DANZATRICE, ATTRICE, PRESENTATRICE, COREOGRAFA, AUTRICE TELEVISIVA: INTERVISTA ESCLUSIVA A CLAUDIA TRONCI, CONDUTTRICE E IDEATRICE SU VIDEOLINA DELLA FORTUNATA TRASMISSIONE "DI CHE DANZA 6"

Claudia Tronci nella foto di Paolo Magnanelli

di Alessandra Atzori

Ho conosciuto Claudia in teatro, come figurante dell’opera lirica Manon Lescaut. L’ho ritrovata poi a distanza di anni come conduttrice di una fortunata trasmissione televisiva sulla emittente sarda Videolina: “Di che danza 6”. L’ho voluta intervistare per poterla far conoscere ai lettori e sapere come è nata l’idea di creare una trasmissione sulla danza. Ci siamo così incontrate al Parco della Musica di Cagliari, il nuovo parco  antistante il Teatro Lirico (luogo dove lavoro da più di 30 anni). Da tempo sto promuovendo l’idea di poter intitolare questo  Parco al soprano cagliaritano Giusy Devinu, mia compagna di studi musicali, (famosissima nel mondo come Violetta verdiana), che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Grazie a Claudia, alla sua trasmissione ed ai suoi ospiti (il ballerino Roberto Magnabosco, e la maestra di danza Assunta Pittaluga che l’hanno conosciuta), mi aiuta a diffondere la figura di un grande soprano qual è stata  Giusy, ed a sollecitare così i nostri dirigenti Comunali  ad intitolarle il Parco.

Claudia, come nasce l’idea di una trasmissione tutta sulla danza? Tempo fa, in occasione di uno stage cui partecipavano diverse insegnanti di danza da tutta Italia, è scaturita  l’idea di creare un format televisivo sui 15 giorni di lavoro, che andò  in onda sulla emittente sarda Videolina. Ebbe un buon successo e questo è bastato per farmi venire il desiderio di proporre una nuova trasmissione sulla danza ancora più intensa  aventi come protagoniste le  scuole di tutta la Sardegna

Dopo quanto tempo sei riuscita a realizzare questo tuo progetto? Questo mio progetto ha avuto una “gravidanza” di ben tre anni. Poi finalmente è andato in porto ottenendo un buon successo al punto che è stato riconfermato, anno dopo anno, arrivando ora alla 4 edizione. Ogni edizione ha acquisito qualche cosa di nuovo pur permanendo la sana competizione fra scuole di danza  di ogni genere. La trasmissione infatti si chiama di che danza 6?

Tu sei una ballerina, ci racconti come è nata la tua passione per la danza classica? La mia passione è esplosa guardando la bellissima trasmissione di Vittoria Ottolenghi “Maratona d’estate”. Mia madre mi vedeva molto attenta davanti alla TV e per  questo e mi ha incoraggiato a cominciare. E’ anche vero che avevo anche una certa predisposizione fisica che mi ha facilitato lo studio anche se non ero piccolissima. Infatti ho con i primi passi a 12 anni.

Nella tua famiglia, oltre a te, ci sono altri artisti? Diciamo che l’arte è una grande passione familiare. I miei genitori da sempre sono appassionati di cultura medioevale e sono anche i promotori del gruppo Antica Turabolis, un gruppo creato per omaggiare Eleonora d’Arborea. Mia madre ha realizzato tanti abiti d’epoca ma in particolare del periodo medioevale. Ed è in occasioni di feste e sagre che noi figlie con i componenti del gruppo, li indossiamo .

Ma io so che tu hai anche interpretato il personaggio di Eleonora D’Arborea. Lo vuoi raccontare? L’ho interpretata in una trasmissione di RAI 3, che si intitolava “Dieci minuti di…” La persona che mi ha contattata mi ha consigliato di imparare a memoria una piccola parte della Carta Delogu che ho poi recitato in quest’ occasione, indossando l abito di Eleonora.

Ho aperto questa mia intervista dicendo di averti conosciuto al Teatro Lirico. Sono una danzatrice e nel 2003, nella stagione Lirica e di Balletto del Teatro Lirico di Cagliari, sono stata scelta per lavorare con altre 15 colleghe nel balletto Bella Addormentata con il teatro Kirov, di Sanpietroburgo, una rarissima grande occasione. Ma sono stata anche figurante, ed ho un bellissimo ricordo di quella comparsata nell’opera Manon, soprattutto perché ho potuto vedere tante cose che riguardano il dietro le quinte di un grande teatro durante uno spettacolo. Ho capito l’importanza dei macchinisti, degli elettricisti , degli addetti alle luci e di tutti coloro che lavorano all’ombra. Ho capito che tutte queste persone sono importanti quanto gli artisti. Senza di loro non può esistere l’intero spettacolo.

Oggi oltre ad essere una  ballerina sei anche una maestra di danza. Si, infatti grazie ai miei genitori ho fondato la scuola di danza Arabesque a Terralba nella quale ho insegnato per tanti anni prima di sviluppare il mio lavoro nelle esperienze teatrali e televisive! Dal 1995 al 2005 abbiamo organizzato la prima rassegna regionale di scuole di danza della Sardegna “DANCE MEETING TERRALBA” alla quale partecipavano oltre 250 ballerini ogni anno. Terralba si colorava di ritmi, colori e sorrisi. Arrivavano da ogni parte della Sardegna ognuno con il pullman affittato per l’ occasione. E’ stata una occasione di scambio e di confronto . Un grandissimo successo! Oltre 1000 spettatori ogni giornata!

Quest’anno la trasmissione” Di che danza 6” ha avuto un’anteprima. In cosa consisteva? Abbiamo fatto  3 spettacoli con 10 gruppi provenienti da varie scuole di danza. Un’occasione unica e speciale per chi ha voglia di emergere e di mettere in pratica lo studio svolto tutto l’anno con insegnanti e compagni di danza.

Ma tu hai studiato anche recitazione? Ho frequentato un corso al Grazia Deledda di Paulilatino ed è stato per me fondamentale come arricchimento per la mia danza perché un danzatore deve anche interpretare, arrivare al pubblico. Andavamo in decentramento sia nelle scuole materne che elementari e medie e i bambini e ragazzi a loro volta venivano da noi in teatro. Erano il nostro pubblico attentissimo.  Il mio primo spettacolo teatrale è stato Pinocchio, nel ruolo della fatina ballerina e altri 3 personaggi. La seconda produzione invece è stata Lo schiaccianoci.

Qui che ruolo avevi? Ero la protagonista ma ho creato anche le coreografie facendo così “danzare”anche i colleghi attori. La regia era di Aldo Sicurella. Abbiamo poi portato lo spettacolo in tournée anche nella penisola

Quante belle esperienze. Sei veramente poliedrica: danzatrice-attrice, conduttrice, coreografa, creativa, autrice televisiva!  E’ vero, il nostro lavoro è complesso e ha bisogno di grande apertura verso tutte le forme d’arte, non esiste una senza l’altra!

Ma non finisce qui. Tu sei stata anche testimonial di tanti eventi e per tante aziende. Ne ricordi una in particolare?  Si. In occasione della Sagra del Redentore, nel 2001, un fotografo, Donato Tore,mi notò. Mi aveva già vista e fotografata qualche sera prima sul palcoscenico dell’anfiteatro di Nuoro mentre danzavo nello spettacolo “il suono delle stelle”con l’orchestra del Musicista Ivo Zoncu. Era uno spettacolo ispirato alla storia della Sardegna e ai suoi nuraghi. Mi fece 100 foto e poi mi disse: “ti chiamo per dartele”. Mi chiamò dopo tantissimi mesi con la bella notizia che avevano scelto me come immagine dell’ anno successivo! Per me è stata un emozione unica e ringrazio tantissimo ancora l’ amministrazione comunale per questo.

Che dire, sei proprio una bella risorsa per la nostra terra di Sardegna! Hai un sito personale? Si, eccolo: http:// www.claudiatronci.it. Vorrei salutare tutti gli emigrati che mi seguono e spero continueranno a seguirmi su Videolina attraverso il sito Videolina.it

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