I SOGNI NEL CASSETTO DI ENRICO PIRAS, PARTITO DA CARDEDU PER IL CUORE DELL’EUROPA: I DESIDERI DA REALIZZARE IN SVIZZERA

Enrico Piras

di Francesca Lai

Enrico Piras, 24 anni di Cardedu, ha sempre avuto un sogno nel cassetto: aprire una catena di ristoranti in giro per l’Europa. Dopo la maturità scientifica e due anni trascorsi alla facoltà di geologia di Cagliari, Enrico ha deciso di lasciare l’isola, per recarsi prima in Germania e poi trasferirsi in pianta stabile in Svizzera, a Seebenalp. Attende ora la promozione a cuoco, primo step per realizzare i suoi desideri.

Quale è stata la molla che ti spinto a lasciare la Sardegna? Principalmente la curiosità, volevo vedere posti nuovi e misurarmi con le mie capacità. E poi in Italia non vedevo sbocchi lavorativi.

Come mai hai scelto proprio la Svizzera e che mansione svolgi? Ho lavorato prima in Germania, per un anno, come lavapiatti, pizzaiolo e infine aiuto cuoco. Mio fratello poi mi ha parlato di un sito internet in cui vi sono pubblicate migliaia di offerte di lavoro in tutta Europa. Mi sono iscritto e ho mandato delle mail in Svizzera e in Austria, ho risposto poi all’offerta migliore, qui nella Svizzera tedesca. Il posto in cui mi trovo è meraviglioso, è stato amore a prima vista, ci lavoro da dicembre 2014 e sono il primo italiano che lavora qui da più di 100 anni. Svolgo la mansione di aiuto cuoco in un hotel.

Quali sono le difficoltà che hai dovuto affrontare per ambientarti? Il primo problema è sicuramente legato alla lingua, nonostante abbia vissuto anche in Germania, lavorando non ho avuto modo di impararla bene, visto che lavoravo per italiani e frequentavo connazionali. Qui invece lavoro per svizzeri quindi sono stato obbligato a imparare il tedesco. La seconda difficoltà è stata la neve, abituato come sono a vivere al mare! Ma una volta che si impara a sciare è fantastico.

Cosa ti sei portato dietro dalla Sardegna e cosa ti manca più dell’Isola? Ho portato con me le ricette tipiche, ho preparato anche i “culurgiones”, clienti e personale se ne sono innamorati, questo piatto è entrato nel menù settimanale. Della mia isola mi manca la famiglia, i miei amici e il mio nipotino che a settembre compie tre anni e proprio prima di partire mi ha chiamato “Zio Chicco”. Fortunatamente torno due volte all’anno a casa, avendo tre mesi di ferie.

Cosa ti piace di più della Svizzera e come passi il tuo tempo libero? In Svizzera funziona tutto, è molto cara ma paghi per un servizio efficiente. Io vivo in mezzo alla foresta a 2000 metri di quota, il paese più vicino dista un’ora di camminata a piedi. Quando non lavoro, vado a fare escursioni, a pescare o scendo a valle e vado a fare il turista. La scorsa settimana, ad esempio, sono andato a visitare Berna.

Torneresti in Sardegna? Certo che tornerei. La Sardegna è sempre la mia terra e non la scorderò mai. Non sono il tipo che sputa nel piatto dove ha mangiato.

Come ti vedi tra qualche anno? Mi piacerebbe aprire un locale qua in Svizzera, poi in Germania in Francia e in Olanda, insomma vorrei espandermi in tutta Europa. Sognare è gratis e quindi perché non farlo in grande?

Un consiglio per i tuoi coetanei che vorrebbero fare un’esperienza simile alla tua? I miei coetanei dovrebbero partire, viaggiare il più possibile, imparare una o più nuove lingue, e cosa più importante non dovrebbero mai sottovalutarsi.

http://www.vistanet.it/

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