L'ORGOGLIO DI UN SASSARINO, PORTATORE DI SARDITA': VINCENZO CANNOVA E LE SUE LAUNEDDAS

Vincenzo Cannova è il terzo da sinistra

di Carola Onnis

Vincenzo Cannova, classe ’79, originario di Barumini, risiede da vent’anni a Sanluri. Da più di dieci è suonatore di launeddas e partecipa a tutte le manifestazioni più importanti della Sardegna. Insegna l’arte del suo strumento in ben due scuole e in particolare è da diciassette anni che fa parte della banda musicale della Brigata Sassari: sono state proprio le sue launeddas ad aver emozionato maggiormente alla festa della Repubblica tenutasi a Roma il 2 giugno.

Quando e com’è nata la passione per le launeddas? La mia passione per is launeddas nasce in famiglia, mia madre e mio padre si sono conosciuti nel gruppo folk. Mio padre tra l’altro è cantadori, quindi l’ambiente adatto per conoscere musiche e suoni della nostra isola, dove is launeddas sono lo strumento che per sonorità e tradizione ci identifica nel mondo.

Chi è stato il tuo maestro? Io sono stato allievo di Bruno Loi, di San Gavino, a sua volta allievo diretto di Dionigi Burranca, di Samatzai, ultimo grande maestro ed esponente massimo della scuola di Launeddas del Campidano, che con i suoi cinquecento anni è la più antica della Sardegna.

Da quanti anni fai parte della Brigata Sassari? Sono al 17° anno con la Sassari, dove ho svolto sempre l’incarico di musicante nella banda musicale della Brigata Sassari. In banda suono il corno e da qualche anno pure is launeddas.

Che cosa hai provato per la festa della Repubblica quando hai suonato con il tuo strumento? La Brigata Sassari è l’unica unità dell’esercito italiano a essere alimentata quasi nella sua totalità da uomini e donne provenienti dalla Sardegna, usi e costumi si mescolano fra loro dando alla brigata l’impronta della gente di Sardegna. La coesione e la fierezza sarda si può capire dal motto “sa Vida pro sa patria “ e dall’urlo “forza Paris” che riecheggia in tutto il mondo, dove i Sassarini sono chiamati ad operare; ecco perché suonare e cantare Dimonios per le vie di Roma, al cospetto delle più alte cariche dello stato, non è un semplice marciare ma è un messaggio importante che la Sardegna tutta vuole dare: un segno di appartenenza. C’è da aggiungere oltretutto che la Sassari è l’unico reparto dell’esercito a poter cantare e suonare il proprio inno. Perciò qual è lo strumento che più delle Launeddas ci identifica nel mondo? Il connubio fra canto sardo e dialetto è stato qualcosa di unico, solo a pensarci mi vengono i brividi… Sono stato il primo a suonare is launeddas nella banda e per il presidente della repubblica e i ministri schierati; non smetterò mai di ringraziare chi mi ha permesso questo, in primis il mio capo musica e il generale comandante.

Quanto conta per te l’essere sardo? In Sardegna essendo un’isola o ci nasci o ci vieni per scelta in quanto il mare ti crea dei confini sia naturali sia culturali. Ecco perché una lingua diversa, costumi tradizionali splendidi, canti e musiche uniche. Io mi sento “portatore di sardità”, essere sardo per me significa proprio questo: tramandare la nostra cultura in “casa” e fuori dai confini isolani. Significa andare fieri e orgogliosi di far parte di un popolo unico! Questo è Vincenzo Cannova. L’orgoglio sardo in persona, che mi lascia con una frase che ha veramente tanto su cui riflettere: “Chi non vive con il ricordo del passato ha poche speranze per il suo futuro”. Quindi grazie Vincenzo. Grazie a tutti voi Dimonios per i sacrifici che fate ogni giorno avendo scelto questa vita e grazie perché portate alto il nome della nostra isola in ogni dove.

3 risposte a “L'ORGOGLIO DI UN SASSARINO, PORTATORE DI SARDITA': VINCENZO CANNOVA E LE SUE LAUNEDDAS”

  1. L’ho girato a Paolo Vacca e ora è sulla pagina Con la Brigata Sassari in Afghanistan 🙂

  2. Inconsciamente abbiamo riportato la tradizione millennaria degli "Aulos" dell’antica Grecia . Daltronde solo i Sardi sono depositari di questa tradizione. Le similitudini sono stupefacenti.
    L "Embaterios Aulos" era la varietà di (launeddas) usate nelle marce militari,quelle che precedevano i guerrieri Spartani in campo di Battaglia. I "Partenios Aulos" avevano un suono più alto. I "Titiro Aulos " dei pastori erano identiche alle nostre launeddas.
    In rispetto alla storia la prima fila della banda dovrebbe essere interamente formata dalla launeddas .

Rispondi a Vitalia Mascia Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *