PER I TRENI IN SARDEGNA, DALLO STATO SOLO BRICIOLE: E IL SISTEMA FERROVIARIO CADE A PEZZI


di Luca Rojch

Rfi, Rete ferroviaria italiana, si dimentica della Sardegna e nel suo piano multimiliardario di sviluppo per i prossimi anni destina alle ferrovie sarde solo 30 milioni di euro rispetto ai miliardi stanziati per il resto d’Italia. «Cifre ridicole se pensiamo alla arretratezza della nostra rete – accusa il deputato di Forza Italia Settimo Nizzi –. Un insulto e una forte penalizzazione per la Sardegna». Rivolta in commissione. Nizzi in commissione Trasporti ha rivolto alcune domande al sottosegretario Riccardo Nencini e all’amministratore delegato di Trenitalia Maurizio Gentile. «Ho chiesto quante risorse erano destinate per l’isola – continua Nizzi –, la risposta mi pare esplicita. Erano stati stanziati 130 milioni di euro, ma subito il capitolo è stato svuotato e sono stati portati via 97 milioni. Ne sono rimasti una trentina. Il disimpegno diventa ancora più grave visto che la Regione ha cancellato i collegamenti su gomma e ha puntato tutto sui treni. Ma senza un adeguamento delle infrastrutture e della rete ferroviaria i pendolini saranno condannati a restare in stazione o ad andare a velocità molto ridotte». Nizzi ha posto al centro delle sue richieste anche il destino del tratto di strada ferrata che collega l’asse Sassari-Cagliari con il centro e il nord est della Sardegna. «Un troncone che deve essere adeguato. E ho ricordato anche l’esigenza del rispetto degli accordi sottoscritti 20 anni fa. Nel 1994 Trenitalia si era impegnata a spostare la stazione ferroviaria dal centro di Olbia. Da allora la promessa è stata disattesa. La Regione ha investito ulteriori risorse proprio per dare gambe al progetto, ma tutto è rimasto ancora sulla carta. C’è stato un impegno preciso da parte di Gentile». Ma la rivolta ha accomunato anche altri parlamentari. La deputata Pd Romina Mura condivide tutti i dubbi di Nizzi. «Le risorse previste nel contratto sono insufficienti – dice Romina Mura – . Si interviene sul network ferroviario sardo con 30 milioni di euro. Cifra molto inferiore ai bisogni per realizzare le infrastrutture». La Mura cerca di salvare il governo Renzi. Le colpe devono essere cercate in decenni di errori e mancanza di visione nelle politiche di programmazione». Il parlamentare Pd lancia una proposta. «Parliamo con il governo e con Rfi perché le risorse destinate alla Sardegna siano portate già in questo accordo di programma 2012-2016 fino a 100 milioni all’anno». Durissimo il parlamentare di Unidos Mauro Pili. «Il contratto tra Rfi e il ministero dei Trasporti deve essere modificato subito. È un’offesa per la Sardegna. Chi vive nell’isola viene sempre più discriminato. Siamo la regione con l’indice infrastrutturale più basso, e a noi sono toccati solo gli spiccioli. È inaccettabile». Pili ha partecipato alla seduta della commissione trasporti. «Il parere – continua il deputato di Unidos – della commissione deve essere vincolante. Non è un favore alla Sardegna, ma di un divario con il resto della rete nazionale che deve essere colmato. Deve essere sanato un vulnus che penalizza l’isola. Nel decreto che approva il contratto è scritto in modo esplicito che servono 700 milioni per le strade ferrate sarde. Commissione e Governo hanno preso atto che esiste un caso Sardegna, è un passo in avanti. Adesso vigilerò per evitare che gli impegni restino solo auspici. Bisogna riprendere il progetto interrotto nel 2004 di investimenti sulla rete ferroviaria Sardegna senza altri imbrogli». E la Sardegna che sembra puntare sempre più sui treni come sistema di trasporto collettivo rischia di venire beffata. I nuovi pendolini per raggiungere le velocità di punta di 150 all’ora hanno bisogno di percorsi sicuri, ma senza risorse rischiano di diventare poco utili. In modo particolare nel tratto che da Oristano va verso il nord dell’isola. A questo si deve aggiungere il resto della rete ancora a scartamento ridotto che ha bisogno di interventi urgenti.

*Nuova Sardegna

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