A CABRAS IL 21 MARZO, AL CENTRO POLIVALENTE LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI DON GIUSEPPE PANI "LA GIOIA DELL'EROS"


di Gian Piero Pinna

Il 21 marzo alle 18,30, a cura dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Comunale, nel Centro polivalente di via Tharros a Cabras, ci sarà la presentazione del libro “La Gioia dell’Eros”, di don Giuseppe Pani. Dialogherà con l’autore, Santina Raschiotti.

L’ultima opera di don Giuseppe Pani, “La gioia dell’eros. Corpo e desiderio nella Chiesa”, Iris edizioni, Oliena (NU) 2012, pp. 220 (15 euro), affronta una tematica considerata ancora difficile dai cattolici, “beninteso per quanti non conoscono gli sviluppi del pensiero teologico dopo il Concilio Vaticano II”, spiega l’autore, che tra l’altro è anche, docente stabile di Teologia Morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari, che per scrivere quest’ultima sua fatica, si è avvalso anche delle ampie ricerche effettuate per i suoi corsi di Teologia morale sessuale e familiare e di Teologia del corpo,non disdegnando le esperienze di vita vissuta nel suo incarico di Parroco di Sant’Andrea Apostolo a Villanova Truschedu, delineando in questo modo un quadro esauriente ed avvincente del tema trattato, suddividendolo in quattro capitoli: ,“Il corpo che noi siamo”, “Corpo, eros e Rivelazione”, “Eros e Cristianesimo” e “Per una spiritualità dell’Eros”.

Come si evince chiaramente dai capitoli del libro, Don Pani affronta temi complessi come il dualismo tra il corpo e l’anima, il significato e l’importanza della corporeità a partire dalle pagine della Bibbia, il senso del desiderio e le sue adulterazioni, sia nelle forme dell’esaltazione sfrenata dell’erotismo, che in quelle contrapposte del suo svilimento, ad opera anche di certi ambienti ecclesiali.

Già alla sua terza fatica letteraria, il giovane sacerdote tonarese, non è un autore fuori dal coro ecclesiale; semplicemente reinterpreta con originalità alcune correnti teologiche sempre più presenti nel contesto cattolico. All’interno dell’opera, infatti, sono costanti i riferimenti alle note catechesi di teologia del corpo di Giovanni Paolo II e al concetto di eros sviluppato da Benedetto XVI nella sua enciclica Deus Caritas Est. «Possiamo paragonare la componente sessuale all’acqua, che si trova alle radici di una splendida vite e il mondo interiore della coppia: affetti, tenerezze, speranze, ecc. – spiega don Pani – con il succo d’uva prodotto dalla pianta. L’acqua è buona in sé e fondamentale, ma se rimane sul terreno finirà per imputridire. Deve essere necessariamente assorbita dalla pianta; deve essere elevata per far parte della vite e penetrare nell’uva. Allo stesso modo, l’attrazione sessuale deve essere inserita nel mondo interiore della coppia e del suo percorso verso l’Eternità. Afferma il Papa emerito Benedetto XVI. Sì, l’eros vuole sollevarci in estasi verso il Divino – commenta ancora don Pani – condurci al di là di noi stessi, ma proprio per questo richiede un cammino di ascesa, di rinunce, di purificazioni e di guarigioni”.
Lungo i quattro capitoli si dipana un’analisi rigorosa ed originale, che travolge molti luoghi comuni ancora oggi assai diffusi tra credenti e non, affascinando il lettore, anche nei passi più difficili e ricorrendo spesso a un’ampia contaminazione di genere musicale, cinematografico, letterario, artistico che arricchisce i contenuti senza però assolutamente distrarre, come i titoli di alcuni paragrafi: “Colazione da Tiffany per Adamo ed Eva”; “Il Cantico dei Cantici e Hugh Grant”; “Da Dante a Will Smith”.

Se nel suo precedente lavoro, I buchi dell’anima, giocava con la musica leggera, in quest’opera sono svariate le incursioni nelle scene tratte dai film per “chiarire” alcuni concetti teologici, come nei dialoghi di C’era una volta in America, La leggenda di Bagger Vance, Footlose, Sotto accusa, Scrivimi una canzone, City of Angels, Hitch – Lui sì che capisce le donne, Modigliani- I colori dell’anima, Le onde del destino e tanti altri.

Interessante anche l’introduzione, che offre la possibilità di chiarire argutamente la genesi dell’opera e di fare qualche garbata polemica, anticipando le probabili obiezioni e critiche, per lo più pedanti e scontate che potrebbero arrivare. Il libro si chiude con la postfazione di Luciana Putzolu, docente di Lettere nel Liceo A.Volta di Ghilarza, che ne sintetizza mirabilmente il messaggio di fondo anche attraverso l’opinione di tre sue studentesse: “Nel lavoro di Don Pani – dice la Putzolu – sono tante le suggestioni e le risonanze: un saggio sull’amore, ricchissimo di riferimenti a teologi, filosofi, poeti e artisti, ma anche un libro che interroga l’anima e ti riporta alle origini e all’essenza del tuo essere. La sua intuizione nasce dalle stesse certezze di questo libro: dal modo di essere amore e di vivere l’amore dipende la nostra realizzazione di esseri umani. Dall’armonia tra anima e corpo dipende la nostra estasi, dalla sua assenza la nostra mortificazione. So che l’intento dell’autore è quello di raggiungere tutti ma soprattutto i lettori giovani. La scuola non basta, spesso la famiglia non c’è, con chi e come i nostri giovani imparano ad amare? La Chiesa, anche intesa solo come istituzione educativa, dov’è? La gioia dell’eros è un libro che può indicare una strada, quella dei cercatori dell’amore vero”, conclude la docente.

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