IL TAPPETO VENEZIANO, IL BISSO MARINO E ALTRI MISTERI: IL DESIDERIO DI AVERE CHIARA VIGO OSPITE AL CIRCOLO "SEBASTIANO SATTA" DI VERONA

nella foto Chiara Vigo

di Annalisa Atzori

L’articolo di Claudia Zedda pubblicato da Tottus in Pari sul numero 410 di Agosto scorso, aveva suscitato un certo interesse. Un tema utile da annoverare tra le proposte di attività culturali da organizzare, poi Chiara Vigo e la seta naturale marina, il “bisso” che lei stessa lavora, è stato un po’ dimenticato. A rinfrescare la memoria ai soci dell’Associazione dei Sardi di Verona Cristina che racconta una vicenda curiosa: un suo conoscente, discendente da un’antica famiglia veneziana, eredita uno strano “tappeto”, tramandato di generazione in generazione dal ‘700, tessuto con fili molto particolari. Gli intenditori interpellati non riescono a stabilire con certezza l’origine della fibra utilizzata, forse è seta unita ad altri materiali di natura vaga. Non si sa neanche se fosse stato creato per essere un tappeto, più probabilmente un arazzo o forse un copriletto. E’ italiano, europeo, arabo, orientale? Chi lo sa, Venezia mercanteggiava con tutto il mondo. Insomma, l’origine del “tappeto veneziano” è un mistero appassionante, non risolto dagli esperti di tessuti antichi di Verona coinvolti nella ricerca. A Cristina viene in mente Chiara Vigo, l’enigmatica signora di Sant’Antioco, ultima Maestra di bisso, che ha sempre colpito profondamente quanti incontra, custode di un’arte antica e sacra qual è la tessitura del prezioso filo, un tempo utilizzato per produrre vesti per papi e imperatori e ancor oggi materiale più raro e prezioso dei tempi antichi. Ad alcune telefonate segue l’invio di frammenti di tessuto e l’artigiana fa la diagnosi: è seta sottilissima probabilmente mista a fibre di agave. Risolto un arcano, ne nasce un altro che complica quello dell’origine del tappeto, se è agave com’è arrivata nel 1700 a Venezia e da dove? Dobbiamo necessariamente invitare Chiara Vigo a Verona, non solo perché veda nel suo insieme l’oggetto del mistero, ma anche per raccontarci la storia del magico “bisso” che quasi nessuno conosce, come tante altre piccole e importanti realtà artigianali sarde. L’occasione? E’ il gemellaggio tra Sant’Antioco e Colognola ai Colli in fase di concretizzazione. La Sardegna, terra antica e orgogliosa, nasconde delle vere e proprie eccellenze e dei personaggi unici al mondo. Compiti di chi ama l’Isola e le sue tradizioni sono far conoscere queste particolarità, questi antichi mestieri prima che scompaiano gli ultimi custodi dei loro segreti, altrimenti tutto sarà inghiottito dal tempo che passa e fa divenire la realtà soltanto un vago ricordo o un sogno che svanisce piano piano.

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