CORDOGLIO NELL'ISOLA PER LA SCOMPARSA DI MARIO MEDAS: HA VISSUTO INTENSAMENTE DI TEATRO

 

Mario Medas

 
di Cristoforo Puddu

La scomparsa a 83 anni di Mario Medas, avvenuta nella tarda serata del 25 gennaio, priva il teatro sardo di una delle sue più rappresentative ed importanti figure. Nativo di Guasila, aveva fondato la compagnia “I Medas” e vissuto intensamente di teatro. Protagonista indimenticato delle trasmissioni di Radio Sardegna, dedicate al teatro in limba, aveva inventato una sua koinè che fondeva mirabilmente le parole campidanesi, logudoresi e barbaricine.

I funerali si svolgeranno a Cagliari, domenica 27 alle ore 10, nella chiesa della Vergine della Salute.

Così sull’Unione Sarda

MARIO MEDAS ERA IL PATRIARCA DELLA SCENA SARDA

IL TEATRO CAMPIDANESE RESTA ORFANO E MUTO

Se n’è andato uno dei padri del teatro sardo. Mario Medas è morto a Cagliari. Malato da tempo, ha avuto una crisi respiratoria: è stato subito trasportato all’ospedale Santissima Trinità, ma non c’è stato nulla da fare. Un grande lutto, per una straordinaria famiglia di attori e per l’intera scena dell’Isola, su cui il resta il segno inconfondibile della sua lunga attività. Mario Medas, fratello di Antonino (altra grande figura del palco sardo), nasce il 17 febbraio 1931 a Guasila. La sua carriera ventennale incomincia fin da giovanissimo. Riprendendo le orme paterne, ma soprattutto rispondendo alla grande passione della madre Rachele, fonda la compagnia “I Medas” insieme a Giacomo, Emma, Assunta Cocco Medas e Teresa Podda Medas. Sul palco, ma non solo. Diventa protagonista per Radio Sardegna della trasmissione “Antologia del teatro di Sardegna”, diretta da Enzo Parodo e curata da Roberto Olla. Nel 1990 viene chiamato dalla Cooperativa Teatro di Sardegna ad interpretare “La visita” di Giulio Angioni (suo compaesano) sotto la regia di Giacomo Colli. Nel 1993 mette in scena con la compagnia dei Figli d’Arte Medas “Lintu e Pintu”, tratto dal “Racconto di Natale” di Charles Dickens. E riadatta in sardo l’opera di Eduardo De Filippo “Amicizia”, “Amistadi” nel racconto dell’attore sardo. Nel 1994, insieme al Teatro delle Mani di Mauro Sarzi, dà vita all’operazione “Pinocchiu”, interpretando Geppetto, e portando, insieme ad Otello Sarzi (nel ruolo di Pappafogu), il sardo nelle scuole dell’Isola. E ancora dal palco ai media: si occupa della trasmissione “Sentores”, su Sardegna Uno, nella quale commenta in sardo i fatti del giorno. Mario Medas ha inventato una sua koinè, che mischia parole campidanesi ad altre logudoresi e barbaricine. Un’operazione linguistica significativa, «in linea con gli sforzi fatti durante il governo Soru per trovare un sardo unificato: un progetto poi realizzato da altri con una protervia controproducente», dice Giulio Angioni, che ha firmato la prefazione del suo libro di memorie di prossima pubblicazione. «Teneva moltissimo a questo libro e ai ricordi, alle testimonianze che oggi entrano a far parte della ricca eredità che lascia». Un uomo che Angioni ricorda anche per via di un errore: «Quello di ritenere, con il pessimismo dei vecchi, che il teatro campidanese fosse entrato nella sua fase conclusiva, quando in effetti quella grande tradizione vive un momento più ricco e prolifico che mai». Amante del sardo, Medas non ha vissuto come contraddittoria la sua italianità: in una delle ultime lettere inviate al nostro quotidiano ammise: «Non mi vergogno: mi sono commosso nell’assistere alla celebrazione televisiva dei 150 anni dell’Unità d’Italia. È stata un’unica voce e un unico grido: viva l’Italia unita!». E infine il dolore del figlio Gianluca: «Lascia un vuoto gigantesco, come se fosse finita un’era. La sensazione è quella di un’enorme mancanza, non solo del padre ma di una figura ulteriore, che ha segnato un percorso unico, un teatro che non c’è più. Noi ci siamo trovati nel percorso che lui ha tracciato e forse siamo stati irriconoscenti perché lo abbiamo superato e ci siamo allontanati. Mentre lui aveva di certo ancora molte cose da insegnare».

 

2 risposte a “CORDOGLIO NELL'ISOLA PER LA SCOMPARSA DI MARIO MEDAS: HA VISSUTO INTENSAMENTE DI TEATRO”

  1. Il teatro sardo perde un pezzo molto importante con la scomparsa di Mario Medas. Speraus chi "medas" ateros giovanes sigant is passos suos, po sighire totus cussas bellas cosas, chi Mario e sa cumpagnia sua anta sempere presentau in ogni parte ‘e Sardigna. Ai familiari le più sincere condoglianze. Pino

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