IL PRIMO SIT-IN PER UNA "VERA" CONTINUITA' TERRITORIALE: GLI EMIGRATI DELL'ISOLA ALL'AEROPORTO DI BOLOGNA

emigrati sardi all'aeroporto Marconi di Bologna

da Sardinia Post

Il prossimo 31 ottobre scadrà la proroga per la continuità territoriale aerea. I sardi e gli emigrati residenti nella Penisola dovranno pagare un biglietto aereo al prezzo di mercato, senza le agevolazioni tariffarie attualmente in vigore fino a fine mese. Gli emigrati sardi non ci stanno e si rifiutano di pagare un prezzo così alto, che renderà molto più difficile tornare nell’Isola. Protestano uniti contro quella che ritengono un’ingiustizia. Si sono dati appuntamento ieri all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. Tra i manifestanti, oltre ai rappresentanti della Federazione delle associazioni sarde in Italia (FASI), s’intravedono tanti volti di donne, bambini, studenti universitari e padri di famiglia. C’è anche il poeta Alberto Masala. Paolo Piras è uno studente universitario che vive a Bologna da otto anni. “Sono originario di Arborea, dove faccio rientro una media di 3/4 volte all’anno. Spendo per ogni volo circa 80 euro, un bel po’ di soldi per uno studente. Nel caso venissero a mancare le agevolazioni dell’attuale continuità territoriale aerea, che scadrà a fine ottobre, ovviamente non solo per me, ma anche per le altre decine di migliaia di sardi, sarebbe una gran bella mazzata. Si dovrebbe cercare di concepire una nuova continuità territoriale, allargandola non soltanto all’Italia, ma a tutta l’Europa”. Paolo Curreli Ë un camionista che vive da 35 anni in Emilia Romagna: “Sono nato a Ovodda e vivo con mia moglie e i miei due figli a Savignano sul Panaro (MO). Speriamo che questa lotta serva a garantire a noi emigrati, ma non solo, il sacrosanto diritto ad un’agevolazione sul prezzo del biglietto aereo per tornare a casa dai nostri cari in Sardegna”. Bruno Sedda, originario di Gavoi, vive a Bologna dal 1989 ed è il capogruppo del centrosinistra del quartiere “Porto” di Bologna: “L’iniziativa di oggi è di vitale importanza per noi emigrati che viviamo a Bologna, ma che continuiamo a mantenere un legame con la Sardegna, essendoci ancora genitori, amici ed affetti. E una vergogna. Se dovessero negarci la continuità territoriale, torneremo indietro di vent’anni”.

 

Una risposta a “IL PRIMO SIT-IN PER UNA "VERA" CONTINUITA' TERRITORIALE: GLI EMIGRATI DELL'ISOLA ALL'AEROPORTO DI BOLOGNA”

  1. cara Luisa e Franco noto che avevo preso bene le misure quando vi diedi il cartello dicendo che la vostra altezza era compatibile cosi il vostro braccio era in asse con l’altro. :)))))) ajooooooooo

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