LA PUBBLICAZIONE “BELLE COME IL SOLE” DI SECONDA CARTA: LE DONNE CHE LAVORAVANO IL TABACCO

nella foto: Carmen Salis (a sinistra) e Seconda Carta

di Carmen Salis

Presentato il 18 ottobre scorso, al teatro di San Francesco a Tortolì, il nuovo lavoro di Seconda Carta, poetessa tortoliese, “Belle come il sole” (Amicolibro Edizioni, 2014). Un lavoro che vede l’autrice cimentarsi con successo nella realizzazione di un saggio antropologico che racconta, attraverso le testimonianze delle Donne protagoniste delle interviste, il lavoro svolto nelle coltivazioni, della cernita e della produzione nelle campagne locali del tabacco.

Lo stabilimento del tabacco ebbe modo di esistere grazie ad un Vescovo. “Quando Monsignor Emanuele Virgilio venne nominato Vescovo d’Ogliastra, nel 1910, fu subito entusiasta del paesaggio che si svelava ai suoi occhi: la fertile pianura costiera ed i luoghi montuosi e selvaggi, ricchi di boschi. Ma vide anche la tanta povertà dei popoli ogliastrini. Perciò nel 1920, in base alle leggi vigenti, convinto delle potenzialità di sviluppo della piana tortoliese e dei possibili riscontri occupazionali sul territorio, chiese la concessione speciale per la coltivazione e produzione del tabacco al Monopolio di Stato, ottenendola. Questo lavoro venne affidato inizialmente a una decina di giovani operaie che lo svolsero nell’orto adiacente al Palazzo Vescovile e nei locali dello stesso stabile. Nel 1922 venne inaugurato lo Stabilimento in agro della Curia Vescovile dove si procedeva alla cernita del tabacco secco, con mano d’opera esclusivamente femminile, sotto la stretta sorveglianza della Guardia di Finanza.”

Un libro che racconta, oltre che del lavoro delle Donne, anche del territorio, della vita sociale di quel tempo. “È stato molto interessante ed avvincente, scoprire, attraverso le interviste ad alcune lavoratrici di allora, che le donne riuscivano ad incontrarsi, ad uscire insieme, ad acquistare certo con parsimonia beni non di prima necessità, a ritagliarsi dei momenti per attività ricreative esclusive, per loro stesse. C’era molta complicità, solidarietà e condivisione tra le tabacchine, non solo sul luogo del lavoro. Avevano posto le basi per l’emancipazione femminile tortoliese”

Il tabacco: tre qualità tra le quali vi fu un riconoscimento importante all’esposizione agricola di Sassari nel 1922. “Le tre qualità del tabacco coltivate nelle campagne tortoliesi furono l’Erzegovina, la Perustizia e il Samson. Nell’annata del 1922 il tabacco dell’Opificio di viale Arbatax, vinse il primo premio alla Esposizione Agricola di Sassari e venne dichiarato Tabacco Principe d’Italia. E ciò riempì di soddisfazione tutti gli operatori coinvolti, Monsignor Virgilio in primis”.

Le lavoratrici del tabacco, lei le definisce molto teneramente “le mie bambine”. “Le definisco così perché tra le giovani lavoratrici che venivano chiamate ragazze, in realtà vi erano anche delle bambine: nelle coltivazioni del tabacco fresco infatti, le bambine di sei – otto anni si rendevano utili curando le piante novelle, togliendo le erbacce, innaffiando, e infilando il tabacco raccolto. Attraverso i loro racconti filmici, io le ho viste, le mie bambine: piccole, spesso scalze, con manine abili e svelte. Ed oggi che sono cresciute, le vedo ancora così. I loro occhi sempre bellissimi, esprimono tutta l’esperienza vissuta e il grande amore ed affetto che nutrono non solo per i familiari, ma per tutti noi. E noi le ricambiamo. Hanno apprezzato moltissimo la serata di presentazione del libro perchè la nostra comunità si è stretta intorno a loro, ringraziandole per tutti quei quaranta anni di lavoro e sacrifici”

Un lavoro importante, che ha richiesto tempo e documentazione. “Sì, un lavoro molto impegnativo che ha richiesto quasi due anni di ricerche, di letture di libri e di Pastorali relativi al Vescovo ad esempio, di documenti storici, di interviste alle tabacchine. Nessuno aveva mai parlato in modo approfondito di quarantanni di lavoro delle donne. E visto come Tortolì sta accogliendo “Belle come il Sole”, non posso che essere felice ed orgogliosa di aver realizzato questo saggio storico-antropologico, il mio omaggio alle lavoratrici del tabacco sia fresco che secco di questa comunità”.

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