ISTAT: BALZO DELLA POVERTA’ IN SARDEGNA, NON CE LA FA UNA FAMIGLIA SU QUATTRO


di Lorenzo Manunza

Quasi una famiglia sarda su quattro, quando va al supermercato o nella bottega sotto casa, non ha la possibilità di comprare tutti i beni di cui avrebbe bisogno. Lunga è la lista delle rinunce tra gli scaffali, lontano il mondo dei negozi di abbigliamento e dei ristoranti, inaccessibile quello delle agenzie viaggi. L’Istat ha fissato la soglia di povertà relativa per il 2013 a 972,52 euro (per un nucleo di due persone). Sono 243 euro alla settimana, 31 al giorno: un traguardo minimo per alcuni, ma non per il 24,8% delle famiglie isolane.
Il dato colpisce in sé ma anche per la tendenza che rivela. Nel 2012, i nuclei familiari poveri nell’Isola erano a quota 20,7%, dodici mesi dopo la loro incidenza è aumentata di oltre 4 punti percentuali: un balzo che lascia a bocca aperta e colloca la Sardegna tra le regioni d’Italia più in sofferenza. Nel Nord, l’incidenza media della povertà relativa è del 6%, al Centro sale al 7,5%, mentre la media italiana è del 12,6%, sostanzialmente stabile rispetto al 2012 (12,7%). Il Mezzogiorno, invece, viaggia intorno a una media record del 26%, e in coda ci sono proprio la Sardegna (24,8%), la Calabria (32,4%) e la Sicilia (32,5%). I segnali più forti del peggioramento, al Nord come al Sud, si osservano soprattutto per le famiglie numerose, con figli piccoli, e quelle in cui i genitori hanno difficoltà a entrare o rimanere nel mercato del lavoro. Per questi nuclei, ma non solo per loro, cresce anche l’intensità della povertà, cioè la distanza dalla soglia di galleggiamento (nel Mezzogiorno passa dal 21,4% al 23,5%). In sostanza, non solo le famiglie povere aumentano, ma sono anche più povere, con meno soldi in tasca dell’anno prima. I numeri del 2013 confermano inoltre la forte associazione tra povertà, bassi livelli d’istruzione, bassi profili professionali (working poor) ed esclusione dal mercato del lavoro: se la persona di riferimento ha al massimo la licenza elementare, l’incidenza di povertà è pari al 18,8% (contro il 6,6% osservato tra i diplomati e oltre) e al 33,7% se è alla ricerca di lavoro. Un valore che sale al 49,5% nel Mezzogiorno.

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