PIERLUIGI CALISAI DA SASSARI A GIACARTA (INDONESIA): PER IL GIOVANE CHEF PASSIONE, GRINTA E CORAGGIO. UNA STORIA DI SUCCESSO, UN ESEMPIO PER TANTI SARDI

Pierluigi Calisai con il suo staff di indonesiani

di Luisella Zappetto

Gli scintillanti grattacieli del Golden Triangle, il quartiere degli affari, disegnano lo skyline della città. Basta però voltare l’angolo e l’immagine da cartolina lascia il posto ai kampung, i quartieri di baracche brulicanti di gente e negozietti aperti notte e giorno. Siamo a Giacarta, caotica megalopoli da dieci milioni di abitanti, capitale dell’Indonesia. Uno dei paesi emergenti più promettenti, con una crescita economica del 6 per cento l’anno. Il posto migliore dove avviare un business, afferma un’indagine di BBC Extreme World. Nel posto giusto, al momento giusto! E’ qui che vive e lavora Pierluigi Calisai, sassarese di 39 anni, socio ed executive chef del “Sopra” e dell’“Opera Blanc”, due noti ristoranti italiani situati all’interno di Pacific Place. Tempio del lusso, con una rassegna di vetrine come solo nelle grandi capitali asiatiche si può vedere – Bulgari, Ermenegildo Zegna, Hermes, Lamborghini, Tiffany & co. – e sede del sontuoso Ritz Carlton Hotel.

Prima di entrare nell’edificio, devo passare il controllo di polizia: il cane anti esplosivo mi annusa, il metal detector “legge” il contenuto della mia borsa e alcuni sorridenti poliziotti in giubbotto antiproiettile scrutano il mio volto. Anche questo fa parte della “normalità” di Giacarta, teatro negli anni di ripetuti attentati di matrice islamista. Mentre attendo Pierluigi, seduta in uno dei tavoli dell’Opera Blanc con vista sulla moschea, penso a tutte le volte che ci siamo incontrati qui, anche casualmente nei luoghi più disparati. Ma non è mai è capitato a Sassari, città dalla quale anch’io provengo.

Sassari-Giacarta: due città, o meglio due mondi, infinitamente più lontani della distanza che li separa. Sei sbarcato in Indonesia nel luglio del 2008. Oggi gestisci due ristoranti di successo e stai per inaugurarne un terzo in una delle capitali più avveniristiche e ricche del mondo: Singapore.

Avresti mai detto che la tua vita, che era già ben definita e affermata a Sassari, potesse cambiare in modo così repentino e radicale?

“Se qualcuno mi avesse raccontato questa storia, gli avrei dato del pazzo! Per di più sono arrivato all’età di 35 anni senza mai essere salito su un aereo.”

Partiamo dall’inizio.

Mio padre è un dirigente di Costruzioni Sarde in pensione, mia madre ha smesso di insegnare per occuparsi della famiglia. Io, da ragazzino sono una peste! Loro sperano che consegua il diploma e mi laurei, ma ai libri preferisco le scorribande in motorino. Nella speranza che io “metta la testa a posto” mio padre mi trova da fare come lavapiatti, nella pizzeria il Muflone in viale Italia. Ho solo 13 anni, ma scopro che lavorare mi piace e imparo a fare la pizza. Quel lavoro da stagionale diventa fisso, sino al 1992. L’occasione che mi mette alla prova, facendomi comprendere definitivamente che la ristorazione è la mia strada, arriva quando il proprietario del locale si ammala ed io mi ritrovo a portare avanti tutto il lavoro.”

Altre esperienze arricchiscono il curriculum di questo giovane e determinato pizzaiolo: avvia la pizzeria La Capannetta, gestisce la mensa della caserma dove presta il servizio militare e, al ritorno a Sassari, va a lavorare nella pizzeria Il Quadrifoglio, nel quartiere di Monte Rosello. Il proprietario, Antonio, si rivelerà poi una figura chiave nella svolta della vita di Pierluigi in Indonesia. “Nel 1996 decido che è arrivato il momento di mettermi in proprio. Grazie al sostegno di mio padre ottengo il mutuo che mi permetterà di aprire la mia pizzeria, Gigi Pizza, in via Basso, a due passi dalle piscine di Lu Fangazzu. Per quasi dodici anni la mia vita scorre serenamente e mi sento soddisfatto. Uno dopo l’altro, raggiungo tutti i miei obiettivi. Sposo la ragazza che amo. Compro una mansarda che diventa il nostro “nido” e inizia ad affacciarsi anche il desiderio di mettere al mondo un figlio. Mi piace spendere i soldi che guadagno e posso togliermi qualche “sfizio”: la macchina di grossa cilindrata, la moto e una piccola barca per andare in mare insieme a mio padre, anche lui appassionato velista. La mia vita rispecchia i valori che i miei genitori hanno saputo trasmettermi: il lavoro, l’impegno nel portare avanti gli obiettivi, la famiglia. Nel 2005, un incidente mi costringe a una lunga convalescenza e a dover cercare un pizzaiolo che mi sostituisca. Lentamente la mia vita sembra assumere colori meno brillanti. Il rapporto con mia moglie entra in crisi. Sento che mi manca qualcosa e tendo a chiudermi sempre più. E’ a quel punto che una cara amica, che commercia in oggetti importati dall’isola di Bali, mi propone di accompagnarla in uno dei suoi viaggi. Eccitato e al tempo stesso un po’ spaventato, decido di partire. So che a Bali si è trasferito Antonio, l’ex titolare della pizzeria il Quadrifoglio, che adesso dirige il ristorante dell’hotel Kumala Pantai. In società con un cinese sta per aprire un locale e quando ci vediamo mi propone subito di unirmi a loro e occuparmi direttamente di quell’attività. Se accetto mi attende una villa con piscina, personale di servizio a mia disposizione e una vita agiata, come capita agli espatriati che si trasferiscono da queste parti. Si risveglia in me il desiderio di cimentarmi in una nuova sfida e capisco che il malessere degli ultimi due anni è dovuto al desiderio di un cambiamento profondo, che non avevo minimamente colto. Pensavo di non essere portato per i viaggi e l’avventura e invece… Un mese dopo, ad aprile, sono di nuovo a Sassari. Il rapporto con mia moglie è oramai chiuso e io decido di vendere tutto e trasferirmi a Bali. Devo fare in fretta perché ad agosto ci sarà l’inaugurazione di Warung Italia, il ristorante-pizzeria del quale mi dovrò occupare. La crisi economica a Sassari è già pienamente avvertita e io sono costretto a svendere la mia attività e tutte le mie cose. Sento però che sto facendo la cosa giusta. A fine luglio, a quattro mesi dal mio primo viaggio, sono di nuovo a Bali e inizia la mia nuova vita. Non parlo una parola di inglese e indonesiano e questo non aiuta, ma un po’ alla volta costruisco un vocabolario minimo che mi permette di istruire il personale in cucina. Lavoro 14 ore al giorno perché ancora nessuno è in grado di far funzionare il forno a legna o preparare l’impasto per le pizze. Il locale ha successo e io guadagno bene grazie alle percentuali che incasso, ma a distanza di un anno non ho un contratto, il mio futuro è incerto e il rapporto con l’amico sassarese non è più sereno. Grazie alla notorietà raggiunta da Warung Italia, ricevo proposte di lavoro da altri locali. La svolta arriva quando un giorno mi viene a trovare un cliente indonesiano, che poi scopro essere un imprenditore miliardario, proprietario di miniere di nichel e carbone, di piantagioni di olio di palma, costruttore di navi e altro ancora. Mi propone di seguirlo a Giacarta dove intende aprire un ristorante all’interno di uno dei mall più lussuosi della capitale, il Pacific Place. Pochi giorni dopo lo raggiungo nella capitale. Quello che chiedo, mi viene dato: lo stipendio, una bella casa, la copertura delle spese mediche, i biglietti per rientrare periodicamente in Italia. Il 30 ottobre del 2009 inauguriamo il ristorante “Sopra”. Inizialmente mi occupo solo della pizzeria, ma poi divento anche chef della cucina, prendendo il posto di un altro italiano. A distanza di poco tempo inauguriamo anche “Opera Blanc” un locale più raffinato, con musica dal vivo. La mia vita ora è qui! Volo spesso a Singapore per seguire i lavori di un nuovo locale, ma anche altri business si affacciano all’orizzonte. Il paese è in pieno sviluppo e se sei capace e hai i contatti giusti le opportunità per fare grandi cose non mancano. Non mi sono dimenticato della Sardegna, la amo, ma non ci ritornerei. E se anche fossi miliardario non ci investirei un centesimo. Noi sardi, purtroppo, abbiamo sempre permesso agli altri di sfruttarla e stuprarla, ma non siamo capaci di coglierne il valore e di volgerlo a nostro vantaggio. E chi riesce a fare qualcosa di buono, spesso si ritrova da solo, circondato dalla gelosia. Quando torno a Sassari sto con la mia famiglia, perché poco è rimasto delle amicizie che avevo. All’inizio raccontavo con entusiasmo la mia esperienza qui in Indonesia, ma chi ascoltava non capiva, non riusciva ad immaginare. E, per dirla tutta, pensava che inventassi un mucchio di storie. Del resto, anche i miei genitori quando per la prima volta sono venuti a trovarmi non credevano ai loro occhi. Ogni tanto, grazie a Facebook, qualcuno che magari mi conosceva appena mi contatta, chiedendomi consigli e mostrando interesse per la mia storia. A Giacarta ci sto bene, è facile andare d’accordo con gli indonesiani. Tutti sorridono e sono gentili. Qui ho ritrovato anche l’amore grazie a una splendida donna che mi ha reso padre di un bellissimo maschietto pochi mesi fa. Voglio che mio figlio cresca sentendosi anche un po’ sardo e sentendo il legame con la mia famiglia, ma in Sardegna ci tornerò volentieri solo in vacanza. Sebbene, visti i tempi che corrono, per i miei genitori in pensione l’Indonesia può rappresentare il luogo ideale per la vecchiaia.

2 risposte a “PIERLUIGI CALISAI DA SASSARI A GIACARTA (INDONESIA): PER IL GIOVANE CHEF PASSIONE, GRINTA E CORAGGIO. UNA STORIA DI SUCCESSO, UN ESEMPIO PER TANTI SARDI”

  1. E sicuramente interessante una storia così, e tutti dovessimo avere il coraggio di affrontare nuovi orizzonti, chi ti scrive é una persona che ha 55 anni compiuti oggi, sono un piccolo imprenditore con una ditta di costruzione edile e stradale, con un negozio di calzature e pelletteria, a Paestum (SA), ma è superfluo dire che da quattro anni la crisi ci stà divorando tutto e bisogna stare attenti anche alla " casa ".
    Ho mia figlia a Giacarta che insegna italiano all’istituto di cultura oltre che lavora in un programma di sviluppo turistico universitario; Italia-Indonesia, mi ha incoraggiato tantissimo perchè io vada lì a sviluppare qualche attività.
    Parlando con un mio amico di questa cosa, (lui e gestore di una pizzeria, ed è bravo in cucina) stiamo valutando la possibilità di aprire una pizzeria lì a Giacarta.
    Da quello che scrivi si direbbe che sei una persona che guarda avanti con coraggio, e sicuramente in qualche angolo nascosto dentro di noi c’è qualcosa di simile.
    Ci potresti dare delle dritte? noi abbiamo intenzione di fittare un locale centrale,ma non troppo costoso, per poterci
    avviare! casa costa e cosa ci consigli?
    qualsiasi tuo consiglio e molto gradito.
    Il sud e tutto come Tu hai descritto i tuoi compaesani, ma chi riesce a quardare avanti se ne fa una ragione.
    Ti Saluto e consentimi il Tu!
    Carmine

  2. Italian Chef vari anni di esperienza Europea , negli Ultimi 4 anni grande esperienza in asia Singapore . Svolgo il lavoro con passione ,linguA perfetta Italiana francese mela cavo abastanza con linglese . Atendo notizie

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