IL CORPO DELLA CITTA’: L’ESORDIO LETTERARIO DI GIUSEPPE ELIA MONNI CON MONDADORI

Giuseppe Elia Monni

di Claudio Moica

La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzia dell’antichità” asseriva

Cicerone ma la storia, di contro, dice che gli uomini hanno la memoria corta dimenticando personaggi che hanno fatto azioni memorabili e che per un motivo sconosciuto i posteri non valorizzano. Così è successo anche per Gemiliano Deidda, vissuto tra il 1721 e il 1810 a Cagliari, e di lui non si trova traccia né sul portale web più utilizzato come Wikipedia né sull’odonomastica della città capoluogo. Deidda fu tra i primi medici e archeologi moderni, economista e ingegnere autodidatta tentò di diffondere il progresso illuminista nella nativa Cagliari, allora capitale del regno di Sardegna. E quando nel 1760, in piena siccità, si moltiplicarono i tumulti contro le famiglie patrizie, colpevoli di arricchirsi con il controllo dei pozzi, promise di portare in breve acqua a tutti. Aveva scoperto, infatti, che il corpo della città celava l’antico acquedotto romano, pronto a tornare in funzione con pochi interventi. Il merito per aver rispolverato il personaggio storico è di Giuseppe Elia Monni che con il suo esordio letterario, firmato Mondadori, ha deciso di romanzarne la storia con il libro “Il corpo della città”. L’autore è nato a Cagliari nel 1973, diplomato al Liceo Classico, ha trascorso gran parte della giovinezza viaggiando, soprattutto on the road, in svariati Paesi. Laureato in Giurisprudenza. Alcuni anni fa gli è stata diagnosticata una grave malattia degenerativa che lo sta portando alla cecità. Ora lavora come legale per una nota azienda di telecomunicazioni. Uno stile, quello del Monni, accattivante e fluido, semplice ma non semplicistico, a tratti poetico ed essenziale nelle descrizioni per dare ampio spazio alla parte interiore dei personaggi. Il libro è un giusto mix di fatti veramente accaduti e di situazioni inventate per spiegare al meglio le inquietudini del protagonista, le sue ambizioni, le sue fragilità ma anche il grande amore per la sua terra che, però, non lo ricambia. Come nelle migliori tradizioni, Gemiliano, dovrà partire per Torino dove gli saranno riconosciute le sue capacità facendone un uomo di fama ma nonostante questo, al suo rientro a Cagliari, sarà ancora più inviso ai suoi conterranei. Da questo momento in poi solo la costanza, la testardaggine ma anche la lungimiranza consentiranno al Deidda di avere sempre nuovi incarichi nella città Sarda. Un dipanarsi di storie private, di ricordi di gioventù, un continuo ribaltamento di situazioni che stimolano la lettura del romanzo. Tanti i personaggi che fanno parte dell’opera: la discreta moglie Flora, i due figli Paolo e Pietro, i servi Giustina e Simplicio; tutti mirabilmente inseriti al momento giusto che consentono la descrizione di luoghi, fatti storici, una rappresentazione di una Sardegna che nonostante il felice momento storico vive un declino che, probabilmente, da allora non si è più fermato. Un nuovo modo di raccontare l’isola ponendo in evidenza il carattere difficile dei Sardi ma anche mettendo in discussione il concetto di pastore, di parassita e di progresso, di una terra ingrata a se stessa e ai suoi abitanti. Un romanzo che di certo non passerà inosservato soprattutto per la scrittura ancestrale del Monni, fedele alla scenografia narrata e di sicuro impatto. Di certo l’eclettico scrittore ha trovato un modo per incuriosire e per imporsi nel panorama letterario sardo e nazionale da troppo tempo saturo di libri con reiterazioni storiche e fisime etniche: una ventata di aria fresca portata dal raccontare una Sardegna vera e non quella sognata o inventata dai più.  Un finale che lascia in sospeso la probabilità di un sequel e se i presupposti sono quelli dell’esordio di certo Giuseppe Elia Monni non tradirà la fiducia che i suoi nuovi lettori gli concederanno. La ciliegina sulla torta? Una rivalutazione del Gemiliano Deidda da parte del comune di Cagliari sanando la dimenticanza intitolandogli una via.      

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