amici di un tempo).  Nel locale regna l’ordine e la pulizia, tavolini che sembrano fatti artigianalmente, la cucina, e il forno per le pizze realizzato dallo stesso Remi (in Ecuador non ha trovato il forno ideale …mi dirà) e, di fronte ad una tazza di caffè appena fatto (l’Ecuador è uno dei maggiori produttori di caffè nel mondo) mi racconta la sua lunga ed intensa vita. Spinto a “cambiare aria” all’età di 24 anni (la drammatica morte di suo fratello maggiore, provocata da un incidente sul lavoro fù talmente dura per lui che si isolò dal resto del mondo) Remi fu invitato in Olanda da un suo zio paterno che lavorava in un ristorante pizzería, per cui, prima nel paese di Wageningen poi in quello di Leiden, la necessità di sostenersi economicamente lo spinsero ad imparare l’arte della pizza.   In poco tempo e velocemente apprese questo duro ma creativo lavoro raccogliendo positivi consensi dai numerosi clienti che giornalmente affollavano il locale  (racconta che l’appetito e il piacere di mangiare degli olandesi arrivava a far uscire dal forno 800 pizze al giorno).   Ma la specialità per la quale aveva con fatica studiato in Sardegna era quella di costruttore navale, in qualità di meccanico saldatore, per cui, alla prima occasione trovò lavoro in un’importante fabbrica, insieme a tanti altri sardi che lì lavoravano.   E in quel paese del nord Europa conobbe colei che è stata la madre degli adorati quattro splendidi figli che, oltre che a parlare l’olandese e l’inglese, appresero a capire il sardo e  l’italiano. Tanto era il lavoro che gli permetteva di godere di una vita tranquilla quanto il desiderio di ritornare in Sardegna per cui, un bel giorno, con tutta la famiglia decise che era arrivato il momento, per cui, caricata all’inverosimile la macchina, solcato il mare, ricominciò a lavorare e questa volta a Macchiareddu.  Ma il destino voleva per lui nuovi cambiamenti e dopo solamente un anno, le insistenze di sua moglie lo spinsero a rifare le valigie  e ritornare in Olanda. Facendo una pausa nel racconto Remi si alza per mostrarmi con orgoglio alcuni vassoi che ha preparato per me, degli autentici “culurgionis” lavorati da lui, con tutti gli ingredienti classici che dovrò “obbligatoriamente” portarmi via…    E riempita di nuovo la tazza con l’ottimo caffè, scambiando un sorriso accattivante alla sua dolce metà che condivide la sua nuova scommessa. Remi riprende a raccontare, sempre accompagnato da una particolare allegria ed energia come un giovane desideroso di mettersi per la prima volta in gioco nella vita.   Mi racconta quindi che nella casa in Olanda era lui che sperimentava e creava  nuovi piatti per la famiglia grazie anche all’eredità culinaria appresa in casa ad Elmas, e, come a volte succede, disaccordi e mal intendimenti portarono poi un giorno alla separazione dalla sua compagna olandese. Oramai sembrava che la sua vita fosse destinata a continuare nel paese dei tulipani, quando, grazie ad una chat, e grazie alle decine e decine di ore incollato al computer conobbe, a migliaia di chilometri di distanza, Marleny, ecuadoriana, impiegata nel più importante giornale della capitale.  Ore e ore di chiacchierate cibernetiche (la lingua spagnola Remi l’ha appresa attraverso il continuo dialogo con Marleny e anche grazie alla consultazione di libri per capire per esprimersi e scrivere correttamente) crearono le basi per un incontro per conoscersi personalmente.   E tanto fù l’amore che decisero di vivere insieme, in Olanda, per altri cinque anni, continuando a costruire barche, fino al giorno che decisero che era venuto il momento di cambiare e di trasferirsi questa volta a casa di lei, nel paese latino americano. E quale miglior lavoro per Remy se non quello di fare, di nuovo, il pizzaiolo!  Trasferitisi quindi a Quito, per Remi le difficoltà per montare il locale si trasformarono in nuove occasioni per apprendere, come per esempio, la necessità di trovare un forno adatto per le pizze lo portarono a fabbricarselo con le sue stesse mani, come del resto gli arredi tutti fatti su misura da lui.  Rapido fù il successo nel piccolo locale che decisero di allestirne uno nuovo, ed è proprio qui, che, dopo la piacevole chiacchierata, saluto Remi e Marleny dandoci appuntamento al prossimo anno, sicuro che al mio ritorno troverò nuove sorprese che mi meraviglieranno.

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