UNA PROTAGONISTA DEL MEDIOEVO SARDO: ADELASIA, L'ULTIMA GIUDICESSA DI TORRES

 
di Teresa Spano

A Sassari, e in molti comuni del nord Sardegna (Porto Torres, Burgos, Ittiri, Buddusò, Usini, Sorso, Osilo, Uri), incontriamo una via dedicata a una protagonista del nostro medioevo: Adelasia. La chiamano semplicemente per nome, come una persona di famiglia, al massimo aggiungono “di Torres”, senza il titolo che le spetta di diritto in quanto giudicessa (Juguissa) del regno di Torres e Regina di Sardegna. A Cagliari, e nel comune di Sant’Anna Arresi (CI), troviamo invece la più formale via Giudicessa Adelasia, ma sono luoghi in cui Adelasia non è mai vissuta. Nella Sardegna medioevale il Regno (Logu, in sardo) o Giudicato di Torres, chiamato anche Logudoro, era uno stato sovrano e indipendente che comprendeva approssimativamente le attuali province di Sassari e Nuoro e una parte della provincia di Olbia Tempio. Confinava a est con il Giudicato di Gallura e a sud con quello di Arborea e in piccola parte con il Giudicato di Cagliari. I giudicati avevano un monarca, denominato Giudice e un consiglio (Corona de Logu). Adelasia, nata attorno al 1205, visse nella prima metà del XIII secolo e fu l’ultima giudicessa del regno di Torres: con la sua morte si estinse anche il Giudicato. Il padre di Adelasia, Mariano II, spinto dal papa Onorio III e appoggiato dai genovesi, aveva dichiarato guerra contro le armate pisane che, capitanate dal loro console Lamberto Visconti, avevano sottomesso il giudicato di Cagliari e occupato il giudicato di Gallura. Mariano, sconfitto, fu costretto a scendere a patti e Adelasia, al tempo giovanissima, acconsentì di buon grado al matrimonio con Ubaldo Visconti, figlio di Lamberto e signore del giudicato di Gallura. In tal modo fu siglata la pace tra le due fazioni e fu garantita la salvezza al Logudoro. Il papa, contrario all’unione e preoccupato dell’eccessivo potere dei pisani, inviò immediatamente il suo cappellano per annullare il matrimonio, ma senza successo. Le nozze furono celebrate nella Basilica della SS Trinità Saccargia, la più importante chiesa del giudicato di Torres. Nel 1232, alla morte di Mariano, il regno di Torres passò al fratello di Adelasia, Barisone III, che aveva appena dieci anni e che morì nel 1236 a Sassari durante una rivolta popolare. Adelasia divenne giudicessa di Torres. Prima di morire, Mariano, aveva infatti disposto che, se Barisone fosse morto senza figli, il regno dovesse passare a una delle sue sorelle, e i nobili della Corona de Logu elessero Adelasia all’unanimità. Papa Gregorio IX, preoccupato del potere dei Visconti, chiese il riconoscimento della signoria feudale sul giudicato e sui possedimenti che appartenevano per diritto ereditario ad Adelasia, sia in Sardegna che in Corsica. Nel palazzo regio di Ardara, alla presenza dell’abate e dei camaldolesi del monastero della S. Trinità di Saccargia, Adelasia prestò giuramento di vassallaggio e di fedeltà al papa.Ubaldo, confermato l’atto della moglie, riconobbe l’autorità della chiesa sul Logudoro ma non sul giudicato di Gallura, ma poco dopo si ammalò e morì nel 1238. Adelasia, vedova senza discendenza e ormai trentenne, divenne anche Giudice di Gallura: avendo unificato, sotto il suo regno, il territorio di due Giudicati su quattro, in quegli anni fu la sovrana più importante dell’isola. Rifiutato il matrimonio con Guelfo dei Porcari, persona gradita al papa, Adelasia sposò il giovanissimo Enzo, figlio naturale dell’imperatore Federico II di Svevia che, per l’occasione, istituì il Regno di Sardegna. Il matrimonio si celebrò nella chiesa di Santa Maria del Regno, ad Ardara, sita accanto alla Reggia, e i due sposi divennero re e regina di Sardegna. Il Papa Gregorio IX, infuriato nel vedere l’isola sottratta alla sua influenza, scomunicò Adelasia e il marito Enzo, in quanto la Sardegna era stata promessa in successione al papa dalla stessa Adelasia. Il secondo matrimonio di Adelasia fu sfortunato. Enzo preferì dimorare per conto proprio in un palazzo di Sassari tuttora esistente e iniziò a maltrattare la moglie e a sottrarle tutti i poteri, finché non la rinchiuse nel castello di Burgos. Nel 1239 Enzo abbandonò la Sardegna per combattere al fianco di Federico II e non ritornò più nell’isola. Adelasia, nel 1246, ottenne dal Papa la revoca della scomunica e il divorzio dal marito per abbandono del tetto coniugale e adulterio. Da quel momento si ritirò, stavolta volontariamente, in completo isolamento nel castello di Burgos, lasciando il regno in balia dei vicari giudicali che lo smembrarono e se lo spartirono. La Regina di Sardegna finì i suoi giorni nella più completa miseria. Adelasia morì nel 1259, poco più che cinquantenne; nel suo testamento indicò come erede la Santa Sede, ma ormai il suo patrimonio era stato completamente dilapidato ed il Giudicato di Torres fu spartito tra i Doria, i Malaspina e gli Spinola. Le sue spoglie si trovano probabilmente ai piedi dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria del Regno di Ardara.

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