E’ IL CREATORE DELLA PAGINA SUI SARDI ALL’ESTERO “MINKA DO”: INTERVISTA AD ALBERTO BUSONERA, “BIDDUNCOLO” CHE VIVE A BEDFORD


di Lisa Ferreli

Alberto Busonera, 22enne cagliaritano, ha scelto di vivere in Inghilterra, dove studia, poiché, come sostiene, è un “fanatico del mondo”. Da Bedford, dove risiede da tre anni, racconta le sue avventure da “bidduncolo all’estero” attraverso la pagina Facebook “Minka Do”, che conta più di 30 mila fans.

Perché hai scelto di abbandonare gli studi trasferendoti in Inghilterra? Perchè il Italia la scuola fa schifo, meglio il sistema Inglese! Qua in Gran Bretagna i ragazzi vanno alle superiori e scelgono il loro indirizzo, scelgono cosa studiare e si concentrano su quello che vogliono fare in futuro. Le basi te le danno alle elementari e alle medie. Penso che il sistema scolastico italiano non funzioni perché sono del parere che a un ragazzo che da grande, ad esempio, vuole fare il cuoco, non serva la matematica. Io a un cuoco non chiedo moltiplica 18 per 2 poi trova x o y e moltiplica per 7 ab. Credo che gli insegnanti debbano pensare “ok, vuoi cucinare? Vuoi diventare un cuoco? Bene si lavora così in cucina, così in sala ecc”. E’ inutile che mi facciano studiare gli egiziani alle elementari, alle medie e alle superiori anche se scelgo di frequentare l’alberghiero. Qua in Inghilterra studio geografia e ci tengo a diplomarmi perché è ciò che voglio fare. Non so se mi porterà un lavoro sicuro ma io voglio tentare. Ho scelto di trasferirmi anche perché sono un fanatico del mondo: il mio obiettivo nella vita è visitare più posti possibile.

Quando e perché hai pensato di creare la pagina “Minka Do”? La pagina è nata da tempo: prima facevo musica, la pubblicavo attraverso questo canale, poi ho smesso ma ho scelto di tenerla comunque perché con questa io entro e pubblico le mie cose. Non ho messanger, non vedo le cavolate che scrive la gente e questo mi piace. Il nome Minka Do c’è perché inizialmente avevo sbagliato a scriverlo. Non è proprio un bel nome perché la gente mi scrive “ciao Minka” e non è carino, ma va bene. Ho scelto di caricare qua i video dove racconto le avventure di “un bidduncolo all’estero”, quindi di un ragazzo di bidda fuori dal suo habitat dopo aver incontrato in Inghilterra un mio amico, rigorosamente di bidda. Un giorno così, mi dice “Albi sto venendo a trovarti” e il giorno dopo era qua, un pazzo! Mi ricordo che in stazione mi disse “qua sono tutti intelligenti, parlano tutti l’inglese, in bidda non lo parla nessuno!!!” e io subito risposi “oh sei in Inghilterra è normale che parlino l’inglese è la loro lingua, cosa devono parlare?!?”. Poi la cosa bella fu vedere quanto fosse affascinato dalle persone: ne indicava alcune dicendo che parlavano come Eminem nonostante l’accento britannico sia diverso da quello americano. Da li ho iniziato a pensare che un bidduncolo all’estero sia un qualcosa di meraviglioso, e ho deciso realizzare i video di come si comportano, appunto, quelli di bidda “oltre il confine”.

La tua pagina ha superato i 30 mila followers, praticamente è come se migliaia di persone camminassero al tuo fianco. Come percepisci questa situazione? L’idea di avere 30mila persone che mi seguono per strada mi sta facendo venire ansia, ho paura che mi rincorrano per dirmi “ehi ciao ti seguo”. Tipo immagino gente che mi lancia pietre o altri che seguono perché seguono tutti gli altri. Di certo la mia vita non cambia, ma forse questo è dovuto al fatto che vivendo in Inghilterra la mia esistenza qua non è cambiata, non mi conoscono. Però mi rendo conto del cambiamento perché c’è mia mamma che mi cerca e mi fa ogni tanto “Albiiii non hai capito, ho sentito gente che parlava di te a lavoro mi dicono che fai troppo ridere”. Ma sono cose che io per via della distanza non realizzo. Credo che il successo sia dovuto al fatto che le persone abbiano sempre più bisogno di ridere: sentiamo sempre cose tristi alla tv, alla radio, ci incontriamo e parliamo dei nostri problemi. Sono del parere che non abbiamo bisogno di una persona che seriamente ci dica alla tv che c’è la crisi, che i ragazzi scappano dall’Italia ecc, lo sappiamo già! Io cerco di strappare una risata, un sorriso.

Quali sono le differenze che più ti hanno colpito tra sardi e inglesi? Una differenza a cui tengo riguarda la scuola: in Italia a scuola ci viene imposto ciò che dice la professoressa perché è scritto sui libri. Chi ha un dubbio, ha torto. Qua in Inghilterra la prima cosa detta dalla prof è stata “il fatto che io sia un’insegnante non significa che io abbia sempre ragione, voi siete esseri umani con le vostre idee e i vostri pensieri, quello che si fa a scuola consiste nell’esporre le proprie idee rispettandosi a vicenda”. Questa è una differenza profonda, si confrontano i punti di vista, si apre la mente e si allarga la conoscenza. Altra differenza è questa e la voglio dire a tutti: quando venite in Inghilterra, ricordatevi l’adattatore per le prese, perché sennò siete immersi nella cacca! Le prese sono diverse e non puoi usare nulla! Poi le ragazze! Aiuto! Sono pazze, sembrano i giganti di Mont’e Prama e sono spudorate a livelli osceni! Tu le inviti a ballare e lo fanno, ti fanno impazzire per il modo in cui danzano e tu nella tua testa pensi “evvai dai che oggi ce la faccio” però poi si girano e se ne vanno! Non ha senso, maledette!

Cosa ti manca della tua terra d’origine? Della Sardegna mi manca tutto, soprattutto ora che sono lontano. Mi rendo conto di quanto siamo fortunati noi sardi, viviamo in un paradiso secondo me creato da Satana! Quando vivi in Sardegna ti senti oppresso perché non c’è nulla da fare, non c’è lavoro, è un paradiso ma difficile da vivere e ti viene voglia di andare via. Però una volta che vai via pensi “voglio tornare in Sardegna”. E cosa fai? Torni in paradiso e non vivi o te ne vai dal paradiso e vivi? Quello che mi manca maggiormente in generale è La Sella del Diavolo. Ho speso giorni e giorni lassù, solo o in compagnia, notte e giorno. Quel posto mi da qualcosa che non so descrivere, mi sento libero, sono io! Una vista bellissima, mi sembra di poter afferrare la mia città, metterla in tasca e portarmela via. Vado là e la vita lassù diventa bella. È qualcosa che sicuramente mi manca, manco da nove mesi e sono certo che la prossima volta che tornerò, mi metterò a piangere.

Uno dei tuoi video più famosi, forse proprio quello che ti ha fatto conoscere a migliaia di persone, è quello dove ti perdi in una foresta inglese. Ciò che in tanti si chiedono è se il fatto che tu sia riuscito a “salvarti” dopo ore sia dovuto ai Santi, viste le numerose volte in cui li hai invocati in tuo soccorso, o al tuo senso dell’orientamento? Dal bosco sono uscito sicuramente grazie all’aiuto della Madonna, non ho un buonissimo senso dell’orientamento! Il problema era il fatto che era tutto assolutamente uguale, tutto verde e marrone. Per caso ho ripreso questa mia avventura: avevo appena comprato una GoPro nuova con batterie annesse, volevo provarne la durata e ho deciso di andare a fare una passeggiata nella foresta. Non guardavo dove andavo e così mi sono perso e poi tutto il resto del racconto lo potete vedere su YouTube o Facebook. Avevo deciso di tagliare i momenti migliori, una volta tornato a casa sano e salvo, di questa mia avventura. Pensai poi di pubblicarlo per farlo vedere ai miei amici ma la cosa mi sfuggì di mano! Non mi aspettavo un simile successo.

http://www.vistanet.it/

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