RAPPORTO CNA: IN 4 ANNI PERSI 6MILA ADDETTI E 3.200 AZIENDE. PER L'ARTIGIANATO IN SARDEGNA E' CRISI NERA


Le imprese artigiane rischiano di essere inghiottite nelle sabbie mobili di una crisi che sembra non voler concedere tregua. Negli ultimi 4 anni nell’Isola hanno chiuso i battenti 3200 aziende, di cui 1045 nel 2012. Tra il 2009 e lo scorso anno, il settore artigiano ha perso 6 mila addetti. Il 60 per cento delle imprese, sempre nel 2012, ha subìto un crollo su produzioni, ordini e fatturato, che nel 2011 aveva interessato il 48 per cento delle aziende. Assume tinte sempre più scure la fotografia emersa dal quarto rapporto congiunturale sulle imprese artigiane in Sardegna, presentato a Cagliari. I dati, illustrati durante un convegno della Cna regionale, sono frutto di un’indagine che ha preso in esame 700 aziende sarde. «Il rapporto», spiega Francesco Porcu, segretario regionale Cna, «riflette una condizione di straordinario disagio. Siamo arrivati a un punto di non ritorno e di rottura. I dati che riguardano produzione, ordini e fatturato sono tragicamente pesanti. Registriamo una stretta creditizia che riguarda la quasi totalità delle imprese, soprattutto quelle più piccole».

Le speranze affidate alle risorse regionali si sono rivelate un miraggio. Il presidente della Cna sarda, Bruno Marras, non risparmia attacchi verso «una manovra Finanziaria deludente, infarcita di ipotesi di intervento, di scarsa efficacia e di dubbia utilità, dal timbro spiccatamente assistenziale che strizza l’occhio alla disperazione sociale, non in grado di svolgere alcuna utile funzione anticrisi né di sostenere, come necessario, lo sforzo del sistema produttivo in una fase recessiva così drammatica».

Tra gli interventi, anche quello del segretario regionale dimissionario della Cgil Enzo Costa che lancia un monito: «Nel momento in cui si scrive una manovra finanziaria e non si hanno sufficienti risorse, si dovrebbe dare priorità alle riforme che permettono, ad esempio, di superare i problemi burocratici». Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giampaolo Diana è convinto che si debba puntare su «politiche che vadano a sostegno dell’economia. Si dovrebbero trovare strumenti necessari». Il presidente dell’Anci Sardegna, Cristiano Erriu sottolinea che «il sistema delle autonomie locali e la stessa Regione dovrebbero indicare una direzione per aiutare le imprese. In Finanziaria vedo tanti interventi inefficaci. Non c’è una regia, una capacità nell’orientare le risorse».

Al dibattito ha partecipato anche l’assessore regionale dell’Artigianato, Luigi Crisponi: «Purtroppo la Finanziaria continua a essere avara nei confronti delle imprese perché sono state cassate delle norme. Al più presto cercherò di presentare al Consiglio regionale un nuovo disegno di legge che riprogramma e ripianifica molte attività del comparto artigiano, indirizzate anche alla semplificazione burocratica».

 

Una risposta a “RAPPORTO CNA: IN 4 ANNI PERSI 6MILA ADDETTI E 3.200 AZIENDE. PER L'ARTIGIANATO IN SARDEGNA E' CRISI NERA”

  1. Non bastano certo due parole!
    oggi se un’azienda non ha commesse di prodoti da realizare, come può mantenere i dipendenti?
    meno lavoro per le aziende private = meno lavoro per le aziende publiche,ma se per mantenere il publico si aumentano le tasse come si può andare avanti,le aziende hanno meno € e il circolo vizioso aumenta, si va sempre più in basso sino alla rivoluzione,andando in basso rapidamente,in seguito ci sarà per forza la ripresa, ma a quale prezzo?Se invece si elimina la non poca corruzione imediatamente le cose andranno ben diversamente .( la soluzione per l’evasione fiscale):partendo da gli stipediati,andando a pagare subito il 30% ,quando spendono si faranno fare per forza lo scontrino fiscale,conservandolo e giustificando a fine anno l’importo tramite comercialista denuncia del redito.quindi i commercianti o artigiani e abusivi non potranno evadere niente intanto le tasse non dovrebero superare mai il 30% altrimenti e il caos ma se pagano tutti le cose andrebbero molto bene , chi lo dice a chi prende una marea di soldi? nel pubblico, anche i politici dovrebbero avere uno stipendio normale ma se amministrano bene come aumenta l’entrata automaticamente ci saranno più € in cassa , se diminuisce c’e ne saranno di meno ,mi sembra giusto,devono giostrarsi il 30% e farlo bastare, così come fanno tutte le imprese.Tutti si lamentano per le imprese che fanno molti soldi .ma l’impresa produce molti posti di lavoro che senza i soldi non sarebbe possibile, fategli pagare il giusto e le cose andranno meglio, se si incassa 10000 € le tasse saranno 3000-se incassa 1000000 le tasse saranno 300000.tanto sfrutando al massimo prima o poi si otiene o . scusate gli errori

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