IL VOTO IN SARDEGNA: SOPRA I QUATTRO MORI UN CIELO CON (UN MOVIMENTO) CINQUE STELLE

salvagente Grillo per il Paese?

Movimento 5 Stelle primo partito in Sardegna, dove vince, ma solo al Senato e di poco, il centrosinistra; tra i candidati spiccano alcune esclusioni eccellenti, e intanto si pensa alle imminenti regionali. Si può sintetizzare così l’esito delle elezioni politiche che in tutta Italia ha ridisegnato la geografia dei partiti politici, indicando, anche in Sardegna, un unico grande vincitore: Beppe Grillo con il suo Movimento 5 Stelle. Lo tsunami, dunque, c’è stato. Eccome. Basti pensare che, tra le molteplici città sarde in cui ha vinto, il M5S è primo partito a Cagliari, ma soprattutto a Carbonia, da sempre “roccaforte rossa” («abbiamo abbattuto Stalingrado», hanno commentato, a caldo, alcuni grillini carboniensi). E restando nel Sulcis, Grillo si impone anche a Iglesias, feudo politico dell’Udc di Giorgio Oppi, clamorosamente ridimensionato dalle urne: quarto partito, dietro M5S, Pd e Pdl. Nella provincia più povera d’Italia, va malissimo anche Ingroia (per lui nessun parlamentare), che si presentava con capilista i due combattenti delle lotte operaie Antonello Pirotto e Luigi Manca, candidati rispettivamente a Camera e Senato: il primo, a fronte di un 2,79 % regionale, ha raggiunto il 3,27, mentre il secondo ha totalizzato il 2,82%, poco sopra il dato regionale, 2,27%. M5S, insomma, è il primo partito in Sardegna, sia alla Camera che al Senato. E a parte qualche eccezione, si è imposto ovunque. Decisamente clamoroso il risultato ottenuto alla Camera: 5 Stelle raggiunge il 29,68% (oltre 4 punti in più della media nazionale), mentre l’alleanza del centrosinistra si ferma al 29,43. Molto indietro il centrodestra, che non va oltre il 23,67%. La coalizione di Mario Monti ottiene un risicato 9,42: dovrebbe farcela solo il capolista di Scelta civica alla Camera, Pierpaolo Vargiu. Dopo Ingroia, che totalizza il 2,78%, seguono le forze indipendentiste: Psd’Az, raggiunge il 2%, mentre Indipendenza per la Sardegna-Soberania di Bustianu Cumpostu e Meris di Doddore Meloni si fermano a percentuali da prefisso telefonico: 0,82 il primo, 0,63 il secondo. Quanto al Senato, il M5S si conferma prima forza, col 28,73% dei suffragi davanti al Pd, 27,48. Ma, quest’ultimo, in virtù dell’alleanza con Sel, 3,6%, e Centro democratico, 0,63, ottiene il premio di maggioranza. Il centrodestra si ferma al 25,48, con il Pdl che non arriva al 22%. Nella colazione di centrodestra, particolarmente variegata, Fratelli d’Italia raggiunge l’1,66%, mentre per tutti gli altri solo poche briciole. La lista Monti ottiene il 6,55% dei voti. A seguire, Rivoluzione civile, 2,27, gli indipendentisti (Psd’az 2,18, Indipendentisti per la Sardegna 0,88, Meris 0,65%) e la Base, che strappa lo 0,39%. Guardando al risultato ottenuto da partiti e coalizioni nelle otto province sarde, alla Camera il centrosinistra vince a Sassari, Ogliastra, Nuoro e Medio Campidano, mentre il centrodestra vince solo in Gallura, e nelle restanti province si piazza terzo. Grillo si impone a Cagliari, Oristano e Carbonia-Iglesias. Diverso il risultato al Senato: la coalizione del centrosinistra strappa cinque province, Sassari, Ogliastra, Nuoro, Medio Campidano e Oristano; Grillo si conferma a Cagliari e nel Sulcis e il centrodestra in Gallura. Per quanto riguarda gli eletti, vince il Pd, che prende quattro senatori e otto deputati. Per il Senato al M5S vanno quattro deputati, oltre a due senatori (per la prima volta nella storia della Repubblica, la Sardegna elegge una senatrice: Manuela Serra, 41 anni, insegnante di Cagliari, del M5S). Tre seggi a Montecitorio e uno a Palazzo Madama per il Pdl, mentre Sel ottiene un seggio alla Camera e uno al Senato. Infine, un deputato per Scelta civica. E a fare rumore sono anche gli esclusi eccellenti. In primis, il coordinatore regionale del Pdl e deputato uscente Settimo Nizzi, accompagnato da Fedele Sanciu, altro uscente gallurese, ma al Senato. Non c’è spazio in Parlamento nemmeno per Mario Sechi, capolista di Scelta civica al Senato, e per Giorgio Oppi, numero uno Udc alla Camera. Per quest’ultimo, tuttavia, resta la speranza di un ripescaggio in virtù del calcolo dei “resti”.

La squadra dei parlamentari sardi, inizialmente composta da 25 rappresentanti (8 senatori e 17 deputati) si arricchisce di un deputato in più. E’ il consigliere regionale Roberto Capelli (Centro Democratico). E’ stato “ripescato” dai meccanismi previsti dalla legge elettorale. Essi ammettono al riparto dei seggi rimasti, i cosiddetti “resti”, anche le liste escluse dalle soglie di sbarramento; tra queste vengono premiati coloro che hanno ottenuto i sei risultati utili più alti a livello nazionale. Ecco la squadra sarda secondo una ricostruzione che è ancora provvisoria. Saranno eletti alla Camera 8 deputati del Pd (Manuele Cani, Romina Mura, Giovanna Sanna, Lello Di Gioia, Caterina Pes, Giampiero Scanu, Francesco Sanna, Siro Marroccu), 1 di Sel (Michele Piras), 4 di M5S (Manuela Corda, Andrea Vallascas, Paola Pinna e Nicola Bianchi), solo 3 del Pdl (Mauro Pili, Salvatore Cicu e Paolo Vella), 1 per Scelta Civica (Pierpaolo Vargiu) e Roberto Capelli (Centro Democratico).  La squadra del Senato – secondo le previsioni – esce completamente rinnovata dalle urne: potranno essere eletti per il Pd Silvio Lai, Giuseppe Luigi Cucca, Ignazio Angioni, Luigi Manconi, per Sel Luciano Uras, per il Pdl Emilio Floris, per il Movimento 5 Stelle Manuela Serra e Roberto Cotti.

 

 

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