SOS MEOS ANGHELOS IN BOLU! LASCIARE L'ISOLA ALLA RICERCA DEL MONDO PERFETTO A LONDRA: E POI?

con mamma Anna, i piccoli Isabella e Anteo


di Anna Mandras

Anna Mandras, una cara amica di Tottus in Pari, conosciuta tramite face book, è nata a Tempio Pausania nel 1974 ultima di quattro figli. Residente ad Olbia sino al 1999 si è poi trasferita in Inghilterra. Ha due bambini.

‘’Mummy is here!!!’’… ‘’ The postman is here’’..

Così inizia il mio viaggio all’inverso … Mi emoziona come la prima volta quando il mio bambino di soli 4 anni aspetta ogni giorno, alla stessa ora, l’arrivo del postino e di quelle cartoline colorate con canguri e koala provenienti dall’Australia. La trepidazione con cui mi chiede di leggere e di spiegargli che in un paese lontano vivono i nonni paterni. Così anche io ho vissuto quella stessa emozione, quando a soli 9 anni mia sorella partì per Londra in Inghilterra.  Ricordo ancora, come ogni giorno all’ora di pranzo, si sentiva in lontananza il motorino Piaggio del postino, che riponeva come era sua consuetudine le lettere nella cassetta della posta.  Ma solo quando citofonando diceva: ”c’è posta da firmare’’. Sapevo che quelle missive di carta velina, con i bordi stampati a strisce blu e rosse e  l’inconfondibile francobollo della Regina erano finalmente giunte a destinazione. Mi precipitavo giù per le scale e rimembro ancora la contagiosa emozione di mia madre nel vedere quelle lettere e il suo  gesto di asciugarsi le mani nel grembiule, afferrarle e rinchiudersi nella sua stanza per leggerle. Ed io dietro la porta aspettavo in ansia novità o meglio foto di mia sorella. Inizia in quel momento a crescere dentro di me il desiderio di conoscere ed esplorare questo mondo …

Mia sorella ritornò dopo pochi mesi, dimagrita, pallida e con uno strano taglio di capelli: era il tempo dei Punk e dei Dark.. Passano gli anni e col tempo germoglia fortissimo dentro di me la necessità di evasione … Non ho le idee chiare di cosa fare da ‘’grande’’..Voglio solo viaggiare..

Aspetto con trepidazione i miei 20 anni e il desiderio di avere una casa mia e soprattutto un lavoro.. Fino a quel momento ho vissuto in un piccolo paese della Sardegna, dove tutti si conoscono quasi in gabbia.. Ultima di quattro figli, i miei fratelli dopo l’università iniziano a lavorare, sposarsi e farsi una famiglia.. Io dentro di me sono sempre più confusa e ribelle, ma ..ad una cosa ambisco con tutta l’anima: lasciare la Sardegna che mi sta stretta per poter fare le mie esperienze ed esplorare quel mondo affascinante che ho conosciuto solo attraverso le immagini e i racconti di mia sorella fatto di bus rossi a due piani, taxi neri ..il Big Ben … in una parola LONDRA!!

Non riesco a pensare alle difficoltà della lingua o ai possibili disagi sociali..Voglio partire! Dopo un’estate a lavorare duramente, risparmio i soldi necessari per il viaggio e per sopravvivere i primi mesi nell’attesa di trovare un lavoro e un alloggio.

31 ottobre1998:  questa la data storica. Con l’ultimo volo della Meridiana, lascio la Sardegna destinazione Londra.

Sono anni complicati, lavoro tantissimo.  La metro ogni mattina trasporta milioni di persone verso l’occupazione e la scuola. Si lavora e si frequentano le lezioni e ci si confonde con la gente. Mi educo in un sistema organizzato quasi oppressivo..Gli anni trascorrono tra lavoro, studio, viaggi. E poi la nuova svolta decisiva quando raggiungo il compimento massimo che una donna possa desiderare nella vita: divento mamma di due bellissimi bambini quali Anteo e Isabella. E adesso alla soglia dei 40 anni penso all’inverso a quella data e mi domando se non fossi mai partita..Che tipo di vita avrei fatto? E’ strano solo adesso che sono diventata mamma mi sono riappropriata di quella ‘’sardità matriarcale’’ che era latente dentro di me., ma non ho mai avuto l’occasione di mostrare. Agli usi e costumi, ai modi di fare riservati e orgogliosi che solo I sardi riescono a manifestare, e a quella generosità che  fa parte del nostro DNA..

Oggi quando rientro in Sardegna per fare visita alla mia famiglia, il ‘’rituale’’ si ripete. Mi madre ci aspetta alla cima delle scale, si asciuga le mani nel grembiule. I miei bambini le vanno incontro con le braccia aperte … e penso.. SOS MEOS ANGHELOS IN BOLU ( I miei angeli in volo).. Vedo, ogni giorno di più nei miei figli il coraggio e la forza di mia madre.. Anche se parlano due lingue diverse, loro comunicano con il cuore.. E così quando parlo con mia madre, vedo gli occhi di mio figlio che dice ‘’don’t worry everything going to be ok’’.. Non preoccuparti tutto andrà bene!

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2 commenti

  1. Licia Pinna (Alessandria)

    l’ho letto tutto d’un fiato con grande emozione e sentimento….

  2. Davvero grazie per il tuo articolo, si legge bene!lo
    trovo interessante, thanks

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