CHILIVANI, PAESE FANTASMA: I FASTI DEL PASSATO SONO INESORABILMENTE LONTANI

la scuola chiusa a Chilivani

di Maria Vittoria Dettoto

Un tempo esisteva Chilivani. Il suo snodo ferroviario tra i più importanti della Sardegna, naturale polo di intersezione tra il Nord Sardegna ed il resto dell’ isola, permetteva un fluente traffico di persone e merci, attorno al quale si è sviluppato il suo abitato. Un tempo questa frazione era fiorente ed offriva alle poche centinaia di residenti presenti, diverse attività produttive che permettevano lo sviluppo dell’economia circostante e davano ai residenti lustro e fama. Tra esse l’ippodromo, lo stabilimento della Galbani, il Frigomacello, l’area industriale con le diverse imprese, prevalentemente portate avanti come oggi, da piccoli artigiani. Negli anni cinquanta un’ingente riforma fondiaria ha dato vita ad una importante opera di bonifica che ha ulteriormente migliorato le condizioni di vita degli abitanti del quartiere. Da diversi anni però Chilivani sta andando verso un lento quanto inesorabile decadimento: nel 2012 è stata chiusa la stazione dell’Arma dei Carabinieri. Poi l’ufficio postale. E’ andato via il medico del quartiere, chiudendo l’ambulatorio nel quale sopratutto gli anziani andavano per curarsi. Il medico è un libero professionista che guarda giustamente al proprio interesse. Ma intanto è mancato un altro servizio. Negli ultimi anni la gestione della rete idrica e fognaria è passata dalle Ferrovie dello Stato ad Abbanoa. Di fatto ad oggi i chilivanesi soffrono costantemente il problema della totale assenza o dell’insufficienza dell’acqua. I bambini non possono fare il catechismo perché non si trova un’aula da destinare a ciò. La stessa chiesa risulta bisognosa di opere per la messa in sicurezza. Da febbraio la scuola di Chilivani, raggruppante la scuola materna ed elementare del paese è stata chiusa. L’appalto per il rifacimento della stessa, affidato ad un azienda di Quartu S.Elena,che ad oggi non ha ancora ultimato i lavori, nonostante le promesse di riapertura in concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico. Oggi se uno transita a Chilivani spesso trova le strade deserte. Salvo qualche pendolare di passaggio transitante nella’area della stazione. Di questo passo,se non si prende seriamente in mano la situazione e non la si smette di attuare il solito noioso quanto inutile rimpallo di competenze tra i vari responsabili di questo degrado, il paese è destinato a morire. Perché dovremmo permetterlo?
Siamo davvero sicuri che non si possa far nulla per evitare che questo accada?

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