"SA DIE DE SA SARDIGNA" AL CIRCOLO "4 MORI" DI RIVOLI (TO) IL 18 MAGGIO PARLANDO DI EMILIO LUSSU


riferisce Renzo Caddeo

“SA DIE DE SA SARDIGNA” 2014

“L’eredità politica e culturale di Emilio Lussu

in occasione dell’intitolazione alla sua memoria dei Giardini di Rivoli” 

PROGRAMMA:

 

Domenica 18 maggio 2014, alle ore 10.00, presso Sala Convegni della Città di Rivoli,

Via Dora Riparia 2.

 

Saluti  di Franco Dessì, Sindaco della Città di Rivoli,

delle altre autorità locali, dei rappresentanti delle Istituzioni della Sardegna e della FASI.

 

Convegno:  “L’eredità politica e culturale di Emilio Lussu in occasione dell’intitolazione alla sua memoria dei Giardini di Rivoli” 

 

Apertura dei lavori: Renzo Caddeo, presidente del Circolo sardo “Quattro Mori” di Rivoli

Coordina: Paolo Pulina, giornalista pubblicista, dell’Esecutivo nazionale FASI

Relazione di  Paolo Soddu, docente di Storia dei partiti e dei movimenti politici, Università di Torino

Comunicazione  di Salvatore Tola, pubblicista, esperto della storia della letteratura sarda

 

Ore 13.30

Pranzo presso Circolo 4 Mori (Via F.lli Macario 54).

 

Ore 16. 00

Intitolazione alla memoria di Emilio Lussu dei Giardini.

Saranno presenti autorità civili e militari, rappresentanti dell’ ANPI e della Provincia di Torino.

 

 

Emilio Lussu

Nato ad Armungia (Cagliari) il 4 dicembre 1890, deceduto a Roma il 5 marzo 1975,  laureato in Legge, tra i fondatori di “Giustizia e Libertà”, scrittore.

Dopo aver partecipato, valorosamente, alla prima Guerra mondiale come ufficiale di complemento, tornato in Sardegna Lussu fu animatore del movimento che nel 1919, a Cagliari, portò alla nascita  del Partito Sardo d’Azione. Eletto deputato nel 1921 e nel 1924, dopo il delitto Matteotti fu  tra i più fermi accusatori di Mussolini, tanto che il 31 ottobre del 1926 gli squadristi assaltarono  in forze la sua casa di Cagliari. Lussu si barricò e si difese, respingendo l’assalto a colpi di pistola. Un fascista fu ucciso e Lussu, arrestato, restò in carcere per tredici mesi. Assolto in istruttoria per legittima difesa, per volere di Mussolini fu confinato per 5 anni a Lipari. Ma Lussu,  il 27 luglio 1929, riuscì ad evadere dal confino con Carlo Rosselli e Fausto Nitti e a rifugiarsi  a Parigi. Qui, con altri rifugiati politici italiani, diede vita a “Giustizia e Libertà”.

Dopo un periodo in Svizzera (per curare i postumi delle numerose ferite di guerra  e dei disagi del carcere e del confino), Lussu nel 1937 sostituì Rosselli  (assassinato dai fascisti) alla guida di “Giustizia e Libertà”. Fu alla testa di “Giustizia e Libertà”  anche quando i tedeschi invasero la Francia. Nell’agosto del 1943 riuscì a  rientrare in Italia e nel mese di settembre fu a Firenze, alla prima riunione nazionale  del Partito d’Azione. Dopo l’armistizio fu  uno dei capi della Resistenza romana  e, finita la guerra, entrò a far parte, nel 1945, del governo Parri e del successivo primo  governo De Gasperi.

Nel 1946 fu  deputato all’Assemblea Costituente. Con lo scioglimento  del Partito d’Azione aderì, nel 1947, al PSI per essere poi, nel 1964, tra i fondatori  del Partito Socialista di Unità Proletaria. Deputato, senatore, dirigente nazionale  dell’ANPI, di Emilio Lussu, oltre che dell’impegno politico è bene accennare  a quello di scrittore, ricordando almeno il suo Teoria dell’insurrezione, edito  in Francia nel 1936, il saggio Marcia su Roma e dintorni e quello che  è unanimemente considerato un capolavoro letterario, ma che di fatto  rimane il suo manifesto politico: Un anno sull’altipiano.  Ad Emilio Lussu sono intitolati, oltre che un Centro Studi, scuole, strade, biblioteche e circoli culturali.

 

 

Relatori

 

Paolo Soddu –  docente di Storia contemporanea, Università di Torino

Insegna Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Torino. Ha insegnato precedentemente Storia  contemporanea all’Università di Pavia, Facoltà di Musicologia di Cremona. Si occupa di storia dell’Italia del Novecento. Tra le sue pubblicazioni L’Italia del dopoguerra. Una democrazia  precaria (1947-1953), Roma, 1998; Le date della storia contemporanea. Il XIX secolo, Roma, 2002; L’Italia repubblicana, Torino, 2005; Ugo La Malfa, il riformista moderno, Roma 2008 e, con Serena Facci e Matteo Piloni, Il Festival di Sanremo. Parole e suoni raccontano la nazione, Roma, 2011. Ha curato i Diari di Luigi Einaudi (Roma-Bari, 1993; Torino, 1997) e le lettere dal carcere di Massimo Mila (Torino, 1999). Ha collaborato con “Studi Storici”, “Contemporanea”, “Passato e presente”, “Il mestiere dello storico”, “L’Indice”, “Annali della Fondazione Ugo La Malfa”, “L’Acropoli”, “L’Unità”, “Rinascita”, Europa”. È responsabile delle attività culturali della Fondazione Luigi Einaudi di Torino.

 

Paolo Pulina – giornalista pubblicista, dell’Esecutivo nazionale FASI – relatore di madrelingua sarda

Ploaghe (Sassari), 1948. Laurea in Lettere Moderne nell’Università Statale di Milano. Giornalista pubblicista dal 1982. Dal 1977 per 35 anni  funzionario dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia (Biblioteche, Musei, Convegni, Libri). Dal 1996 vicepresidente del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia. Nei congressi di Genova (2002), di Milano (2006) e di Abano Terme (2011) è stato eletto nel Comitato Esecutivo della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), con incarichi nei settori Cultura e Informazione/Comunicazione. Ha curato molte pubblicazioni per la Provincia di Pavia e i 17 volumi editi dal “Logudoro”.  È autore di varie opere riguardanti Ploaghe, la Sardegna, la provincia di Pavia. Tra le altre: Ploaghe e Santa Giuletta: cultura di paese e dintorni (1984); Per una guida letteraria della provincia di Pavia (2005); Il tesoro del Canonico. Vita, opere e virtù di Giovanni Spano, linguista e archeologo, 1803-1878 (con S. Tola, 2005); Su Ploaghe (2010): Memorie su Ploaghe e Logudoro (2014).

 

Salvatore Tola – pubblicista, esperto di storia della letteratura sarda

Nato a Faenza (Ravenna) nel 1940, vive e lavora da tanti anni a Sassari. Laureato in Pedagogia a Cagliari, è stato maestro elementare e docente di Letteratura italiana e storia negli Istituti superiori. Giornalista pubblicista, collabora da lungo tempo al quotidiano “La Nuova Sardegna” e a vari periodici, tra cui “Il Messaggero sardo”. Si occupa della poesia sarda contemporanea come membro di giurie in alcuni premi letterari, tra i quali l’“Ozieri”. Profondo conoscitore della letteratura in lingua sarda, ha curato raccolte di vari autori del Settecento e dell’Ottocento e, nel 1999,  la riedizione delle Canzoni popolari di Sardegna raccolte nell’Ottocento dal canonico Giovanni Spano. Al tema dell’oralità, connesso a quello della poesia in lingua sarda, ha dedicato un saggio-antologia (La poesia dei poveri, 1997). Del 1994 è Gli anni di “Ichnusa”, sulla rivista di Antonio Pigliaru; del 2000 è Centouna Sardegna, una guida al turismo culturale. Del 2006 è l’ampia sintesi su  La letteratura in lingua sarda. Testi, autori, vicende.

 

 

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