UNA STORIA DI EMIGRAZIONE RACCONTATA A CINISELLO BALSAMO: VIVERE LE PROBLEMATICHE DELLA DIASPORA ATTRAVERSO IL DIARIO DI UN BAMBINO

nella foto la giovane autrice del racconto

di Rebecca Razzoli

Razzoli Rebecca nata a Monza (MI) il 30.12.1993, figlia di Valter nato a Sassari (SS) il 3.10.1957  del Circolo A.M.I.S. di Cinisello Balsamo (MI).

Questo è  lo  stralcio di diario scritto da un bambino sardo che vive l’esperienza dell’emigrazione negli anni 60, le sue impressioni, i suoi sentimenti, le sue speranze… Costanzo è un ragazzo di 10 anni nato in un paesino in provincia di Sassari. Ha due sorelle e un fratello. Il padre, Giovannino, lavora saltuariamente come artigiano, costruisce arnesi da lavoro e la madre fa le pulizie  a servizio di una famiglia benestante di Sassari .Costanzo è un bambino un po chiuso e non ha molti amici, a parte Benito suo vicino di casa e compagno di scuola; si trova così a  “raccontare”  le sue giornate, le sue paure e i suoi sentimenti, ad un diario che gli è stato  regalato.

18 settembre 1965  ore 7,30

Mi sono svegliato presto , come spesso succede a causa del cattivo odore proveniente dal pascolo del pastore URRU, proprio vicino a casa nostra!

Oggi  mio babbo è particolarmente  euforico, ancora non ho capito perché!

Continua a  parlare e dire che conoscerò cose nuove, andrò in  una scuola nuova, lontana, conoscerò nuovi amici ….. quando gli chiedo spiegazioni però non risponde è anche un pò triste…

19 settembre 1965

Stamattina in casa c’è un pò di confusione, mia madre e le mie sorelle, vanno avanti e indietro portando scatoloni; c’è anche zia Salvatorica che aiuta e piange… bòh!…

Decido di andare a rivedere la mia scuola visto che mi dicono che quest’anno la cambio. Vado a piedi come al solito, la nostra casa è fuori dal paese, in campagna, devo camminare per circa 20 minuti, ma mi piace!

Nel tragitto, come sempre, passo davanti all’ovile di zio Gavino, quando c’è mi saluta sempre e se sta preparando la ricotta o altro ,mi chiama per darmene un po’ “ Costà  beni inoe”…

Questa mattina cammino piano fa ancora caldo , respiro profondamente e mi accorgo che  passando vicino a grandi cespugli di piante basse, esce un profumo intenso, non ci avevo mai fatto caso…. Mamma mi ha detto che hanno dei nomi  si chiamano mirto, asfodelo, lentisco e questo profumo nell’aria mi piace molto.

Sicuramente per andare nella nuova scuola dove andrò ,ci saranno profumi ancora più buoni! Sono sicuro, babbo mi ha detto che sarà meglio.

Arrivo davanti alla scuola è ancora chiusa perciò è deserta e silenziosa, la guardo ancora un’ ultima volta, ci giro intorno e faccio ritorno a casa.

19 settembre sera

Stasera babbo ci porta in paese e siamo contenti. Lui deve parlare di certe cose con amici e si trovano al bar di Antonello  e c’è il televisore possiamo guardare carosello!

In paese incontro dei miei compagni  che mi salutano e mi dicono che hanno sentito dai grandi che ce ne andiamo in continente.

Al bar il televisore è acceso guardiamo carosello e poi con sorpresa  su rai 2 parlano della sardegna, fanno vedere la sfilata dei mammuntones di mamoiada  e poi fanno vedere la sfilata della brigata sassari accompagnata dall’inno; noi bambini siamo orgogliosi così anche in continente vedono cosa si fa in sardegna!

22 settembre

Stamattina al risveglio in casa mia c’è molta confusione, ci sono scatoloni ovunque.

Mamma mi annuncia  che stasera partiamo in nave e andiamo a vivere  in provincia di milano.

Subito prendo la cartina del mio libro di geografia per vedere bene dove si trova e una strana eccitazione incomincia a pervadermi…..

Chissà che bello!! Chissà quante cose nuove e chissà che belle case ci saranno vicino a milano!!…….

E poi il viaggio in nave  non ci sono mai stato!! Il mio paese è Sennori, e per andare a prendere la nave dovremo andare a Porto Torres, non è molto lontano, ci imbarchiamo con tutti i nostri bagagli….anche se mi dispiace lasciare la casa qui in paese e il mio amico più caro….. ma sono adesso felice di andare a Milano!

22 Settembre  sera

Al porto zia Salvatorica che ci ha accompagnato, piangeva molto nel salutarci.

La  nostra nave è grande immensa…siamo partiti.

Vedo la terra che piano piano si allontana . Mio babbo ci fa vedere che dal mare si vede bene il nostro paese,  le sue luci insieme a quelle del vicino paese di Sorso, formano come delle ali di farfalla poggiata sulla collina  è un bello spettacolo. All’interno ci indicano che  per le nostre cuccette dobbiamo andare in terza classe, in terza classe? Ma io non capisco io devo andare in quinta ! boh!

Iniziamo a scendere, scendere.. non finiscono più questi scalini e finalmente arriviamo in questa famosa terza classe dove dormiremo.. sono stanzoni enormi pieni di letti a castello, divisi donne e uomini. Noi bambini possiamo restare con mamma meno male… il mio letto è in alto e vedo che sono quasi a contatto con le tubature del soffitto.Siamo in mare ormai da qualche ora ed è iniziato un temporale, il mare è diventato mosso e la nave inizia a  ballare  molto. Alcuni bambini piccoli in fondo allo stanzone  piangono e non si riesce a dormire; ad un certo punto uno di loro inizia a vomitare, l’odore acre si diffonde e questo provoca un’epidemia a catena, tutti stanno male..

23 Settembre mattino

Mi sveglio nella mia cuccetta attaccata ai tubi, abbiamo dormito pochissimo, che brutto viaggio!

Con mamma saliamo sul ponte, sulle panchine umide e per terra, molte persone si stanno organizzando per mangiare, si sente odore di salsiccia e formaggio ovunque…. due ragazzi nell’attesa giocano alla morra e una donna anziana  vestita di nero, accucciata a terra canta una melanconica canzone in sardo….

Siamo molto stanchi il viaggio è lungo ma io sono contento perché vedo avvicinarsi le luci del continente!

28 Settembre 1965

Siamo arrivati da cinque giorni, siamo in un paese  non molto lontano da milano.Qua le case sono chiamati palazzi e sono alte, ma dentro sono piccole, molto piccole… io mi aspettavo una casa più bella di quella lasciata a Sennori invece siamo in sei  in due stanze e  abbiamo solo i letti non abbiamo altri i mobili!…

Babbo ha iniziato a lavorare in una grande azienda di milano, ha detto che ora il lavoro è sicuro e continuativo, mi ha detto che fanno le gomme per le automobili. Anche mamma ha trovato da alcune signore a stirare e pulire; domani ci arriveranno dei mobili usati e forse inizieremo a stare meglio!

Abitiamo in un quartiere dove ci sono tante altre famiglie provenienti da varie regioni del sud, ci chiamano emigrati, io non so ancora bene cosa significa questa parola….

6 ottobre 1965

Ho iniziato da pochi giorni ad andare a scuola, la quinta elementare, ma non mi trovo molto bene.

Nella mia classe i bambini hanno delle belle casacche nere corte con un piccolo fiocco, io invece ho il mio grembiule che usavo in sardegna, nero lungo fino sotto le ginocchia, con un grande fiocco e mi sento un po a disagio perché mi guardano tutti.

Alcuni ridono quando parlo perché dicono che sbaglio le doppie….. la maestra però mi ha accolto bene, è molto dolce non è facile siamo una classe numerosa…

Nella mia scuola ci sono anche le mie sorelle anche loro si sentono a disagio.

La scuola non è molto lontana da casa e  anche qui ci andiamo a piedi , ma non sento  più nell’aria il profumo di asfodelo e mirto che c’era in sardegna…..anzi alcune mattine c’è uno strano fumo bianco trasparente che non avevo mai visto.

Mi viene da piangere..pensavo di trovare tutto più bello invece abbiamo tante difficoltà, mi manca il mio amico i miei compagni, zia Salvatorica e zio Gavino…..mi manca anche il mare che vedevo dal paese!

Mamma mi dice  di avere pazienza perché staremo meglio, e che anche noi qui in continente troveremo lavoro e non saremo costretti a fare i servi pastori o gli agricoltori….. ci dice che torneremo in paese per le vacanze  quando chiude la scuola e magari …chissà un giorno potremo tornare a viverci………………

6 ottobre 2012

……… Sono a Milano  da ben 47 anni !  mi sono formato la mia famiglia e i figli sono ormai grandi.

Milano  ha dato tanto a me e alla mia famiglia di origine ma noi abbiamo dato tanto a Milano!

Abbiamo contribuito a farla crescere con il nostro contributo lavorativo.

Non sono mai più tornato a vivere in sardegna, ma questo non ha certo tolto l’amore per la  terra in cui sono  nato.

I ricordi  dei momenti dell’emigrazione, il distacco, il viaggio ecc. sono ancora nitidi della mia memoria e i disagi vissuti all’inizio mi hanno subito fatto capire che la realtà era più dura rispetto alle aspettative e alle fantasie di bambino.Le difficoltà  via via sono state superate dall’impegno dei miei genitori e di noi figli ,  e con  la dignità tipica dei sardi siamo andati sempre avanti.

Vivere e lavorare al nord  mi ha insegnato molte cose e  ha modellato la mia mentalità che mi accorgo ormai diversa rispetto ai parenti rimasti in sardegna, non ho più neanche la pronuncia tipica… spero però almeno da pensionato di poter tornare  per lunghi periodi dell’anno nella mia bella  regione.

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