UN GIOVANE SFIDA LA CRISI ECONOMICA: ALESSANDRO COCCO E IL DESIDERIO DI CONTINUARE LA TRADIZIONE DI FAMIGLIA


di Alessandra Concas

In tempi di crisi economica può sembrare “sui generis” che qualcuno decida di intraprendere una attività commerciale con tenacia e ambizione, ma per fortuna c’è chi ha il coraggio di farlo. Alessandro Cocco, ventiquattro anni e tantissime idee innovative, supportate dall’ambizione, dalla tenacia, ma soprattutto dalla incontrovertibile decisione di proseguire una tradizione familiare che dura da quasi un secolo. Era il 1929 quando suo nonno paterno diede vita alla prima libreria, proseguirono suo padre e i suoi zii, e adesso il testimone è passato nelle sue mani, prendendo in consegna un lavoro che si tramanda di generazione in generazione. Siamo andati a trovarlo, Alessandro, e abbiamo scambiato qualche battuta con lui.

Come nasce l’dea di portare avanti questo lavoro, anche alla luce della non facile situazione economica dell’Italia in questo momento? L’idea nasce dal fatto che dopo la chiusura delle altre librerie non sarebbe rimasto niente di nostro, non accettando questo, ho deciso di rimettermi in gioco nonostante la situazione economica in questo momento non sia delle più favorevoli, ed eccomi qua.

Questa tradizione dura dal 1929, possiamo parlare di una sorta di storia familiare legata al vostro lavoro, come ebbe inizio? Ebbe inizio nel 1929 con mio nonno che fu il fondatore. Lui cominciò la sua attività dal niente, con un carro ed un cavallo, e poi da lì ebbero la luce i primi locali adibiti a punti vendita. Proseguirono mio padre e i miei zii e adesso io. Lo faccio per mio padre, per i miei zii e per i miei nonni che hanno sempre creduto in questo lavoro, nel quale anche io credo molto, e sono pronto a fare i sacrifici necessari per realizzare il mio intento nel migliore dei modi. Quando mi sono reso conto che sarebbe stato un vero peccato lasciare, ho preso in mano le redini della situazione, e la voglia di ricominciare mi ha aiutato a portare avanti il progetto apportando molte innovazioni al lavoro classico.

In un lavoro come questo che importanza riveste la divulgazione della cultura? Ritengo che questo lavoro non debba essere statico, non deve essere caratterizzato dalla semplice compravendita, ma deve rappresentare uno stimolo per le giovani e meno giovani generazioni. La cultura è molto importante, e coadiuvato da alcuni amici scrittori, ho deciso di proporre ogni sabato la presentazione di un libro, con la partecipazione del pubblico presente, che può interagire con gli scrittori, dando spazio a diverse tematiche più o meno attuali e di interesse collettivo.

Quale è l’obiettivo prefissato? L’unico obiettivo è quello di essere al servizio di coloro che sostengono il mondo della cultura e della lettura, leggere è importante a qualsiasi età, come è importante confrontarsi con gli autori dei libri intavolando con loro una sorta di dibattito, a ulteriore conferma che rileva anche la socializzazione e lo scambio delle opinioni.

Ci sono progetti per il futuro? Ci sono moltissimi progetti al vaglio e moltissime idee che insieme ai miei collaboratori vorrei riuscire a concretizzare per rendere ancora più partecipi coloro che vorranno sostenere e seguire questa linea comune, finalizzata alla  pura cultura.

Moltissime idee, molta voglia di fare e intraprendere la giusta strada per raggiungere l’obiettivo prefissato. Ascoltando questa bella storia familiare, e le parole dalla voce di Alessandro, forse è d’obbligo riflettere sul fatto che spesso le giovani generazioni vengono dipinte con le tinte fosche della pigrizia, della scarsa iniziativa e della poca intraprendenza, e risulta altrettanto d’obbligo sottolineare che non si può e non si deve credere che sia sempre così, a volte le tinte possono essere molto più brillanti, e questo racconto reale è una prova schiacciante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *