INTERVISTA A PAOLO MILANI: INCONTRO A CAGLIARI CON UN MASTER CHEF INTERNAZIONALE

Paolo Milani

di Gian Piero Pinna

Paolo Milani, è un personaggio notissimo nel panorama gastronomico internazionale ed è uno dei Master chef  più apprezzati che abbiano operato in Sardegna. Sposato con una sarda, quando non è in viaggio per il mondo, risiede in quel di Pula. Esperto nell’organizzazione del catering hotel e nella ristorazione, possiede un invidiabile background professionale. La sua formazione comincia nella prestigiosa Scuola alberghiera di Abano Terme, quindi si butta nell’agone professionale e inizia il suo peregrinare nei più prestigiosi alberghi d’Europa, a partire dall’hotel Palace di St. Moritz e l’hotel Villa d’Este sul lago di Como. Dopo aver maturato una discreta esperienza, fa il salto di qualità e transita nelle prestigiose strutture della catena Hilton, per poi passare in quelle della Trust House Forte Hotel, dove arriva ai massimi livelli della carriera, diventando chef executive. Nella prestigiosa catena alberghiera inglese, per oltre 30 anni gestisce il controllo e la pianificazione dei vari ristoranti etnici e dei vari buffet internazionali, del Forte Hotel Village di Santa Margherita di Pula e diventa anche coordinatore e creatore di ristoranti italiani all’interno degli Hotel più prestigiosi nel mondo (Sandy Lane Barbados, George V di Parigi, Hotel Eden di Roma. Nel 1990, viene premiato come migliore chef dell’anno dalla Compagnia Italiana del Turismo (CIT ), viene anche eletto presidente regionale degli chef sardi e vice presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi.

Dal 2005, si fa promotore del gruppo chef di Sardegna costituito insieme a un centinaio di prestigiosi chef professionisti; viene eletto presidente e  promuove la crescita professionale dei giovani, portando idee di innovazione e creatività per far conoscere il gusto e i sapori dell’Italia regionale nel mondo. Nel 2010 – 2011, diventa Consulente Food & Beverage del Gruppo Omnia Privilege Hotels, mentre attualmente lavora per un consorzio di aziende agro-alimentari specializzate nell’esportazione di prodotti altamente qualitativi per il mercato americano e canadese.

Gli chiediamo a bruciapelo quando ha cominciato e perché ha scelto la carriera di chef? Dopo aver conseguito la licenza della scuola media inferiore, è nata in me la passione per i fornelli e così mi sono avvicinato al ristorante del paese, dove ho iniziato a praticare i primi rudimenti della cucina. Mi piacque e decisi di iscrivermi alla Scuola Alberghiera di Abano Terme, dove dopo i tre anni professionalizzanti, entrai nel mondo dell’hotelerie.

Chi sono stati i tuoi maestri e chi ti ha maggiormente influenzato nella tua formazione professionale e perché? Il mio primo maestro di cucina è stato Francoise Peroni, un grande chef e professionista del settore che ho avuto all’Hotel Villa d’Este e al Palace hotel di St.Moritz, ma il maestro di cucina che ha cambiato la mia tecnica di lavoro e mi ha aiutato a farmi strada nel mondo della gastronomia, è stato Gualtiero Marchesi.

Come vedi la situazione turistica attuale? Il turismo ha avuto uno sviluppo enorme nel mondo e per attrarre sempre più nuovi clienti, deve proiettarsi alla ricerca di servizi selezionati e curati nei dettagli.
Quali sono le possibilità di sviluppo del settore food & beverage e che consigli daresti a un giovane che vuole intraprendere una carriera in questo ramo? Sono molte le possibilità di lavoro in questo settore e in modo particolar nel ramo del food & beverage, per questo dico ai ragazzi di entrare nel
mondo alberghiero, facendo esperienza in tutti i settori, per poter arrivare a diventare dei dirigenti capaci e preparati.

Di che cosa ti occupi attualmente e che programmi hai per il futuro? Attualmente mi occupo di consulenza per una azienda di catering e servizi nel mercato Brasiliano e in quello Russo. Le mie varie esperienze maturate all’estero, congiuntamente al costante contatto con il mercato mondiale, mi hanno fatto capire che oggi la Sardegna e l’Italia, possono dare ancora molto e possono aprire frontiere ancora a noi sconosciute, ma ricche di opportunità.

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