ALLARME DI CONFARTIGIANATO SARDEGNA: SIAMO TORNATI AI NUMERI DEL 2001. CONTINUA LA MORIA DI IMPRESE ISOLANE



“Tornare a poco oltre 37 mila imprese artigiane è come fare un balzo indietro di 14 anni. Dall’inizio della crisi sono state perse 5.305 imprese: la loro chiusura, considerando anche la forza lavoro, ha lo stesso impatto della dismissione di 5 Alcoa e 12 Meridiana”. E’ amarissimo il commento della presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti, sui dati della nati-mortalità delle imprese sarde del 2014, appena certificati da UnionCamere Movimprese. Sono infatti 37.713 le imprese artigiane registrate in Sardegna al 31 dicembre dello scorso anno, una decrescita che riporta il comparto al 2001, quando si registrarono 37.720 aziende. Nell’ultimo anno il saldo negativo è di -1.088 imprese che corrisponde a 1.584 iscrizioni contro 2.672 cancellazioni. Situazione pesantissima anche analizzando i dati provinciali: maglia nera a Cagliari  con 433 perdite, segue Sassari con – 366, Nuoro con -210 e Oristano con -79. “E’ una situazione devastata e devastante – riprende Folchetti – che certifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, come pubblica amministrazione e politica, nell’ultimo decennio, non abbiano avuto i ritmi delle imprese. Questi dati, anche se in leggera frenata rispetto al terribile 2013, rappresentano il fallimento di un “sistema Sardegna” che negli anni è peggiorato e non ha dato scampo a migliaia di attività produttive e a decine di migliaia di persone che vi lavorano”. “La politica, nazionale e regionale – continua la Presidente – dovrà avere il duro compito di ricreare un contesto favorevole alle attività produttive, senza il quale l’inversione di tendenza sarà ardua”. Secondo Confartigianato Imprese Sardegna la ricetta per ripartire passa dall’approvazione definitiva del nuovo Piano Casa, attraverso il rilancio dell’attività edilizia, anche con l’apertura dei cantieri e con la riqualificazione degli edifici esistenti, con la velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione e  l’allentamento della stretta creditizia bancaria, che dovrà avvenire tramite il rifinanziamento dei Confidi. Inoltre sarà fondamentale tagliare nettamente la burocrazia e avviare la continuità territoriale merci. Solo attraverso la realizzazione di queste proposte – conclude Maria Carmela Folchetti – si potrà avere una rapida e concreta ripresa di tutti i settori produttivi della Sardegna”.

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