L’ISOLA CHE C’E’ – ACQUA AMARA: LA MANO DEGLI SCRITTORI ALLA SARDEGNA PIEGATA DALL’ALLUVIONE CLEOPATRA


di Valentina Usala

Sono ancora chiari i ricordi di quel momento, quando da casa sentii una prima notizia televisiva che annunciava una catastrofe in Sardegna, il cui nome era Cleopatra. 

Di primo impatto osservai i volti delle persone intervistate: senza bisogno di alcun aggettivo per descriverli ovviamente, ogni parola sarebbe superflua. Persone rimaste senza più nulla, poiché l’acqua si era trascinata con sé la loro vita, con tutta la forza propria di un ciclone.

A quel punto io, attonita dal Piemonte, non riuscivo a focalizzare con chiarezza le paure provate da chi era lì, innocente protagonista.

In un secondo momento presi d’istinto il telefono e iniziai a scorrere in rubrica i nomi e gli indirizzi email di parenti, amici e conoscenti, assicurandomi che in qualche modo tutto fosse in regola e soprattutto che fossero in salvo. 

Fu una situazione che da lontano io e in tanti come me, hanno voluto condividere, ognuno a modo suo.

Come un lampo, tra i tanti contattati, mi apparve alla lettera M, di Maria Antonietta Azara un’amica di Olbia.

Mi organizzò l’anno precedente una presentazione proprio nella sua città di residenza in collaborazione con Maria Thea Chiodino e l’associazione “L’Isola che c’è”.

Ricordo ancora quella telefonata, in cui non nego di essermi commossa e di questo mi scuso con ancora ora con lei, poiché la pelle in fondo io non ho rischiato di rimettercela. Mi sentii quasi in imbarazzo.

Furono parole struggenti le sue, in cui mi raccontò cosa realmente aveva vissuto lei.

“Stavo rientrando con una mia collega dall’Università di Sassari e ancora non avevo capito la gravità di quello che stava accadendo ad Olbia. Quando sono arrivata al centro, dopo ore di incolonnamento, mi sono trovata in mezzo all’acqua, tanto che ho deciso di abbandonare l’auto per proseguire a piedi. Non sapevo che fare. L’acqua mi arrivava alla pancia, la corrente era intensa, non riuscivo più nemmeno a proseguire fino a casa e senza rendermene conto ho rischiato di essere trascinata dall’acqua in un burrone. Non c’era nessuno lì intorno, se non due civili di Olbia, che avevano chiara la situazione in cui ci trovavamo e pur non conoscendomi, mi hanno teso la mano, aiutandomi a salire nel loro fuoristrada e mettermi in salvo. E’ grazie a loro se sono ancora qui.” 

Non ebbi coraggio di interromperla e tantomeno di farle domande, perché tutto quel che si sentì di raccontarmi era in queste parole.

Proseguì. “Sai, Vale, mi sento impotente. Mi rendo conto che aiutare materialmente a spalare fango o fare la spesa per chi ha bisogno mi fa rendere conto che le necessità sono superiori ai grandi aiuti che stiamo ricevendo da tutta l’isola e dal continente. Vorrei far qualcosa per la mia, la nostra gente e vorrei farlo nell’unico modo che conosco: la letteratura”.

Ecco come nasce l’antologia “L’Isola Che C’è. Acqua Amara”, come la curatrice appunto Maria Antonietta Azara, l’ha voluta. E’ stato sufficiente un piccolo grande gesto, come la mano di quell’uomo che l’ha aiutata a riemergere da quell’acqua, troppo amara.

Così, edito dalla casa editrice “Cultura e dintorni”, è l’antologia in cui compaiono sedici autori sardi e non, che hanno parlato di Sardegna, senza un argomento predefinito, garantendo quindi anche una lettura varia con più stili narrativi.

Numerose le presentazione di cui godrà il volume, nell’isola e non: le prime date sono quelle del 15 Agosto alla Fiera Internazionale del Mirto, il 18 Agosto a Porto San Paolo e il 21 Agosto nella Piazzetta principale di Porto Cervo grazie al patrocinio del Consorzio Costa Smeralda. Unico lo scopo: devolvere più fondi possibili alla Caritas di Olbia gestita da Don Andrea Raffatellu, per aiutare le famiglie ancora in seria difficoltà.

Gli autori sono: Giulio Angioni, Maria Antonietta Azara, Glauco Cartocci, Maria Thea Chiodino,

Barbara Cidda, Emanuele Cioglia, Dana Della Bosca, Iana De Muro, Mario Fadda, Ilaria Muggianu Scano, Filippo Pace, Ornella Rossi, Osvaldo Rossoni, Silvia Sanna, Annalisa Seveso, Valentina Usala, me medesima.

Ogni racconto ha associata un’opera di arte contemporanea a cura dell’artista Gian Piero Pileri, autore anche della copertina dell’antologia.

Il costo è stato volutamente irrisorio: soli 10€, con i quali si contribuirà ad una giusta causa.

Il progetto hacome sottotitolo “Acqua amara”, quindi facciamo in modo che si realizzi in sogno e non in un’impresa.

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