AL PARLAMENTO EUROPEO PER ILLUSTRARE IL CANTO TRADIZIONALE SARDO: I TENORES DI NEONELI A BRUXELLES

 

I tenores di Neoneli hanno illustrato, con il loro leader Tonino Cau, davanti alla Commissione Cultura del Parlamento europeo a Bruxelles, l’originalità e la modernità del canto a tenore, di cui sono riconosciuti e apprezzati esponenti in tutto il mondo.

Superfluo ricordare che L’Unesco nel 2005 ha inserito l’espressione polifonica del pastoralismo sardo tra i “Patrimoni immateriali dell’Umanità”. Al mondo esistono altre particolari forme canore dove la produzione vocale è simile e persino identica (come nel caso della remota repubblica di Tuva-Siberia) alle voci gutturali de su tenore (nella fattispecie sa contra e su basciu), ma i moduli canori niente hanno di paragonabile. La magia del canto a tenore è che ancora oggi esistono decine e decine di gruppi, in almeno cinquanta località dell’Isola, che praticano (esibendosi sui palchi non solo sardi) questo canto con forme e moduli canori pressoché invariati da secoli. L’origine temporale è sconosciuta e si perde nella notte dei tempi. La modernità, per quanto riguarda i tenores di Neoneli, sta fondamentalmente nei testi, che scrivono loro stessi, e che affrontano tematiche sociali dell’attualità.

I tenores di Neoneli erano a Bruxelles assieme ai dirigenti del festival internazionale Sete Sóis Sete Luas, che si svolge in undici nazioni (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Brasile, Grecia, Croazia, Capoverde, Marocco, Israele e Romania), cui è dedicata l’audizione ufficiale. In quel contesto saranno gli ambasciatori della Sardegna

 

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