LA ORISTANO DEL PRIMO NOVECENTO CON UNA SERATA DELLA MEMORIA COLLETTIVA AL CENTRO CULTURALE UNLA: L'APPUNTAMENTO E' PER IL 19 FEBBRAIO

Oristano antica

di Gian Piero Pinna

Il 19 febbraio prossimo, nel Centro Culturale UNLA di Via Carpaccio, con inizio alle 17, a cura del Centro stesso, dell’Associazione Particorali e della libreria Mondadori, verrà evocata la Oristano del primo Novecento che rivivrà per una sera, andando a ritroso nel tempo, immergendosi nella memoria collettiva, dedicata a chi ama la sua storia e il suo divenire. Durante la serata, verranno proiettate suggestive immagini d’epoca provenienti dall’archivio fotografico di Raffaele Sanna Delogu, mentre Beppe Meloni, pubblicista di Lungo corso e autore di ben cinque volumi sulla Oristano del passato, illustrerà le fasi più salienti di questo periodo. “La città che rivedremo durante la serata, sarà la Oristano dei tempi lunghi e delle lunghe attese – dice Beppe Meloni, illustrando la sua iniziativa culturale – che sarebbe piaciuta tanto a Giannino Martinez, memoria storica del Novecento oristanese. La Oristano che si affaccia al Novecento modernista, è ancora quella che si crogiola nel risveglio nazionalitario e nella mitologia eleonoriana, con una geografia sociale, politica e amministrativa, da piccola città, dove il primo tratto distintivo è la lentezza, anche se si sente che nel suo territorio è passata la storia. La prima sterzata a 360°, Oristano la vive nel 1913, quando in una città religiosissima, affollata da preti, frati, suore e mendicanti, alla Camera dei Deputati, viene eletto il social riformista, Felice Porcella e l’anno successivo, l’avvocato socialista e massone, Paolo Loriga, diventa Sindaco. Il 18 aprile 1921, nel palazzo degli Scoloppi di Piazza Eleonora, nasce il Partito Sardo d’Azione di Camillo Bellieni ed Emilio Lussu, anche se tra i tanti aderenti al nuovo partito e alla Federazione dei Combattenti, sono in molti ad iscriversi contemporaneamente ai Fasci di Combattimento – Continua Meloni – La “Legge del miliardo”, nel pieno della crisi per il delitto Matteotti, è la prima risposta del Governo fascista alle rivendicazioni dell’Isola. Intanto nel 1924 a Seneghe, nasce il sardo fascismo di Paolo Pili e Antonio Putzolu, eletti   deputati nelle file del P.N.F. Da segnalare anche la visita in città del Re Vittorio Emanuele III, arrivato in Sardegna il 28 aprile del 1924, per inaugurare la nuova diga sul Tirso, progettata da Giulio Dolcetta. Su indicazione dell’Arcivescovo di Oristano, Giorgio Maria Del Rio, dal 18 al 25 maggio 1924, in città si svolge il Concilio Plenario Sardo, presieduto dal Cardinale Gaetano De Lai, legato a latere di Papa Pio XI. Nel 1925, il marchese Francesco De Pinedo, con l’oristanese maresciallo di aviazione, Ernesto Campanelli, effettuano la trasvolata atlantica a bordo di un idrovolante Savoia – Marchetti a scafo centrale. Durante la Seconda guerra mondiale, Mussolini visita Oristano per ben due volte, l’ultima nel maggio 1942, quando la guerra volge ormai al peggio. Il 28 giugno 1942, Oristano diventa la sede di un evento mondano eccezionale: in Cattedrale, Monsignor Contini, benedice le nozze di due sposi di guerra, il sottotenente pilota Giovanni Del Vento e la maestrina oristanese, Agnese Senes. Il fatto ottiene le pagine centrali del settimanale Eva, che pubblica un grande servizio con la foto degli sposi e l’avvenimento commuove l’Italia in guerra. Il 9 settembre 1943, si registra uno scontro armato vicino al santuario della Madonna del Rimedio, mentre sono ancora in svolgimento i festeggiamenti della Vergine. Finalmente la guerra finisce e la città si rianima e torna lo sport, i veglioni e la Sartiglia. La Oristano calcistica, si ritrova con ben tre squadre iscritte al primo campionato regionale, sono la Tharros, l’Ardita e la Stella Rossa, emanazione del partito comunista, diretta dai fratelli Loi. Il primo sindaco del dopoguerra è Davide Cova, designato dal Comitato di Concentrazione Antifascista. Di spicco anche la figura e l’opera di Giuseppe Cogoni, arcivescovo editore, che fonda Il Quotidiano Sardo, di ispirazione cattolica e contribuisce alla nascita della Democrazia Cristiana sarda. In città si svolge anche il primo congresso regionale della DC, il 28 maggio 1944. Antonio Segni ammalato, viene sostituito dal senatore Givanni Lamberti, che tiene a battesimo il nuovo partito. Da segnalare ancora la campagna di eradicazione della malaria ad opera dell’ERLAS, l’impresa di Severino Ibba con i ginnasti del De Castro, a Firenze nel 1951 e l’incoronazione della Vergine del Rimedio, avvenuta in una Piazza Roma stracolma, ad opera del Cardinale Federico Tedeschini. Infine l’accoglimento della proposta della legge Segni – Pintus, per l’istituzione della IV Provincia sarda”.

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