GESTURI: IN MILLE ALLA MARCIA DELLA PACE SINO A LACONI

 
redazionale Tottus in Pari

Sette chilometri di marcia da Gesturi a Laconi per dire no alle guerre e chiedere attenzione per le zone depresse. Poi ancora dibattiti e un pranzo sociale a metà strada, per condividere gli stessi obbiettivi in un momento conviviale. E’ partita nel pomeriggio di domenica l’11/a marcia sarda per la pace organizzata dalla Tavola Sarda per la Pace e dai Comuni di Gesturi e Laconi. Alla versione sarda della Assisi-Perugia, hanno preso parte un migliaio di persone tra associazioni, rappresentanti sindacali, amministratori giunti da tutta l’isola per dar man forte a minatori, pastori, operai del parco Geominerario.
 
“Accanto alle nostre storiche rivendicazioni, ovvero il no alle basi militari, centrali nucleari e radar e per chiedere la verità sull’uranio impoverito – spiega Franco Uda, responsabile regionale dell’Arci – l’edizione 2012 ha come tema principe la crisi e la drammatica mancanza di lavoro. Puntiamo il dito sulle mille vertenze ancora in piedi dal nord al sud dell’isola, nessuna esclusa, Ottana, Porto Torres, Sulcis, Medio Campidano”.

Temi dibattuti da lavoratori, istituzioni, rappresentanti sindacali nei due incontri che si sono svolti a Gesturi e a Laconi prima e dopo la marcia e il pranzo sociale a Crastu. Ne hanno discusso il leader della Cgil sarda, Enzo Costa, la presidente della Provincia di Cagliari, Angela Quaquero, e Giampiero Pinna, presidente della Consulta di associazioni per il Parco Geominerario. Minatori, precari, pastori, pacifisti, rappresentanti dei sindacati sono stati protagonisti dell’incontro di Laconi.  “Lo scorso anno la marcia della pace si era chiusa con il pensiero a Rossella, allora ancora prigioniera in Algeria – ha detto il sindaco di Laconi, Paolo Pisu – oggi Rossella è di nuovo tra noi”.

 

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