TRA TRADIZIONE E MODERNITA’: DANILO MURTAS E IL FORTE LEGAME CON LA SARDEGNA

Danilo Murtas

di Irene Bosu

Danilo Murtas nasce il 26 Luglio del 1981 a Cagliari, vive e lavora nel suo paese, Muravera, un angolo di Paradiso tra terra e mare nella costa sud-est della Sardegna. Diplomato all’Istituto Tecnico per Geometri, dimostra sin da piccolo una grande capacità manuale e creativa che gli permette di trasformare le sue idee in disegni, dapprima con la matita poi con le tecniche più svariate che apprende da perfetto autodidatta. Bassista e contrabbassista impara a suonare all’età di 14 anni, sempre in maniera autonoma. Il suo rapporto con la musica influenza tutta la sua vita, dal dress code alla sua arte. Il rock’n’roll e tutta la folle cultura degli anni ’50 e ‘60 sono la fonte di ispirazione primaria e il più grande amore di Danilo. L’arte, la musica e il forte legame con la sua Terra, la Sardegna, si intrecciano e si fondono nella sua vita stimolando la sua fantasia permettendogli così di creare uno stile originale e fresco, tra tradizione e modernità. Durante gli ultimi dieci anni molte sono le esperienze che lo aiutano a crescere artisticamente: varie bands, 23 mostre personali e 20 collettive, una mostra virtuale su Facebook e l’organizzazione di alcuni eventi culturali e musicali. Nel 2005 concorre come proposta individuale alla prima edizione di “Sardegna Arte Fiera” e negli anni 2003, 2004 e 2005 partecipa a tre edizioni del Concorso Regionale Murales a Muravera, mentre nel 2013 entra a far parte della Pinacoteca di Carmelo Floris ad Olzai. Ha collaborato con la Blitz Studio di Verona per l’organizzazione di concerti e ha realizzato le grafiche per alcune manifestazioni della Rockaway Freaks, un’organizzazione di eventi londinese. Sempre in tema di eventi, nel 2005 insieme ai suoi amici più cari, fonda l’Associazione Culturale …Uff!! che darà vita al “Booze Party – The Wildest Rock’n’Roll Weekend in Sardegna”, un festival musicale che ha ospitato oltre 40 bands, tra cui grandi nomi nazionali e internazionali come The Fleshtones e Daddy O-Grande dei Los Straitjackets. Negli anni 2011 e 2012 segue la direzione artistica del “Saturday Night Free Live” e “Hot Rockin’ Giò” per alcuni noti locali del Sarrabus. Negli ultimi anni ha anche dato vita ad un altro evento che ha riscosso notevole successo, “Musicarte”: in due location tipiche sarde molto suggestive di Muravera, ha esposto e fatto esporre alcuni tra i più rappresentativi artisti dell’isola, accompagnando tutto con concerti e esibizioni dal vivo di band e cantori sardi.

Danilo, raccontaci in breve la tua esperienza nel campo dell’arte. Come la definiresti? Sin da piccolo ho disegnato dimostrando una buona manualità con svariati utensili, sono attratto dall’arte in genere: la pittura, la scultura, la fotografia, la musica etc etc. Dal 2000, all’età di 19 anni, ho iniziato a catalogare lavori di vario genere, nel 2003 quasi per gioco con l’incoraggiamento di alcuni amici ho partecipato alla prima collettiva e sino ad ora non mi sono mai fermato. Autodidatta e hobbista sino al 2012, la voglia di inseguire questo sogno si è fatta sempre più grande e nel 2013 ho deciso di aprire al pubblico il mio studio a Muravera , una bottega dove lavoro e accolgo visitatori, clienti e amici. La mia arte è certamente contemporanea figurativa, utilizzo svariate tecniche miste e posso definirla originale molto spesso allegra, innovativa e soprattutto identitaria.

Cosa ti stimola creativamente? Sicuramente tutto quello che fa parte della mia vita e mi attrae senza la quale non potrei vivere. Le mie passioni: il rock’n’roll, il fumetto, la kustom kulture, le maschere tradizionali del carnevale barbaricino, il canto a Tenore, il vintage, la gastronomia, l’arte stessa, l’amore per la mia terra e la musica. È proprio quest’ultima a darmi tanti stimoli e una grande forza, contemporaneamente al lavoro porto avanti anche tutti i miei progetti musicali, suono il basso e il contrabbasso ormai da 20 anni.

Sul tuo curriculum ci sono 23 mostre personali e 20 collettive, una mostra virtuale su Facebook e l’organizzazione di alcuni eventi culturali e musicali. Come ti sei mosso nel mercato dell’arte in Sardegna? È un mondo facile? Il mondo dell’arte non è per niente facile e oggi ancora meno quello del lavoro in generale. Pian piano sto crescendo artisticamente ma la gavetta non finirà mai se voglio continuare a crescere e reinventarmi e rinnovarmi continuamente, c’è sempre da imparare e scoprire. Mi faccio pubblicità attraverso le mostre, le estemporanea e collaborazioni. Riesco ad avere contatti attraverso il web e i social network è proprio grazie al sito ufficiale e le pagine Facebook che raccolgo apprezzamenti e visualizzazioni. Nel 2005 ho partecipato a Sardegna Arte Fiera e nel 2003 in tre edizioni ad un concorso regionale di murales.

Negli ultimi anni hai dato vita all’evento “Musicarte” che ha riscosso notevole successo. Di che si tratta? Come tutte le cose anche Musicarte è nato per caso con la voglia di creare un evento che unisse appunto la musica e l’arte in occasione della sagra degli agrumi. Nel 2011 la prima edizione, il programma prevedeva un’esposizione dei miei lavori con l’esibizione serale della mia swing band. Ho ripetuto la tre giorni per due edizioni. Visto il crescente interesse da parte del pubblico ho arricchito l’offerta coinvolgendo altri artisti, amici fotografi, pittori e musicisti. Sino ad ora siamo arrivati alla quarta edizione, conto di realizzarne tante altre.

Nel 2013 entri a far parte della Pinacoteca di Carmelo Floris ad Olzai, un patrimonio artistico di oltre 250 opere. Cosa si prova a leggere il tuo nome accanto ad artisti del calibro di Costantino Nivola? Per me è un grande onore far parte della Pinacoteca di Carmelo Floris e di tutta la comunità di Olzai. Oltre ad essere un bellissimo e caratteristico paese è un punto di riferimento importante per l’arte in Sardegna, una notevole vetrina per i nomi poco conosciuti come il mio.

Un personaggio nel mondo dell’arte sarda che stimi e apprezzi? Sicuramente sono tanti è difficile nominare uno su tutti. Del passato direi Eugenio Tavolara, del presente un sardo d’adozione Francesco Del Casino, il noto muralista di Orgosolo. Ma ripeto sono tanti!

Chiudiamo con la classica domanda. Quali consigli daresti ad un giovane artista sardo che vuole compiere il primo passo nel mondo dell’arte in Sardegna? Bella domanda! Non son nessuno per poter dare dei consigli, posso parlare della mia esperienza. Ci credo sino in fondo, lavoro sodo su tutto: la ricerca, le tematiche, la qualità, l’immagine del ”mondo” Danilo Murtas. Ho una buona dose di grinta e coraggio, mi impegno, mi sacrifico e ho una forte identità. Ecco se c’è una cosa che potrei dire e proprio questo, ogni vero artista deve avere una sua identità. Essere e non apparire!! Un’altra cosa importante che servirebbe ai sardi è l’unione e la collaborazione, dando valore alle svariate ricchezze che questa splendida isola ci offre. Per il resto chi si impegnerà verrà premiato. In bocca al lupo e forza paris a tottus is sardus!!

* focusardegna.com

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