SARDEGNA SFREGIATA: 1.500 ETTARI IN FUMO. COMINCIA LA CONTA DEI DANNI


È ancora presto per la conta definitiva dei danni, ma dai primi sopralluoghi emerge la desolazione dell’area collinare di Sibiri e delle campagne che si trovano nel triangolo tra Guspini, Gonnosfanadiga e Arbus: quasi 1.500 ettari andati in fumo fra boschi di sugherete, macchia mediterranea, pascoli e uliveti. Per quasi venti ore, le squadre antincendio hanno lottato contro le fiamme altissime col supporto dei mezzi aerei: “Nella zona sono stati impiegati 3 elicotteri e 2 canadair nella serata di giovedì, incrementati a 3 unità nella mattina di venerdì”, spiega il comandante del Corpo Forestale della Sardegna Gavino Diana: “Un impegno imponente: stiamo parlando di 1/4 della flotta aerea regionale e dell’intera flotta in dotazione alla Protezione civile nazionale”. A Marrubiu, dove il fuoco è arrivato a lambire la frazione abitata di Sant’Anna, e nei centri limitrofi di Arborea e Santa Giusta si contano i danni nelle imprese agricole colpite con distruzioni delle coltivazioni, delle scorte, delle attrezzature e degli immobili. Domati anche gli incendi scoppiati fra i boschi di Cuccureddu a Villacidro, e a Iglesias, dove il focolaio sul Monte Agruxiau si è limitato a distruggere cinque ettari di vegetazione. Riaperta la statale 131 Carlo Felice Sassari-Cagliari, che era rimasta chiusa per oltre cinque ore così come i collegamenti ferroviari di Trenitalia fra Oristano e Marrubiu, sostituiti con bus che hanno percorso strade alternative alla Statale. “Il sistema antincendio ha risposto, i focolai sono stati tutti domati”, spiega il responsabile della Protezione civile isolana, Graziano Nudda, che prende fiato dopo una riunione fiume durata tutta la mattinata, in contatto continuo con il Coau (Centro Operativo Aereo Unificato) di Roma, con il Corpo Forestale e con la cabina di regia della Centrale operativa antincendi della Sardegna. “Abbiamo avuto rassicurazioni” dice Nudda, “sul fatto che anche per quest’anno si riuscirà a garantire il terzo canadair d’istanza nell’isola, nella base di Olbia”.
Negli occhi dei soccorritori e dei testimoni restano però le immagini delle devastazioni. Nell’oristanese, oltre alla zona rurale della piana di Marrubiu, è stato evacuato anche il campo scout di Zuradili, ai piedi del Monte Arci. I boy scout di Oristano sono rientrati durante la notte in città. Un altro grosso incendio ha interessato anche un canneto e minacciato la pineta lungo la strada che collega la borgata marina al bivio per Cabras e San Giovanni di Sinis, sempre nell’oristanese. Gli elicotteri hanno operato dalle 4 e mezzo del mattino sino all’alba per impedire che il fuoco aggredisse la pineta che separa il canneto dalle abitazioni e il rogo è stato domato dopo le 8.
Nel Medio Campidano, tra Gonnosfanadiga, Arbus e Guspini, dietro il colle “Su Montixeddu”, è andata in fumo la folta macchia mediterranea di cisti e lentischio, e centinaia di piante di lecci. Le fiamme sono arrivate vicinissime alla pineta comunale ed è stata fatta evacuare per precauzione anche la comunità di recupero per disabili “Betania”, dove sono ospitati una decina di pazienti ora trasferiti in strutture ricettive della zona, e gli ospiti del campeggio Sciopadroxiu, fra Ingurtosu e Piscinas. Le operazioni di spegnimento delle squadre antincendio a terra sono state rese particolarmente difficoltose per via dell’inaccessibilità di automezzi alla zona e anche qui hanno richiesto l’uso dei mezzi aerei.
Le squadre a terra si sono dovute fermare e per tutta la notte l’incendio ha continuato nel suo percorso devastante verso i boschi di Sibiri, Rio Martini e Bidderdi, allontanandosi, con i cambi di vento, dalle vicinanze dell’abitato e della pineta comunale di Arbus. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal comandante del Corpo forestale Giuseppe Delogu, presente sul posto sino a tarda notte e nuovamente sul campo questa mattina assieme al commissario Fabrizio Madeddu. Dall’elicottero della Forestale, che ha effettuato le ricognizioni dall’alto, è apparso uno scenario spettrale: un migliaio di ettari boscati (prevalentemente lecci e sughere) sono rimasti inceneriti, così come decine di orti. Danni alle strutture dell’agriturismo La Quercia. Centinaia gli animali selvatici morti.
Per tutta la notte i Vigili del fuoco e le squadre antincendio regionali hanno operato per bonificare le campagne di Nuxis dove, dal pomeriggio di giovedì, un grosso rogo aveva interessato le foreste. Mentre all’alba nuove fiamme sono divampate nelle campagne della frazione di Monte Agruxau interessando macchia mediterranea. Un altro incendio ha lambito la pineta di Punta S’Arena nel comune di Gonnesa.

3 risposte a “SARDEGNA SFREGIATA: 1.500 ETTARI IN FUMO. COMINCIA LA CONTA DEI DANNI”

  1. Se nella Carta de Logu un’intera sezione – la terza – è dedicata alla prevenzione degli incendi e alla repressione degli incendiari, la piaga de su fogu è cancro antico della nostra terra. A che vale dunque fare appello alla cultura, alla sensibilità o addirittura al patriottismo? A che pro ricordare i rimedi crudeli della più biblica delle leggi – quella del taglione – se ancora nel 2014 la Sardegna brucia per mani criminali e non per sfortunate congiunture climatiche? L’accorto legislatore non si fece sfuggire la gravità del problema e propose con l’imperio del diritto la soluzione: repressione dura, inappellabile e irrevocabile (gli arti non ricrescevano, almeno allora) ma anche chiare limitazioni e precauzioni che ne scongiurassero il ripetersi. Certezza della pena e prevenzione. I due pilastri del bailamme politico italiota – da salotto televisivo – divenuti imperio anche in via Roma. Ma poiché del primo si deve occupare lo Stato e non la Regione a Statuto Speciale – che di più normale non ce ne è – e la seconda sulla carta è in sintonia con i dettami di Bruxelles (ossia il massimo auspicabile per il vecchio continente), l’unico responsabile del fuoco è il fuoco stesso. Acquistare altri canadair, dotare i comandanti dei vigili del fuoco di poteri di guerra, farsi promotori intransigenti di un inasprimento gravissimo delle pene per i piromani equiparandoli ai cecchini, no, questo non si fa..
    Qualcuno suoni la sveglia in viale Trento: tutti giù dalle brande, generali compresi, siamo in guerra. E in guerra non muoiono solo i militari.

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