PROMUOVERE IN ITALIA LE ECCELLENZE A PARTIRE DALL’AGNELLO IGP: LA SARDEGNA PARTE DA PIACENZA

l'iniziativa in provincia di Piacenza, voluta dalla F.A.S.I. e dall'Associazione Sarda "Efisio Tola"

I prodotti della Sardegna, con il suo agnello Igp, premono sull’acceleratore e pianificano la promozione in tutta Italia attraverso le sedi della principale organizzazione che raccoglie i sardi: la Fasi (Federazione associazioni sarde in Italia). Il progetto “Sarda Tellus” (terra sarda) intende valorizzare e far conoscere i prodotti e le eccellenze agroalimentari sarde. La prima importante tappa si è svolta sabato 31 gennaio a Piacenza, all’azienda agricola La Faggiola, alla presenza del presidente nazionale Fasi, che raccoglie circa 30mila soci – Serafina Mascia e con due assessori regionali: Elisabetta Falchi (Agricoltura Sardegna) e Paola Gazzolo (Protezione civile e Ambiente Emilia Romagna). Presente anche il Consorzio di tutela Igp dell’agnello sardo (Contas). Tanti, inoltre, i presidenti Fasi provenienti anche dalle regioni limitrofe. Non sono mancati poi i sindaci di alcuni paesi del Piacentino, terra d’agricoltura per eccellenza. Al top della produzione agroalimentare ci sono i prodotti provenienti dal settore agropastorale, con l’agnello su tutti, senza dimenticare il latte e i formaggi.

RILANCIO DELL’ECONOMIA E l’assessore Falchi ha auspicato uno scambio di prodotti tra Piacenza e la Sardegna, per far conoscere le bontà che il mondo ci invidia. «E poi – ha continuato – l’agricoltura può consentire il rilancio dell’economia della Sardegna. Occorre, però, agire in modo nuovo, con professionalità per presentare i nostri prodotti all’Italia e al mondo». Anche Gazzolo ha insistito sulla tutela e la promozione dei prodotti a denominazione che rappresentano un valore economico notevole «in una regione, l’Emilia Romagna, che vanta 41 tra Dop e Igp su un totale di 264 nazionali. Si deve comunicare la qualità, il sistema Paese e puntare sulla internazionalizzazione».

PORTARE LE ECCELLENZE FUORI DALLA SARDEGNA Dopo i saluti del presidente piacentino di Fasi,Bastianino Mossa, lo scopo del progetto è stato illustrato da Mascia, la quale ha sottolineato l’importanza che questo riveste per tutti i sardi che risiedono in altre parti d’Italia, una comunità unita dall’orgolglio isolano e da valori forti. Un impegno per la Sardegna, ha detto, per aiutarla a risollevarsi e a far vedere di che cosa è capace, per dare un lavoro ai tanti giovani che non ce l’hanno. «Oggi – ha affermato – esiste una catena di distributori che portano il cibo sardo ai circoli degli emigrati. Noi vogliamo portare le eccellenze sarde anche fuori dai nostri circoli».

IL CONSORZIO Salvatore Bussu, presidente del Contas, ha illustrato l’attività e non ha mancato di sferzare la politica chiedendo che gli assessorati di Agricoltura, Sanita e Ambiente collaborino tra loro e facciano norme omogenee fra loro per non frenare l’espansione del Consorzio. Ad oggi, i soci sono 4mila, su 12mila allevatori. Nato nel 2000, il Consorzio vuole fare massa critica e sfruttare i 3 milioni di ovini allevati (il 40% del totale nazionale). «Con l’agnello Igp sardo – ha sottolineato – parliamo di un solo tipo di agnello, certificato, tracciato, sicuro». Cercando di entrare nella Gdo, Bussu ha raccontato dei primi scontri. «L’agnello è un prodotto stagionale – ha spiegato – che va da ottobre ad aprile, mentre la Gdo lo chiede tutto l’anno. Noi non alteriamo il nostro prodotto Igp per le esigenze della Grande distribuzione. Piaccia o non piaccia». Il direttore del Consorzio, Patrizia Pitzalis, ha mostrato, sulla base di studi scientifici, le proprietà organolettiche della carne di agnello e gli effetti benefici che ha sull’organismo (pochi grassi insaturi, vitamina E) in particolare per le dermatiti e le patologie gastro intestinali. Approccio scientifico, ma anche storico: tracce degli allevamenti risalgono a 7mila anni fa e nella tradizione, i problemi intestinali dei bambini venivano curati con il brodo di agnello. L’Igp è stata ottenuta nel 2001 e si ha per tre tipi di agnello, in base al peso: da latte, leggero e da taglio.

In chiusura, è stato consegnato un riconoscimento a Fausto Gandolfi, del caseificio Santa Vittoria di Carpaneto. Gandolfi, dopo il terribile alluvione di due anni fa in Sardegna, si è fatto capofila di una serie di iniziative per aiutare le popolazioni sarde colpite. «L’unico consiglio che dò – ha detto alla folta platea – è di spingere sull’acceleratore e di avere una buona organizzazione per promuovere i vostri prodotti».

Al termine, i partecipanti hanno pranzato con i piatti dello chef Pierluigi Ferris che ha preparato il menu a base di pecorino, agnello e carciofi. Nel pomeriggio, infien, gruppi di lavoro per la campagna promozionale ed esposizione di prodotti alimentari della Sardegna. 

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